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| La Serie 3 E21 - Le E21 di celluloide |
Anni Ottanta
American gigolo (USA) – drammatico – 1980 - regia di Paul Schrader - con Brian Davies; Richard Gere; Lauren Hutton Julian Kaye (Richard Gere), di professione gigolo, svolge la sua lucrosa “attività” nel mondo della ricca borghesia di Los Angeles. Incontra Michelle Stratton (Lauren Hutton), moglie del senatore Charles (Brian Davies), ed i due si innamorano. Quando una delle “clienti” più assidue di Julian viene trovata uccisa, la polizia sospetta proprio di lui, che, pur essendo estraneo al delitto, non è in grado di fornire un alibi. Abbandonato da tutti, Julian capisce di essere vittima di una macchinazione del senatore Stratton, prossimo a candidarsi per la carica di governatore della California. Michelle a questo punto, resasi conto del cinismo del marito, abbandona il tetto coniugale e scagiona Julian fornendogli un alibi di ferro: i due la passarono assieme la notte dell'omicidio. *: verso i due terzi della storia, nella scena in cui Julian si reca a noleggiare un’automobile, compare una 320i USA di colore azzurro Fjord, di passaggio nel traffico.
 La 320i che transita mentre Julian esce dall'agenzia al volante della Ford Pinto noleggiata
Beniamino segugio celeste (USA) - 1980 – commedia – regia di Joe Camp - con "Benji"; Chevy Chase Browning (Chevy Chase) è un investigatore privato londinese che viene misteriosamente assassinato mentre indaga su un caso. Viene quindi rimandato sulla terra sotto le sembianze di un cane ("Benji"), affinché indaghi sulla sua morte per fare giustizia, in modo che la sua anima trovi pace e possa entrare in paradiso. *: in una scena compare una 320i USA, di colore verde chiaro metallizzato.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Il piccione di piazza San Marco (Francia) - 1980 – avventura – regia di Georges Lautner - con Jean-Paul Belmondo; Mirella D'Angelo Alexander Dupré (Jean-Paul Belmondo), un abilissimo ladro, esce dal carcere e progetta un nuovo colpo alleandosi con Sophie (Mirella D'Angelo), una bellissima avventuriera. Paradossalmente, i due riusciranno a sventare una grossa truffa e Dupré sarà premiato con la Legion d’Onore. *: in una scena ambientata a Parigi, davanti all’Arco di Trionfo, compare una Serie 3 E21 di colore grigio scuro metallizzato, con frontale a quattro fari e specchio esterno cromato. Difficile indicare il modello (l’auto è ripresa piuttosto da lontano); sul lato sinistro della mascherina sembra presente la scritta identificativa, peraltro illeggibile: dovrebbe quindi trattarsi di una 320 M60 o di una 323i.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Qua la mano (Italia) - 1980 - commedia a episodi – regia di Pasquale Festa Campanile - con Enrico Montesano, Adriano Celentano, Lilli Carati Il secondo episodio racconta la storia di Don Fulgenzio (Adriano Celentano), parroco di un paesino e appassionato di ballo, che finisce al laccio della disinvolta Rossana (Lilli Carati). Per vendicarsi, il geloso sindaco del paese lo denuncia al vescovo. *: nella scena, ambientata nel grande parcheggio di una discoteca, in cui Don Fulgenzio fa salire Rossana sulla sua moto e poi parte velocemente si nota il posteriore di una E21 grigio scuro metallizzato. Nella stessa scena si vede anche una 02 blu.

Si salvi chi può (la vita) (Francia) – drammatico – 1980 - regia di Jean-Luc Godard – con Nathalie Baye; Jacques Dutronc; Isabelle Huppert; Cécile Tanner La Vita di Paul Godard (Jacques Dutronc), regista televisivo, è divisa tra l'amante Denise Rimbaud (Nathalie Baye) e la moglie Isabelle Rivière (Isabelle Huppert), dalla quale è separato ed ha con sé la figlia Cécile (Cécile Tanner). Denise, decisa a coltivare la propria vocazione di scrittrice, decide di trasferirsi momentaneamente in campagna. Il giorno della partenza, Paul, alquanto contrariato per la decisione di Denise, incontra moglie e figlia. Propone che gli incontri periodici con Cécile, fino a quel momento mensili e piuttosto sbrigativi, assumano cadenza settimanale; Isabelle promette di rifletterci. Subito dopo, mentre Paul si allontana, un'automobile lo investe ed egli muore sul colpo; madre e figlia si allontanano rapidamente, del tutto indifferenti all'accaduto. Nella storia principale, si intreccia occasionalmente, senza peraltro interagire, quella di Isabelle (ancora Isabelle Huppert), una giovane prostituta di lusso, disposta a qualsiasi esperienza pur di procurarsi il denaro necessario all'acquisto di un alloggio. Lei è la sola che continuerà la sua vita come prima. *: in una scena compare una BMW Serie 3 E21 di colore rosso, con cerchi in acciaio. La vettura è inquadrata mentre transita nel traffico da sotto un tavolino da bar: la sua identificazione non è agevole. Alcuni dettagli (scritta “corta” senza sfondo nero) fanno pensare ad una 316 o una 318 model year 1979 o 1980.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Sono fotogenico (Italia) – commedia - 1980 – regia di Dino Risi – con Edvige Fenech, Michael Galabru, Aldo Maccione, Renato Pozzetto Il nullafacente Antonio Barozzi (Renato Pozzetto) si è messo in testa di diventare attore e si trasferisce a Roma dalla natia Laveno. Subito agganciato e spolpato dal losco avvocato – agente Pedretti (Aldo Maccione), finisce in un giro di film a luci rosse. Conosce poi l’attricetta Cinzia (Edvige Fenech), che intreccia una relazione con Antonio solo per fare dispetto al suo bugiardo amante. Quando il produttore italo – americano Del Giudice (Michael Galabru) lo invita a Hollywood per un provino, Antonio si illude di avere trovato la strada per il successo, ma l’amara realtà lo riporta a Laveno e ad un tranquillo impiego in banca. *: in una delle ultime scene, quella in cui Antonio fa da controfigura per una sequenza di inseguimenti in auto, si vede parcheggiata una Serie 3 bianca con due fari. La vettura è ripresa molto da lontano, per cui non si riescono a vedere altri particolari.
 Antonio (di spalle, vestito da donna e con parrucca bionda) è stato ingaggiato come controfigura e sta per salire sulla Ford Capri per girare una scena d'azione
Un venerdì maledetto (Gran Bretagna) – drammatico - 1980 - regia di John Mackenzie – con Bob Hoskins Harold Shand (Bob Hoskins), un gangster londinese “vecchio stampo”, aspira a diventare un rispettabile uomo d’affari acquistando le aree dismesse del porto di Londra per trasformarle in un elegante quartiere residenziale. Per realizzare il suo progetto ha però bisogno di finanziatori: il giorno di venerdì santo dovrebbe stringere un accordo con due emissari della mafia americana per disporre dei capitali necessari. Proprio quel giorno, Harold viene preso di mira dai terroristi irlandesi, a causa di uno sgarbo fatto (a sua insaputa) da uno dei suoi collaboratori più stretti. Harold, legato ad una concezione del mondo della malavita ormai superata, tenta di fermare l’escalation di sangue ricorrendo ai suoi consueti metodi che si riveleranno del tutto inefficaci: non solo gli americani, allarmati da rischi imprevisti, revocheranno i finanziamenti promessi, ma alla fine lo stesso Harold cadrà sotto i colpi dei terroristi. *: in una delle prime scene, a circa cinque minuti dall’inizio del film, transita nel traffico di Londra una Serie 3 di colore giallo Golf, con i cerchi in acciaio. L’auto è ripresa dal lato destro: si tratta ovviamente di un esemplare appartenente alla prima serie con lo specchio esterno cromato, ma non è possibile determinare il modello. Nel film compaiono altre BMW anni Settanta: una E3 di colore blu pastello, un esemplare a passo corto post 1973 con cerchi con copriruota cromati, del quale non è individuabile il modello, è l’auto usata dai terroristi nelle scene ambientate a Belfast; infine, nelle battute conclusive della storia, si vede anche una Serie 5 E12 azzurro Fjord.

Zombi Holocaust (Italia) – orrore – 1980 - regia di Marino Girolami - con Sherry Buchanan; Alexandra Delli Colli; Ian McCulloch; Donald O'Brien New York: spinto da un'inspiegabile raptus, un giovane originario delle Molucche viene sorpreso mentre fa scempio dei cadaveri custoditi nell'obitorio di un ospedale americano. Prima che gli infermieri possano immobilizzarlo, il ragazzo si uccide pronunciando il nome dell'isola di Kito dalla quale, presumibilmente, proviene. Decisi a scoprire l'origine del folle gesto, il dottor Peter Chandler (Ian McCulloch), l'antropologa Lori Ridgeway (Alexandra Delli Colli) e la giornalista Susan Kelly (Sherry Buchanan) organizzano una spedizione sull'isola senza immaginare ciò cui andranno incontro: Kito è l'infernale regno del dottor Obrero (Donald O'Brien), uno scienziato pazzo che sta perfezionando la tecnica del trapianto dei cervelli a spese di primitivi indigeni soggiogati dai sanguinari rituali pseudoreligiosi di sua invenzione. *: in una delle scene iniziali ambientate a New York compare parcheggiata in strada una 320i USA nera con fari antinebbia.
 A sinistra della foto, la 320i USA che compare in “Zombi Holocaust” (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Zucchero, miele e peperoncino (Italia) - 1980 - commedia a episodi – regia di Sergio Martino - con Lino Banfi; Edwige Fenech; Pippo Franco; Patrizia Garganese; Dagmar Lassander; Glauco Onorato; Renato Pozzetto 3 episodi. Nel primo, Valerio Milanese (Lino Banfi) per una serie di assurde circostanze viene scambiato per un assassino; la giornalista Amalia (Edwige Fenech), convinta di aver messo le mani sullo scoop della sua carriera, finisce per peggiorarne la posizione. Nel secondo, Giuseppe Mazzarelli (Pippo Franco) è un giovane laureato che, non riuscendo a trovare un lavoro, si finge una domestica si fa assumere dal manesco Duilio Mencacci (Glauco Onorato), che maltratta la moglie, l’infelice Mara (Dagmar Lassander). Mara, una volta scoperta l'identità di Giuseppe, si innamora di lui provocando la violenta reazione del marito. Nell'ultimo episodio, il tassista Plinio Carlozzi (Renato Pozzetto) si ritrova coinvolto suo malgrado in un rapimento a "fin di matrimonio" organizzato da un clan di siciliani. Plinio, resosi conto che la vittima, Rosalia (Patrizia Garganese), non è consenziente, riesce a sventare il piano; Rosalia si innamora di lui e decide di sposarlo. *: nella scena finale del primo episodio, in cui Amalia e Valerio fuggono inseguiti dalla polizia, si vede una 320 M60 di colore grigio scuro model year 1980. Nello stesso episodio compare più volte anche una 02 (probabilmente una 1600-2) blu.
 La scena in cui compare la 320
Bianco, Rosso e Verdone (Italia) – commedia - 1981 – regia di Carlo Verdone - con Elena Fabrizi, Angelo Infanti, Irina Sanpiter, Carlo Verdone; Elisabeth Wiener Il film prende spunto da una tornata elettorale, che spinge i tre protagonisti a viaggiare in auto attraverso l'Italia, rivelando grotteschi aspetti della loro personalità e della stessa società. Il finale è amaro per tutti e tre i protagonisti. Furio (Carlo Verdone), parte con la famiglia da Torino alla volta di Roma. È pignolo oltre ogni limite, opprime la moglie Magda (Irina Sanpiter) ed i figli con una serie di pedanti quanto inopportune puntualizzazioni. Per lui tutto è scontato, calcolabile senza possibilità di errore, ma l'esasperazione della moglie la porterà a fuggire con un premuroso playboy (Angelo Infanti). Mimmo (sempre Carlo Verdone) è un giovane "fregnone", cresciuto nel fisico ma mentalmente ancora fanciullo; accompagna la nonna (Elena Fabrizi) da Vicenza al seggio di Roma ed il rapporto fra i due rivela la fragilità del giovane dinanzi alle vicissitudini della vita che, invece, vengono affrontate con sagacia e saggezza popolare dall'energica nonna, che però muore all'interno della cabina elettorale, lasciando Mimmo nella disperazione. Pasquale Ametrano (sempre Carlo Verdone), è un taciturno operaio emigrato che vive a Monaco di Baviera con la teutonica consorte (Elisabeth Wiener). Si mette in viaggio a bordo della sua fiammante Alfasud rossa per recarsi al suo seggio in quel di Matera. Spaesato in un mondo così diverso sia dalla tranquilla periferia tedesca sia dall'Italia che aveva lasciato, subisce nel corso del viaggio ogni sorta di furti, sfortune e umiliazioni che lo porterà allo sdegno e a disertare quindi le urne. *: all'incirca ad un terzo del film, nella scena in cui Pasquale esce da un autogrill dell’autostrada A14 incamminandosi verso la sua auto, si vede parcheggiata una 320 M60 model year 1980 di colore grigio scuro metallizzato, con cerchi in lega ed un'improbabile targa anteriore posticcia.
 La scena in cui compare la 320. Il personaggio di spalle è Pasquale.
Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Germania) – drammatico - 1981 – regia di Uli Edel - con Natja Brunckhorst; Daniela Jaeger; Thomas Haustein Berlino Ovest. La tredicenne Christiane (Natja Brunckhorst) cerca di evadere dalla triste realtà che la circonda. I suoi genitori si sono separati, la sorella è andata a vivere con il padre e lei abita in un quartiere periferico con la madre, che si cura assai poco della figlia. Si lascia convincere dall’amica Kessie (Daniela Jaeger) a frequentare il "Sound", la discoteca più grande d'Europa dove conosce molti coetanei che la introducono al consumo di droghe. Tra questi c’è Detlev (Thomas Haustein), un ragazzo che le appare gentile e premuroso, del quale si innamora. Dopo qualche tempo, Christiane si accorge che Detlev è un consumatore di eroina, e si lascia trascinare anche in questo baratro. A poco a poco, i due raggiungono lo stadio della tossicodipendenza, e per, procurarsi la droga, perdono ogni inibizione e senso morale. Un barlume di dignità convince la coppia a liberarsi dalla schiavitù della droga, ma la frequentazione delle vecchie compagnie li fa ripiombare nel tunnel. Quando Christiane scopre che Detlev non è altro che un debole, si allontana da lui per sempre e trova la forza di disintossicarsi definitivamente. *: in una scena ambientata in una via di grande traffico compare rapidamente una Serie 3 E21 di colore grigio scuro metallizzato, prodotta dopo il settembre 1979. Nel film compaiono anche due 2002.
 Foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org
Culo e camicia (Italia) – commedia a episodi - 1981 – regia di Pasquale Festa Campanile – con Leopoldo Mastelloni, Enrico Montesano, Daniela Poggi, Renato Pozzetto, Maria Rosaria Omaggio Primo episodio: Rick (Enrico Montesano), assistente al montaggio di una TV locale, nonostante sia affetto da balbuzie, sogna di diventare un telecronista sportivo e di conquistare così la bionda Ornella (Daniela Poggi), che non si accorge di lui. Un paio di scarpe magiche provenienti da un vecchio calzolaio defunto esaudirà tutti i suoi desideri. Secondo episodio: il gay Renato (Renato Pozzetto) vive con il geloso Alberto Maria (Leopoldo Mastelloni), finché conosce la provocante e disponibile Ella (Maria Rosaria Omaggio): triangolo impossibile! *: nel film appaiono parecchie BMW: E3, E12 e, nel secondo episodio, una E21. Nella scena in cui Renato è seduto in un bar milanese con Ella, dando le spalle alla strada, si vede transitare una Serie 3 nera con cerchi in acciaio. Presumibilmente si tratta di una 4 cilindri perchè a prima vista si direbbero cerchi "stretti" con canale da 5 pollici.
Guardato a vista (Francia) – thriller - 1981 – regia di Claude Miller – con Michel Serrault, Lino Ventura Un 31 dicembre, in una cittadina di Normandia, l'ispettore Gallien (Lino Ventura) sta indagando sullo stupro e l'assassinio di due bambine. L'unico sospettato è lo stimato notaio Jerome Martinaud (Michel Serrault), ma le prove contro di lui sono soltanto indiziarie. Mentre la città celebra il Capodanno, Gallien convoca Martinaud nel suo ufficio al commissariato e lo interroga per ore e ore mentre Martinaud continua a sostenere la sua innocenza. L’interrogatorio non porta ad alcuna conclusione, e così, all’alba, Galline rilascia Martinaud, che sale sulla sua auto, estrae una pistola dal cassetto portaoggetti e si suicida. *: nella sequenza in cui gli agenti si recano a prelevare Martinaud alla festa cui era stato invitato, compare parcheggiata davanti all’ingresso del palazzo una 316 di colore grigio scuro metallizzato con lo specchietto esterno in plastica.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
I Carabbimatti (Italia) – comico – 1981 - regia di Giuliano Carnimeo - con Giorgio Bracardi; Daniele Formica; Leo Gullotta Per evitare di essere arrestato dopo il fallimento della sua impresa, il finanziere Marrone (Giorgio Bracardi) vuole farsi internare in una clinica privata Per una serie di equivoci, finisce invece a Villa Verde, una clinica specializzata nella cura delle malattie mentali. Qui viene scoperto da due carabinieri, Pasta (Leo Gullotta) e Ceci (Daniele Formica), che sono stati involontariamente la causa del suo ricovero. Dopo movimentati inseguimenti e comiche avventure, riescono ad ammanettarlo e a portarlo in caserma. *: in una scena, in cui una banda di matti insegue a piedi un altro "finto" matto, in mezzo al traffico delle auto in sosta si intravvede appena una Serie 3 E21 bianco Chamonix. La macchina è parcheggiata dietro ad una 128 verde (in primo piano, a lato della quale si nascondono due matti) e si intravvede la fiancata lato guida della BMW, della quale si può notare il colore e lo specchietto cromato (parzialmente ripiegato verso l’interno).
I fichissimi (Italia) – commedia – 1981 - regia di Carlo Vanzina – con Diego Abatantuono; Jerry Calà; Simona Mariani; Loris Zanchi Il fruttivendolo Felice "Toro Scatenato" (Diego Abatantuono) e il garagista Romeo (Jerry Calà) sono i "capi" di due scalcagnate bande rivali della periferia di Milano e si detestano vicendevolmente. Le cose si complicano quando Romeo si innamora, corrisposto, della barista Giulietta (Simona Mariani), senza sapere che la ragazza è la sorella del rivale. Quando Felice lo scopre, li perseguita e cerca di ostacolarli in ogni modo. Un giorno Romeo, al volante della Ferrari di un cliente, provoca un incidente d'auto, a causa del quale deve far fronte ad un grosso risarcimento. Disperato, tenta una rapina ad un banco di pegni, ma non riesce nell'intento e finisce in galera. Nel frattempo Giulietta cede alla corte di Walter (Loris Zanchi), il titolare del bar dove lavora, e, con il consenso del fratello, decide di sposarlo. Ma proprio il giorno del matrimonio, Romeo viene dichiarato innocente e si reca alla chiesa per fermare il matrimonio: tra lo stupore generale si porta via Giulietta, e dopo un rocambolesco inseguimento, i due giovani riusciranno a vivere il loro amore senza più ostacoli. **: Walter all'inizio del film guida una 02 azzurra; in occasione del fidanzamento con Giulietta la sostituisce con una 316 bianca. Una 635CSi E24 è il regalo di nozze; le due vetture sono protagoniste dell'inseguimento finale. Un'altra E21 bianca compare in una delle scene iniziali, quella in cui Felice rientra dall'ortomercato con l'Ape Piaggio e viene ripreso dal suo principale per l'eccessiva lentezza nello svolgere il lavoro.
 Una delle scene in cui compare la 316: in questa sequenza, Romeo fugge con Giulietta sulla 635CSi (a sinistra, addobbata per la cerimonia), inseguiti da Felice e Walter a bordo della 316
Innamorato pazzo (Italia) – commedia – 1981 - regia di Castellano e Pipolo - con Adriano Celentano; Adolfo Celi; Ornella Muti La principessa Cristina (Ornella Muti) è l’erede al trono del Regno di San Tulipe, un piccolo Stato dell’Europa centrale. Le sue finanze rasentano la bancarotta, perciò il padre, Re Gustavo (Adolfo Celi), l’ha promessa in sposa la figlia ad un miliardario, nella speranza di risanare il dissestato bilancio. Durante una visita ufficiale a Roma, stanca del cerimoniale e degli impegni di corte, Cristina fugge dalla residenza che la ospita per compiere un giro turistico in incognito. Sale sull’autobus guidato dallo spensierato Barnaba Cecchini (Adriano Celentano), che accetta di accompagnarla a zonzo per la città. I due si innamorano, ma lo scoglio del matrimonio imposto dalla ragion di Stato pare insormontabile. Tuttavia Barnaba non si dà per vinto e riesce nell’intento di sposare la sua principessa. * : all’inizio del film, nella scena in cui Barnaba si reca al lavoro sui pattini a rotelle, proprio nel momento in cui sta per effettuare una piroetta, si vede una Serie 3 E21 parcheggiata in doppia fila. La vettura, di colore argento metallizzato, è parzialmente coperta da una Fiat 500 ed è inquadrata solo per pochi istanti, per cui non è possibile determinare anno e modello. Nel film compaiono diverse altre BMW, tra cui un paio di Serie 5 E12 ed una “02”.

Joss il Professionista (Francia) – spionaggio – 1981 - regia di Georges Lautner - con Jean-Paul Belmondo, Sidiki Bakaba Josselin Beaumont (Jean Paul Belmondo), chiamato Joss, è un agente dei servizi segreti francesi, incaricato di uccidere il presidente Niala (Sidiki Bakaba), scomodo leader di una repubblica africana. Sta per compiere la sua missione quando il vento politico cambia e la vita dell'uomo politico africano torna a essere preziosa. Joss, colpevole solo di fare il suo mestiere, viene tradito e condannato ai lavori forzati, ma riesce a fuggire e rientra a Parigi proprio mentre Niala è in visita all'Eliseo. Joss sparge la voce che la sua missione è sempre quella di ucciderlo, provocando una serrata caccia all’uomo da parte dei servizi di sicurezza. Joss riesce comunque a penetrare nel castello fortezza di La Ferrière, ove si trova per sicurezza il presidente Niala che, mediante un trucco di Joss, verrà ucciso da un poliziotto. Joss, compiuta la missione, tenta di fuggire, ma subisce la stessa sorte. *: nella scena dell'inseguimento tra una Peugeot 504 e una Fiat 131 guidata da Joss/Belmondo, si vede una E21 nera con quattro fari e specchio cromato parcheggiata lungo un viale. Nella stessa sequenza compare anche una Serie 6 E24 di colore chiaro, forse argento.
 La Serie 3 nera che compare in "Joss il Professionista". Al volante della Fiat 131 di cui si vede il cruscotto c'è Jean Paul Belmondo nei panni dell'agente Joss
L'uomo di ferro (Polonia) - 1981 - drammatico – regia di Andrzej Wajda - con Marian Opania, Jerzy Radziwilowicz, Krystina Yanda Nell'agosto 1980, all’interno dei cantieri navali di Danzica, gli oppositori del regime comunista stanno dando vita al libero sindacato Solidarnosc. Tra gli uomini di punta della scomoda organizzazione vi è Maciej Tomczyk (Jerzy Radziwilowicz), figlio di Mateusz Birkut (sempre Jerzy Radziwilowicz), ucciso dalla polizia durante gli scioperi del 1970, e sposato con Agnieszka, che ha subito una condanna per attività antigovernative. Winkel (Marian Opania), un giornalista radiofonico alcolizzato e completamente asservito al regime, riceve l’incarico di realizzare un servizio che getti discredito su Maciej agli occhi dell’opinione pubblica. Ma la forza d’animo dimostrata dal sindacalista e dalla moglie scuote l’intorpidita coscienza di Winkel, che ritroverà così coraggio e dignità per tornare ad essere un giornalista al servizio della verità e non più del regime. *: in una scena si vede il frontale di una E21 di colore bianco con mascherina a due fari, parcheggiata in un cortile. Impossibile determinarne l’anno e il modello.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Mia moglie torna a scuola (Italia) – commedia – 1981 – regia di Giuliano Carnimeo - con Renzo Montagnani; Carmen Russo Seguendo una comitiva di turisti in visita ai monumenti della città, Valentina (Carmen Russo) sente improvvisamente il bisogno di farsi una cultura e decide di tornare a scuola, con grande disappunto del marito Aristide (Renzo Montagnani), un salumiere dedito solo al suo negozio e, naturalmente, alla bellissima moglie. Il collegio scelto da Valentina ha fama di essere serio; in realtà all’interno vi succede di tutto, tranne che studiare. Intanto Aristide, non riuscendo a stare lontano dalla consorte, escogita invano vari espedienti per avvicinarla. Giunge finalmente il giorno degli esami; tra i candidati vi è anche Aristide, che, dietro il pagamento di una tangente, si è fatto inserire nell'elenco. Equivoci, liti, incomprensioni, e il solito lieto fine: Valentina torna a casa dal suo Aristide. *: nei titoli di testa compare una Serie 3 E21 di colore rosso amaranto, parcheggiata in strada. La macchina è inquadrata di tre quarti posteriore, da sinistra, per cui non si riesce a leggere la targhetta del modello. Si tratta comunque di una vettura prodotta prima del marzo 1978: ha lo specchio cromato e il terminale di scarico a gomito.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Night School - Il Killer della Notte (USA) – thriller – 1981 - regia di Kenneth Hughes - con Leonard Mann, Drew Snyder, Rachel Ward Un misterioso assassino semina il terrore nella città tagliando la testa a numerose donne, tutte giovane e avvenenti. La sua tecnica somiglia ad un rituale e l'arma che usa è uno speciale coltello africano. Questi particolari spingono il poliziotto Judd Austin (Leonard Mann) ad indirizzare i suoi sospetti verso un professore di antropologia, Vincent Millett (Drew Snyder), che ha avuto come allieve molte delle vittime. Il professore gode grande fama sia come esperto antropologo che come inguaribile dongiovanni, nonostante la convivenza con una delle sue scolare, Eleanor Adjai (Rachel Ward). Ed è proprio Eleanor il misterioso assassino. La ragazza, spinta da una morbosa gelosia, uccide tutte le sue "rivali". Quando Millett scopre la realtà, si accorge di non poter sopportare l'idea di perdere Eleanor e si sostituisce a lei sviando Austin in un drammatico inseguimento in cui perde la vita. ***: Vincent Millett guida uno dei primi esemplari di 320i USA 1.8, quindi con gli specchi esterni in plastica. La vettura è di colore azzurro scuro metallizzato, ha i fari antinebbia e i cerchi in lega leggera a raggi e compare praticamente in tutta la durata del film.

Per la pelle di un poliziotto (Francia) - poliziesco – 1981 - regia di Alain Delon – con Alain Delon; Anne Parillaud Parigi. Choucas (Alain Delon), dimessosi ancor giovane dalla polizia, svolge la professione di investigatore privato, occupandosi prevalentemente di rintracciare persone scomparse. Nell’agenzia di investigazioni lavora anche la fidanzata di Choucas, Charlotte (Anne Parillaud), una bella e giovane attrice, che funge da segretaria. Quando la sua ultima cliente, che lo aveva incaricato di ritrovare la figlia cieca, misteriosamente scomparsa, è assassinata, Choucas si rende conto di essersi invischiato in una situazione molto pericolosa, legata ad un grosso traffico di droga. Per fermare Choucas, i trafficanti di droga dapprima aggrediscono e minacciano il detective, poi rapiscono Charlotte. Ma Choucas non si lascia ricattare e riesce a liberare la ragazza; poi individua la villa che, dietro la facciata di lussuosa casa di cura, nasconde il laboratorio dove è raffinata la droga, e dove è tenuta prigioniera la ragazza cieca. Insieme ai suoi ex colleghi poliziotti, Choucas riesce quindi a sgominare la banda. *: nel corso del film compaiono due Serie 3 E21, parcheggiate nelle vie parigine. La prima è visibile mentre scorrono i titoli di testa; si tratta di una vettura di colore verde pisello, di modello sconosciuto. Alcuni dettagli dicono che si tratta di un esemplare dei primi anni di produzione. La seconda vettura appare verso la metà della storia, è di colore verde chiaro metallizzato e si direbbe una 316 successiva al settembre 1979.
 (foto gentilmente concesse dal sito www.imcdb.org)
Pierino contro tutti (Italia) - commedia – 1981 - regia di Marino Girolami – con Alvaro Vitali Pierino (Alvaro Vitali) è uno scolaro che fa impazzire la maestra, i compagni e la supplente con scherzi crudeli e battute volgari. *: Verso metà film compare, parcheggiata in strada, una 320 M60 model year 1978 o 1979 di colore grigio antracite, con cerchi in acciaio.
 La 320 M60 che compare in "Pierino contro tutti"
Professione pericolo (USA) – telefilm di avventura – 1981-1986 – con Lee Majors Protagonista della serie è Colt Seavers (Lee Majors), stuntman professionista, che svolge anche l’attività di cacciatore di taglie. Inoltre aiuta gli amici che sono minacciati da criminali. *: nell’episodio 5.17 "Ora ti voglio… morto” (1986), Colt è invitato al matrimonio di un amico, ma questi è perseguitato da alcuni creditori che lo minacciano di morte. In una scena compare una 320i USA 1.8 di colore grigio scuro metallizzato mentre sorpassa una Chevrolet Camaro.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Ralph supermaxieroe (USA) – telefilm di avventura – 1981-1986 – con Robert Culp; William Katt; Connie Sellecca Protagonista della serie è Ralph Hanley, un insegnante appassionato di fumetti di supereroi. Mentre è in gita con i suoi allievi, ha un incontro con gli alieni, che gli regalano un costume rosso con mantello e logo, che gli conferisce i superpoteri come gli eroi dei fumetti, e un libro con le istruzioni. Con l'aiuto della fidanzata Pam Davidson (Connie Sellecca) e dell'amico Bill Maxwell (Robert Culp), agente FBI, Ralph decide di impiegare i suoi poteri per combattere il crimine. Purtroppo, il libretto d'istruzioni viene perso quasi subito: Ralph si trova così costretto a imparare ad usare i suoi poteri procedendo per tentativi, con una serie di tragicomiche conseguenze. *: nell’episodio 1.04 “Il pericolo rosso” (1981) compaiono due 320i USA: una 1.8 di colore antracite metallizzato e una 2.0 di colore bianco.
 (immagini gentilmente concesse dal sito www.imcdb.org)
Schimanski (Germania) – telefilm poliziesco – 1981–2005 – con Götz George Horst Schimanski (Götz Gorge) è commissario di polizia a Duisburg, cuore della Ruhr; è un poliziotto oltre le righe, dai modi duri e diretti, spesso al limite della legalità; un personaggio molto lontano dallo stereotipo dell’ufficiale di polizia elegante e compassato reso popolare da Derrick e Koster. Nonostante ciò (o forse proprio per questo) e nonostante diverse critiche iniziali da parte della stampa e delle autorità di polizia tedesche, la serie ha raggiunto un buon successo, tanto che è stata trasmessa in diversi Paesi, tra cui l’Italia. *: nell’episodio “Gioco pericoloso (Spielverderber)” (1987), Schimanski indaga su un omicidio commesso nel mondo della prostituzione; scoprirà che dietro si cela un traffico d’armi. In una scena compare una 316 o 318 antecedente al settembre 1979, di colore chiaro (forse argento metallizzato) con due specchi cromati, appartenente ad un cliente delle prostitute.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Simon & Simon (USA) – telefilm poliziesco – 1981-1989 – con Mary Carver; Gerald McRaney; Jameson Parker Protagonisti della serie sono i due fratelli californiani Rick (Gerald McRaney) ed Andrew Jackson “AJ” (Jameson Parker) Simon, titolari dell’agenzia Simon & Simon Investigation di San Diego. I due hanno caratteri opposti, che si riflettono sul modo di affrontare il lavoro ed i casi della vita: Rick è il fratello più grande, veterano della guerra del Vietnam ed è una persona molto pratica e sbrigativa, fautore della tesi secondo la quale il fine giustifica i mezzi. Al contrario, AJ è un intellettuale, laureato, che preferisce affrontare le cose secondo le regole. Spesso Rick e AJ coinvolgono nelle loro avventure la madre Cecilia (Mary Carver), che si vede sovente costretta a pagare la cauzione per fare uscire i due dal carcere… *: nell’episodio 2.20 "Il segreto dell’aquila cromata” (1983), Rick e AJ indagano sulla misteriosa sparizione di una donna. Nel corso del telefilm si vede parcheggiata una 320i USA 1.8, di colore bianco o argento con cerchi in lega.
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Spaghetti a mezzanotte (Italia) – commedia – 1981 - regia di Sergio Martino – con Lino Banfi, Barbara Bouchet, Teo Teocoli, Alida Chelli, Ugo Bologna Marcello Lagrasta (Lino Banfi) è uno stimato avvocato pugliese e vive ad Asti con la moglie Celeste (Barbara Bouchet), che cerca con scarsi risultati di metterlo a dieta e di fargli fare un po’ di ginnastica. Celeste lo tradisce con Andrea (Teo Teocoli), l’architetto che si sta occupando del riadattamento della loro villa. Ma anche Marcello ha un’amante, Anna (Alida Chelli); inoltre deve fare i conti con un boss mafioso, don Vito (Ugo Bologna), che pretende la sua disponibilità e con il cadavere di un sicario che tenta inutilmente di nascondere nella sua villa. *: nella scena in cui Marcello insegue il presunto amante di Celeste, è seguito a sua volta da una coppia di scagnozzi di don Vito a bordo di una 320 azzurro pastello, che si presume a 4 cilindri non avendo la scritta sulla calandra. La scena è molto veloce e la 320 viene inquadrata pochi secondi solo al momento in cui parte nell'inseguimento.

The Cannonball Run - La corsa più pazza d'America (USA) – commedia - 1981 – regia di Hal Needham - con Adrienne Barbeu, Sammy Davis Jr., Dom Deluise, Jack Elam, Farrah Fawcett, Dean Martin, Michael Hui, Roger Moore, Burt Reynolds La "Cannonball Run" è una gara automobilistica illegale che vede impegnati sulle normali strade da New York a Los Angeles alcuni ricchi buontemponi provenienti da tutto il mondo. Il vero avversario da battere è perciò la polizia stradale. Alla corsa partecipano diversi, bizzarri concorrenti, tra cui Blake (Dean Martin) e Fenderbaum (Sammy Davis Jr.), che corrono travestiti da sacerdoti; J.J. Mc Clure (Burt Reynolds) e l'amico Victor (Dom Deluise) con un bolide camuffato da ambulanza; Symour Goldfarb Jr. (Roger Moore), che guida un veicolo alla 007; una coppia di giapponesi (Jack Elam e Michael Hui), con una Subaru supercomputerizzata, e una coppia di belle ragazze (Farrah Fawcett e Adrienne Barbeu) che guidano una Lamborghini Countach nera. *: in una delle scene finali, durante i festeggiamenti al termine della corsa, compare una 320i USA. Il colore, antracite metallizzato, ci dice che è stata prodotta prima del settembre 1979 e che quindi si tratta di un esemplare con motore di 2000 cm3.
 La 320i USA che compare nelle battute finali della storia: i protagonisti stanno festeggiando la conclusione della gara (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Un caso per due (Germania) – telefilm poliziesco - 1981– – con Claus Theo Gartner Il detective Joseph Matula (Claus Theo Gardner) vive a stoccarda e collabora con un importante studio legale della città per raccogliere le prove necessarie a scagionare i clienti. **: soprattutto negli episodi dei primi anni, compaiono molte Serie 3, sia nel traffico di Francoforte, città in cui sono ambientate le storie, sia guidate da personaggi secondari.
Uno contro l'altro… praticamente amici (Italia) - 1981 - commedia – regia di Bruno Corbucci - con Tomas Milian, Renato Pozzetto Dopo aver ereditato un'industria di carni in scatola, il varesino Franco Colombo (Renato Pozzetto) si reca a Roma con una valigia contenente cento milioni in contanti. Tutto quel denaro deve servire per corrompere un sottosegretario ed ottenere una licenza d’esportazione. Arrivato nella capitale, incontra “Monnezza” (Tomas Milian), ladruncolo appena uscito di galera, che si offre di accompagnarlo in giro per la metropoli: i due vanno insieme a cena e poi in una casa d'appuntamenti, ma intanto scompare la valigetta con i soldi per il sottosegretario. Ovviamente i sospetti ricadono su “Monnezza”, ma questi, innocente, aiuta Colombo e alla fine scopre l'inghippo: ciò gli permetterà di tenere i soldi come ricompensa, anche perché Colombo è riuscito ad ottenere ugualmente le sue licenze. *: nel corso del film compaiono due Serie 3 E21, un esemplare di colore nero ed uno di colore grigio antracite. Entrambi sono inquadrati molto velocemente, per cui non si riesce a vedere il modello e l'anno di produzione.
 La scena in cui compare la E21 nera; in primo piano Colombo che sta entrando negli uffici del ministero
Amici miei atto II (Italia) – commedia – 1982 - regia di Mario Monicelli - con Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Ugo Tognazzi Firenze: gli inseparabili amici Sassaroli (Adolfo Celi), Melandri (Gastone Moschin) Necchi (Renzo Montagnani) e Mascetti (Ugo Tognazzi) continuano nei loro divertenti (e talora pesanti) scherzi con cui si fanno beffe del prossimo, ricordando anche lo scomparso amico Perozzi (Philippe Noiret) e le sue impareggiabili trovate. *: nella scena in cui viene rievocato il crudele scherzo ai danni di un'ingenua acrobata spagnola, convinta a rinchiudersi nel suo baule di scena, che viene poi caricato dai cinque amici nel bagagliaio du un pullman in partenza, si vede fugacemente (è seminascosta da un'Alfa Romeo 2000 GTV) una E21 di colore argento, della quale è impossibile determinare anno e modello. Peraltro la sua apparizione è impropria, perché la scena suddetta è ambientata nei primissimi anni Settanta.
 A sinistra del pullman è parcheggiata una Serie 3 E21
Bingo Bongo (Italia) – commedia – 1982 - regia di Pasquale Festa Campanile - con Adriano Celentano, Carole Bouquet Un aereo precipita su una foresta pluviale del Congo; l'unico superstite è un bambino che viene salvato da un albero. Parecchi anni dopo, una spedizione di scienziati ritrova il bambino, allevato dagli scimpanzè della foresta e fattosi adulto (Adriano Celentano). Riportato nella civiltà, a Milano, l'uomo, soprannominato "Bingo Bongo" si trova a mal partito in un mondo così diverso da quello al quale era abituato, combinandone di tutti i colori. L'unica persona con la quale trova un'intesa è la bella dottoressa Laura (Carole Bouquet). *: nella scena in cui "Bingo Bongo" salta sui tetti delle macchine in coda, appaiono due Serie 3 E21, tra cui una con le frecce anteriori bianche montate sui primissimi esemplari venduti in Italia. In un'altra scena, sempre ambientata nel centro di Milano, compare parcheggiata una 323i di colore grigio scuro metallizzazto. La vettura è inquadrata sia di coda che frontalmente, e ciò consente di scorgerne tutti i dettagli: ha i poggiatesta lisci, fodere bianche sui sedili, doppi specchi in plastica, cerchi in lega a raggi e fari antinebbia.
 Milano, Piazza San Babila: la E21 in primo piano monta le frecce anteriori bianche: deve trattarsi di uno dei primi esemplari model year 1976
Bomber (Italia) – commedia – 1982 - regia di Michele Lupo - con Jerry Calà; Kallie Knoetze; Mike Miller; Bud Spencer Livorno. Bud Graziano (Bud Spencer), detto “Bomber”, vecchia gloria della boxe, vive sulla fatiscente imbarcazione sulla quale lavora come marinaio. La barca è destinata a breve alla demolizione, per cui Bud rischia di trovarsi senza lavoro e senza casa. Un giorno interviene per salvare la vittima di un pestaggio da parte di un gruppo di facinorosi: conosce così Jerry (Jerry Calà), proprietario di una sgangherata palestra frequentata da boxeur di scarso talento. Jerry nota la tecnica di pugile di Bud, e, offrendogli vitto e alloggio, lo convince a cercare un nuovo talento in vista di un incontro pugilistico con la palestra allenata dal corrotto Rosco Dunn (Kallie Knoetze), che ha un conto in sospeso da lunga data con Bud. Durante una rissa in un locale, Bud nota Giorgio “Giorgione” Desideri (Mike Miller), un ragazzo che vive di espedienti ed estraneo allo sport ma dal destro vincente. Giorgione diventa un promettente pugile, e nonostante un arbitraggio sfacciatamente a suo sfavore, vince l’incontro. Con un inganno, Rosco Dunn convince Giorgione a perdere volontariamente un incontro, mettendo in difficoltà Bud e Jerry. Bud riesce a recuperare Giorgione smascherando l’inganno; per vendicarsi il giovane sfida Dunn a un incontro di boxe, ma poco prima dell'incontro gli scagnozzi di Dunn gli spezzano la mano destra, impedendogli di combattere. Bomber scopre l'imbroglio e affronta Rosco Dunn sul ring, spedendolo fuori dal ring con un bel destro tra gli applausi del pubblico. *: in una scena in cui Jerry guida la sua Dune Buggy, appare parcheggiata una Serie 3 con mascherina a due fari, di colore bianco, con specchio esterno in plastica nera e con cerchi in acciaio. La vettura è ripresa solo frontalmente, per cui non si riesce ad individuare il modello esatto.

Borotalco (Italia) – commedia – 1982 – regia di Carlo Verdone - con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi Sergio Benvenuti (Carlo Verdone), giovane romano pasticcione ed ingenuo, trova lavoro come venditore porta a porta di enciclopedie, ma i risultati sono pessimi. Così decide di telefonare alla collega Nadia Rinaldi (Eleonora Giorgi), abilissima venditrice nonché fan sfegatata di Lucio Dalla, per chiederle consigli. Ma non si conoscono, e quando si incontrano Nadia scambia Sergio per il playboy Manuel Fantoni. Sergio sta al gioco e millanta un’amicizia con Dalla. Equivoci a non finire e poi ognuno tornerà alla sua vita. *: nelle sequenze iniziali del film, Nadia si fa accompagnare al colloquio di lavoro in macchina dal fidanzato; i due parcheggiano davanti ad una 316 azzurra, dinanzi alla quale, scesi alla loro auto, discutono per un po'. In seguito la ragazza si reca ad acquistare i biglietti per il concerto del suo idolo Lucio Dalla: nel piazzale dove è costretta a fare la fila è parcheggiata un’altra 316, di colore argento.
 La scena in cui compare la 316 azzurra. L'Alfasud al centro è l'auto del fidanzato di Nadia
Braccato (Francia) - poliziesco – 1982 - regia di Alain Delon - con Alain Delon; Anne Parillaud; François Périer Parigi. Jacques Darnay (Alain Delon) esce di prigione dopo che gli sono stati condonati alcuni anni di pena, comminatagli per aver partecipato alla rapina ai danni di un gioielliere, rimasto ucciso. A suo tempo Jacques ha nascosto i diamanti frutto della rapina, e ora vorrebbe recuperarli per vivere di rendita. Ma una banda di malviventi, capeggiati dal suo ex amico e “collega” Gino Ruggieri (François Périer), intende mettere le mani sul malloppo e, per indurre Jacques a rivelare il nascondiglio, non esitano ad uccidere a sangue freddo le persone a lui più vicine. Nel frattempo Jacques si innamora di Nathalie (Anne Parillaud), ignorando che è stata inviata da Gino per carpirne i segreti. Ma la ragazza finisce con l’innamorarsi a sua volta di Jacques e, dopo avergli confessato il suo ruolo di spia, riesce a riconquistare la fiducia dell’uomo. Dopo parecchie traversie, Jacques uccide Gino e fugge in America con Nathalie. *: in una scena si vede transitare nel traffico parigino una Serie 3 E21 nera, con cerchi in acciaio e specchio esterno in plastica. L’auto è inquadrata solo di fianco, per cui non è dato sapere altri dettagli.
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Cercasi Gesù (Italia) - drammatico – 1982 - regia di Luigi Comencini - con Beppe Grillo; Fernando Rey; Maria Schneider Per reclamizzare un’opera divulgativa sulla vita di Gesù di prossima uscita, una Casa editrice cattolica è alla ricerca di un volto adatto ad interpretare Cristo secondo i gusti moderni. Un giorno il direttore editoriale Don Filippo (Fernando Rey) offre un passaggio ad una coppia di autostoppisti, l’ingenuo vagabondo Giovanni (Beppe Grillo) e la terrorista Francesca (Maria Schneider), occasionali compagni di viaggio. Il prelato trova in Giovanni le caratteristiche che cerca e lo ingaggia all’istante: il suo volto viene riprodotto in migliaia di manifesti pubblicitari che tappezzano i muri di Roma. Giovanni regala il denaro ricevuto come compenso a una drogata, rifiuta di partecipare a ulteriori campagne pubblicitarie quando l’editrice lascia senza lavoro gli operai di una tipografia. Giovanni è poi sequestrato dalla banda di terroristi della quale fa parte Francesca, che chiede un riscatto alla curia. Al termine del sequestro Francesca viene uccisa dai suoi stessi compagni, mentre Giovanni è mandato in una casa di cura. L'ultimo saluto lo riceverà da un bambino paralitico, il quale, convinto che Giovanni sia Gesù, gli chiede insistentemente di essere guarito; la sua fede è tale che si alza dalla sua carrozzella e muove i primi passi… *: in diverse scene del film compare una Serie 3 E21, una 316 1.8 di colore marrone, con rasio e fari antinebbia. La macchina non è guidata da uno dei personaggi del film, ma compare un sosta o nel traffico. Si tratta sempre dello stesso esemplare, con la medesima targa VR 56xxxx. Inoltre, l'auto sulla quale viaggia Don Filippo è una 520 M60 E21 model year 1980, di colore antracite metallizzato.

Colpire al cuore (Italia) - drammatico – 1982 - regia di Gianni Amelio – con Vanni Corbellini, Laura Morante, Fausto Rossi, Jean-Louis Trintignant Dario (Jean-Louis Trintignant), docente all'università di Milano e intellettuale laico di sinistra, condivide col figlio Emilio (Fausto Rossi), un ragazzo quindicenne intelligente e sensibile, un rapporto sereno e profondo. Un giorno, durante una loro visita alla nonna nella sua casa di campagna, arriva una giovane coppia, Sandro (Vanni Corbellini), studente nel corso di Dario all’università, e Giulia (Laura Morante). Entrambi paiono avere un rapporto di confidenza con Dario, ma con gli altri membri della famiglia mantengono un atteggiamento chiuso e scostante. Emilio, appassionato di fotografia, li osserva e li riprende con curiosità: lei appare intensa ed enigmatica, lui aggressivo ed inquieto. Qualche sera dopo, a Milano, Emilio è testimone di un drammatico episodio: dopo un attentato delle Brigate Rosse ai carabinieri, un terrorista è rimasto a terra ucciso. È proprio Sandro, l'allievo di suo padre: il ragazzo confessa a Dario di voler raccontare del loro incontro con il brigatista alle forze di polizia e riceve una brusca risposta ed un invito a non interessarsi di questioni così pericolose; tuttavia segue l'impulso di riferire ai carabinieri quanto sa sull'argomento e viene rimproverato per il suo gesto da Dario. L'episodio sembra chiuso, ma un giorno Emilio vede per strada Giulia e la segue fino ad un casermone periferico dove lei si nasconde. Ne parla al padre insistendo puntigliosamente perché Giulia, se innocente, si costituisca, ma Dario, ancora una volta, risponde in modo evasivo e lo esorta a dimenticare. Emilio, ormai tormentato da sospetti sempre più angosciosi, segue ancora Giulia e la fotografa mentre incontra suo padre. Ora, Emilio capisce di aver perduto del tutto la fiducia in suo padre e scappa di casa; quando i due si ritroveranno, la situazione precipita in una irrimediabile conflittualità. L'indomani Dario va a casa di Giulia per portarle un biglietto ferroviario per la fuga, ma sono arrestati dai carabinieri e portati via. Emilio osserva la scena dalla strada: la sua intransigenza morale e il suo amore per l'ordine sono stati più forte dei sentimenti. ***: Dario guida una 320 M60 argento metallizzato model year 1981, con una targa vistosamente posticcia che risale al 1978.
 Milano, Corso Venezia: Dario raggiunge Emilio e tenta invano di chiarirsi con il figlio
Computer per un omicidio (USA) - 1982 - thriller – regia di Charles Jarrott - con Nicholas Campbell; Lynne Griffin; Marthe Keller; Christopher Plummer; John Savage Monaco di Baviera: tre terroristi assaltano il consolato americano e, dopo aver ucciso Sarah Kaplan (Lynne Griffin), riescono a fuggire con altri ostaggi in Cecoslovacchia. Charles Heller (John Savage), fidanzato di Sara, è un esperto di computer e lavora alla CIA. Constatato che, stranamente, nessuno, compresa la stessa CIA, sembra interessato a perseguire gli assassini, decide di agire di persona. Riesce ad ottenere di essere addestrato come agente ed essere inviato in Cecoslovacchia dove, con l'aiuto di Elizabeth (Marthe Keller), agente dello spionaggio americano, uccide due dei tre terroristi. Il controspionaggio cecoslovacco, nella persona del prof. Lakos (Christopher Plummer), e la CIA intanto tentano a più riprese di eliminarlo, ma Heller riesce a rintracciare anche Shraeger (Nicholas Campbell), il capo dei tre terroristi, il quale prima di morire gli rivela che l'uccisione di Sarah Kaplan era servita per accreditare la fedeltà dello stesso Shraeger, presso lo spionaggio nemico, mentre in realtà poco tempo prima era passato alla CIA. Lakos procura quindi a Heller ed Elizabeth due passaporti svizzeri in cambio di un libro che lo stesso Heller s'impegna a pubblicare, sotto pseudonimo, narrando i fatti ed avvalorandoli con documenti autentici fotografati negli archivi segreti della CIA. *: nei titoli iniziali si vede transitare una 320i USA 1.8 di colore beige pastello con cerchi in acciaio.
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Eccezzziunale …veramente (Italia) – commedia – 1982 - regia di Carlo Vanzina - con Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Teo Teocoli Il film narra le disavventure di tre sfegatati tifosi di calcio, tutti interpretati da Diego Abatantuono: Donato (Milan), Franco (Inter) e “Tirzan” (Juventus). Quest’ultimo, camionista, viene derubato del camion mentre è in trasferta a Parigi. *: in una scena di circa metà film, “Tirzan”, alla ricerca disperata del camion, sale sconsolato la scalinata in Place de la Concorde. Sullo sfondo si vede una Serie 3 E21 color rame metallizzato. La vettura è ripresa di fianco, per cui è impossibile identificare il modello; di sicuro si tratta di un esemplare antecedente al settembre 1979.
 La scena in cui compare la E21. Il personaggio di spalle con il giubbotto scuro è Tirzan
Firefox - Volpe di fuoco (USA) – drammatico – 1982 - di e con Clint Eastwood Il maggiore Mitchell Gant (Clint Eastwood), veterano della guerra del Vietnam e pilota di jet, ora in congedo, è incaricato dai servizi segreti per una missione rischiosissima. Deve recarsi clandestinamente in Unione Sovietica e rubare uno dei prototipi del Firefox , un avanzatissimo aereo da guerra invisibile ai radar e che può essere pilotato con la forza del pensiero. Grazie all’aiuto di una fitta rete di dissidenti e simpatizzanti, Gant riesce a raggiungere l'immaginaria base aerea dove si trovano i due prototipi del Firefox e ad impossessarsi di uno dei due velivoli. Per portare a termine la missione, però, Gant dovrà ingaggiare impegnativi combattimenti con l’aviazione sovietica. *: in una scena appare una 320i USA 1.8, di colore rosso metallizzato, con tetto apribile.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Il bersaglio (Francia) – thriller - 1982 – regia di Robin Davis – con Etienne Chicot; Alain Delon; Catherine Deneuve Parigi. Christian Morelli, alias Martin Ferrer (Alain Delon), killer di professione, decide di ritirarsi per godersi il denaro accumulato in anni di sudato “lavoro”. L’organizzazione per cui lavora non accetta la decisione di Christian e per convincerlo non esita ad inviare un altro killer a casa sua. Christian si rifugia in Normandia, in un allevamento di tacchini, dove incontra la dolce Claire (Catherine Deneuve); i due si innamorano. I killer lo rintracciano anche lì, e quindi Christian, sfuggito a diversi agguati, fa ritorno a Parigi insieme a Claire e scopre che nel frattempo è stato derubato di tutti i suoi soldi. Chiede aiuto al suo “collega” ed amico Michel (Etienne Chicot), con l’aiuto del quale riesce a sconfiggere l’organizzazione, uccidendone i capi. Ma, al momento di fuggire, Michel, gravemente ferito nel corso della sparatoria, confessa a Christian che è stato proprio lui, divorato dall’invidia, a tradirlo e a derubarlo. Michel muore e Christian, recuperato il denaro, fugge insieme a Claire verso i tropici. **: nel film compaiono tre Serie 3 E21, tutte verso la fine della storia. Le prime due sono riprese nel traffico parigino; una è di colore argento, di modello e anno sconosciuti (probabilmente si tratta di un modello con due fari); l’altra è di colore grigio antracite, ha la mascherina a quattro fari senza scritta e lo specchio cromato. La terza, una 323i model year 1980 di colore azzurro metallizzato con cerchi in acciaio e antenna elettrica, è l’auto di Michel, utilizzata poi da Christian e Claire per la prima parte della fuga finale.
 La tre E21 che compaiono nel film: della prima si intravvede la sagoma mentre transita dietro la parata; la seconda è parcheggiata davanti all'Arco di Trionfo, mentre la terzo fotogramma è tratto dalla scena in cui Michel (al volante) e Christian entrano nel garage del palazzo dove sono riuniti i capi dell'organizzazione per compiere la resa dei conti finale.
Il tempo delle mele 2 (Francia) – commedia sentimentale – 1982 - regia di Claude Pinoteau - con Claude Brasseur; Pierre Cosso; Brigitte Fossey; Denise Grey; Sophie Marceau Seguito del primo fortunato film con lo stesso nome, è ambientato a Parigi e racconta le vicende di vita quotidiana della quindicenne Victoire "Vic" Berreton (Sophie Marceau), alle prese con la scuola, gli amici, i conflitti generazionali con i genitori François (Claude Brasseur), dentista, e Françoise (Brigitte Fossey), illustratrice. Per risolvere le difficoltà, Vic si affida alla bisnonna Poupette (Denise Grey), arzilla ottantenne prodiga di consigli e di “cattivi esempi”. Nel corso del film, Vic troverà il suo primo grande amore nella persona di Philippe (Pierre Cosso). *: verso i due terzi della storia, in una scena ambientata nel parcheggio adiacente la scuola di Vic, si vede ripresa di coda una Serie 3 E21 di colore argento metallizzato, della quale non si riesce a leggere la scritta identificativa. Si possono però notare i poggiatesta con le "orecchie" e le gomme strette: si tratta quindi un modello a quattro cilindri antecedente al marzo 1981.
 Un fotogramma della sequenza in cui compare la E21 argento
In viaggio con papà (Italia) – commedia – 1982 - regia di Alberto Sordi - con Alberto Sordi, Carlo Verdone, Tiziana Pini Il romano Armando Ferretti (Alberto Sordi), uomo d'affari senza scrupoli, egoista e donnaiolo, si ritrova tra i piedi il timido e goffo figlio Cristiano (Carlo Verdone), proprio mentre sta andando in Liguria dall'amante Federica (Tiziana Pini). Cristiano vorrebbe raggiungere la Corsica, dove lo attendono gli amici di una "comune" ecologista, e obbliga il padre ad accompagnarlo per parte del tragitto. Durante il viaggio, Armando constata la poca dimestichezza dell'imbranato figlio col gentil sesso e tenta di istruirlo, dando, quando occorre, anche lezioni pratiche. Chi la fa l'aspetti: Cristiano impara fin troppo bene e "ruba" al padre la giovane amante. *: verso la metà del film, nella scena ambientata nel garage del traghetto per la Corsica, compare una E21 di colore grigio metallizzato. Impossibile identificare il modello e l'anno; si tratta comunque di una vettura con lo specchio esterno cromato.
 In primo piano la Serie 3 E21. Purtroppo la scena è buia e non consente di cogliere i dettagli dell'auto.
Io so che tu sai che io so (Italia) – commedia - 1982 – regia di Alberto Sordi – con Isabella De Bernardi; Claudio Gora; Giuseppe Mannajuolo; Alberto Sordi; Monica Vitti Roma. Il bancario Fabio Bonetti (Alberto Sordi) si accorge casualmente che la moglie Livia (Monica Vitti) è pedinata da uno sconosciuto. Affronta l’uomo (Giuseppe Mannajuolo) e scopre che costui è un investigatore privato caduto in un errore di persona. Ad essere pedinata, infatti, doveva essere la moglie di un politico vicino di casa dei Bonetti. Ma la signora in questione ha prestato la propria auto a Livia, e l'investigatore l’ha erroneamente pedinata. Rientrato a casa, Fabio racconta divertito quanto avvenuto alla moglie, la quale invece appare assai preoccupata. Fabio inizia a dubitare di Livia: un giorno la segue e vede che lei si reca all'agenzia investigativa, ne esce con la valigia che contiene tutto il materiale che la riguarda e nasconde la grossa valigia in cantina. Fabio se ne impossessa, prende qualche giorno di ferie e va nella casa di campagna per esaminare il materiale. Scopre così verità sconvolgenti: la figlia Veronica (Isabella De Bernardi) ha avuto problemi di tossicodipendenza, avviata alla droga dal migliore amico di Fabio, lo stimato avvocato Ronconi (Claudio Gora); la trascuratezza dimostrata nei confronti di Livia l’ha indotta a tradirlo… E così, Fabio, che si credeva felice ed appagato, abbandona la sua mentalità superficiale e trova la forza di cambiare il rapporto con la figlia, con la moglie, con il mondo che lo circonda. *: nella scena in cui Fabio pedina la moglie, transita una Serie 3 E21 di colore argento metallizzato. L’auto passa velocemente e non si riescono a vedere dettagli che possano fare identificare il modello e l’anno di produzione. Nel corso del film appaiono anche una Serie 5 E12 ed una Coupé E9, entrambe di colore argento metallizzato.
Moonlighting (Gran Bretagna) – drammatico – 1982 – regia di Jerzy Skolimowski - con Jeremy Irons Inizio di dicembre del 1981: quattro muratori polacchi sbarcano all'aeroporto di Londra. Guidati dal tecnico Novak (Jeremy Irons), l'unico che parla in po’ di inglese, devono ristrutturare entro un mese un appartamento di Kensington di proprietà di un ricco connazionale, maneggione di regime. Novak organizza il lavoro, imponendo agli altri un rigido programma e acquistando o noleggiando il materiale necessario. Tutto sembra marciare per il meglio, malgrado la fatica ed il freddo di un inverno londinese, quando un giorno Novak apprende dalla televisione la notizia del colpo di Stato del generale Jaruszelskj nel loro Paese. Il timore ed il panico assalgono l'uomo: la terribile notizia metterebbe in crisi l’organizzazione del lavoro compromettendone la puntualità. Decide allora di non dire nulla ai compagni. Comincia così per lui una vita difficilissima: egli impedisce loro di telefonare a casa, non li fa uscire neppure per andare alla Messa di Natale nella Chiesa polacca di Londra, sottrae il giornale di un vicino e strappa i manifesti affissi da Solidarnosc. Il lavoro diviene frenetico e spesso eseguito persino di notte. Essendo, inoltre, il denaro agli sgoccioli, Novak dovrà anche ricorrere a reiterati furterelli nei supermercati, per procurarsi il cibo per la squadra. Finalmente, alla vigilia dell'Epifania, i quattro si avviano a piedi e di notte all'aeroporto, carichi di regali per le famiglie per festeggiare il loro ritorno a casa. Solo prima di salire a bordo, Novak deciderà di dire a tutti la verità. Nel drammatico buio di un rientro greve di incognite, i compagni se la prendono con il loro occasionale capo, vittima egli stesso di eventi più grandi di loro. *: in una scena compare una Serie 3 E21 di colore argento metallizzato e con cerchi in accaiaio. Non si riesce a individuare l’anno e il modello, ma si vede il frontale con quattro fari.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Pappa e ciccia (Italia) - 1982 - commedia a episodi – regia di Neri Parenti - con Lino Banfi; Milly Carlucci; Pippo Santonastaso; Paolo Villaggio Primo episodio: Nicola Calore (Lino Banfi) è emigrato dalla natia Puglia in Svizzera in cerca di fortuna. Purtroppo ottiene solo un modesto lavoro di imbianchino, ma inventa una vita lussuosa ad uso e consumo dei parenti e degli amici rimasti al paese, per i quali si spaccia per un miliardario esperto di borsa. Tutto fila liscio, finché l’improvvisa visita della nipote (Milly Carlucci) lo costringe a mettere in piedi in quattro e quattr'otto una commedia, dalla quale uscirà inaspettatamente ricco, grazie alla sua passione per la borsa. Secondo episodio: un impiegato tanto imbranato quanto sfortunato (Paolo Villaggio) si trova alle prese con una terrificante vacanza in Kenya insieme ad un perito della sua azienda (Pippo Santonastaso). Ne subirà di tutti i colori, diventando la preda preferita per le sevizie degli animatori, e scapperà dall'Africa con una zattera... *: nel primo episodio, mentre Nicola entra nel garage del lussuoso Hotel Savoy di Zurigo, appare parcheggiata in strada una Serie 3 E21 rossa con cerchi in acciaio. L’inquadratura sfuggente non consente di individuare altri particolari della vettura.

Pierino colpisce ancora (Italia) - 1982 - commedia – regia di Marino Girolami - con Enzo Liberti; Alvaro Vitali Dopo essere stato bocciato per l'ennesima volta all'esame di licenza elementare, Pierino (Alvaro Vitali) viene mandato a studiare in collegio. Pierino però non migliora affatto la sua condotta scolastica e fugge addirittura dall'istituto. Trovato a vagabondare dai Carabinieri, è riportato a casa: il padre (Enzo Liberti) lo manda a lavorare, con esiti ancora una volta disastrosi. *: nella scena in cui i Carabinieri riportano Pierino a casa, diverse auto superano l’Alfetta dell’Arma, tra cui Serie 3 E21 di colore grigio scuro. La velocità della sequenza impedisce l’identificazione del modello; sembrerebbe tuttavia una vettura successiva al restyling del 1979.
 La BMW Serie 3 si allontana dopo il sorpasso
Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande (Italia) - 1982 - commedia a episodi – regia di Sergio Martino - con Janet Agren; Lino Banfi; Edwige Fenech; Pippo Franco; George Hilton; Renato Pozzetto Tre episodi con un punto di partenza in comune, un'aula della Pretura di Roma. Primo episodio: lo squattrinato Cesare (Pippo Franco), costruisce una baracca abusiva sul litorale di Ostia, ma la sua spiaggia è invasa dai nudisti; la moglie lo lascia per mettersi con il loro capo, e poi arrivano i vigili urbani che lo arrestano. Secondo episodio: l'ingenuo Mario (Lino Banfi), marito di un'industriale modenese, si fa circuire da un'avventuriera (Janet Agren), che si spaccia per una manager tedesca. Terzo episodio: il tonto Alberto (Renato Pozzetto), proprietario di un cantiere navale sull'orlo del fallimento, trova un'acquirente nell'emiro arabo Omar Abdull (George Hilton). Per ingraziarsi il potenziale acquirente, Alberto pensa di noleggiargli la moglie (Edwige Fenech). Ma all'emiro piacciono i maschietti... *: al termine del primo episodio, nella scena in cui Cesare è portato in carcere, si vede fugacemente una Serie 3 E21, scura, forse nera. La scena è velocissima, per cui non si riesce ad indivuduare il modello preciso, né l'anno di costruzione.
Sballato Gasato Completamente Fuso (Italia) - 1982 – commedia – regia di Steno - con Diego Abatantuono; Edwige Fenech; Enrico Maria Salerno La bella Patrizia (Edwige Fenech) lavora come giornalista al periodico "La settimana" ed è insoddisfatta del suo incarico di redattrice di una rubrica di scarsa importanza. Decide allora di chiedere al suo direttore, lo scaltro Zafferi (Enrico Maria Salerno), che le sia affidata un’importante inchiesta, purtroppo con esito negativo. Patrizia però non si dà per vinta, lancia una sfida al suo capo: se riuscirà a scrivere un bell’articolo sarà promossa, altrimenti dovrà concedersi a lui per una notte. Il direttore accetta; a complicare il tutto ci pensa Duccio (Diego Abatantuono), un maldestro tassista; insieme combineranno un sacco di guai ma alla fine si innamoreranno e Patrizia porterà il sospirato articolo al direttore. *: in una scena verso i tre quarti del film, Patrizia fugge a bordo del taxi Fiat 124 guidato da Duccio, con il direttore Zafferi che li insegue al volante di una Fiat Argenta. Poco prima di scontrarsi con un'altra 124 taxi, Duccio sorpassa a tutta velocità alcune auto, tra le quali una 316 bianca model year 1979.
 La 316 bianca che compare in "Sballato Gasato Completamente Fuso"
Supercar (USA) – telefilm – 1982-86 – con David Hasselhoff Un uomo, Michael Long, ferito gravemente in un incidente sul lavoro, viene salvato e guarito grazie all'intervento di un misterioso benefattore, il presidente delle industrie Knight, che lo predispone di un nuovo volto ed identità: diventa : diventa Michael Knight (David Hasselhoff), e assieme a K.I.T.T., una Pontiac Firebird nera, parlante ed indistruttibile, dotata di un'intelligenza computerizzata, comincerà una lunga battaglia contro le forze del male.
Nell’episodio 2.16 "Corsa per la vita”, Michael e K.I.T.T. sono alla ricerca di un donatore per una bambina ricoverata in ospedale. La faccenda però si complica quando si scopre che il potenziale donatore fa parte di una banda di fuorilegge. * in una scena transita per la strada una 320i USA di colore azzurro carta da zucchero, con specchio cromato e cerchi in lega leggera.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 3.05 “K.I.T.T. contro K.A.R.R.” (1984), due fidanzati che si trovano in vacanza al mare scoprono un’auto semicoperta dalla sabbia. John Stanton (Jeffrey Osterhage), il giovane che riattiva la vettura, scopre che si tratta di K.A.R.R., un’auto appartenente alla Fondazione, che l’aveva dimessa a causa delle sue tendenze criminali, e che la macchina vuole distruggere Michael Knight e K.I.T.T.. K.A.R.R. decide così di tendere una trappola ai suoi nemici. *: in una scena compare una 320 USA. La scena è notturna, per cui non si riescono a distinguere bene le caratteristiche dell'auto; dovrebbe trattarsi di una 1.8 di colore azzurro metallizzato.
 La 320i USA che compare nell'episodio "K.I.T.T. contro K.A.R.R."
Nell’episodio 3.10 “Alla ricerca di K.I.T.T.” (1984), un’esplosione cancella la memoria di K.I.T.T. e Michael non riesce più a ritrovare l’auto, la quale aiuta un giovane (Jason Bateman) al quale una banda di ladri sta dando la caccia. *: in una scena compare una 320is USA 1.8 bianca ferma in un parcheggio.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 3.13 “Il naso di K.I.T.T.” (1984), il proprietario (Patrick St.Esprit) di un famoso cavallo da corsa ne inscena la morte per coprire i debiti al gioco d'azzardo. L'intenzione, infatti, è quella di vendere il cavallo sul mercato nero. *: in una scena ambientata in un grande parcheggio, compare una 320i USA grigio scuro metallizzato con tetto apribile e cerchi in lega leggera a raggi. Probabilmente si tratta di una 1.8, ma l’inquadratura non consente di identificarla con precisione.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 4.08 “Per qualche candelina in meno” (1985), Michael e K.I.T.T. ingaggiano una lotta contro il tempo per ritrovare un prototipo di imbarcazione militare rubato, prima che sia rivenduto all’estero nel mercato clandestino delle armi. *: in una scena compare una 320i USA 1.8 model year 1980, di colore nero, con due specchi, fari antinebbia e interni in similpelle.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
The Junkman (USA) – azione – 1982 - di e con H.B. Halicki Harlan Hollis (H.B. Halicki) è un ex proprietario di un’azienda di autodemolizioni, la cui conoscenza del mondo delle automobili lo ha aiutato a farsi strada, divenendo un famoso stuntman e regista cinematografico. Tuttavia, Hollis ha un nemico giurato: uno dei suoi ex soci, e mentre si reca in auto ad assistere ad un festival commemorativo di James Dean, in Indiana, Hollis subisce parecchi attentati alla sua vita. Riuscirà Hollis a rimettere le cose a posto prima che la fortuna gli volti le spalle? *: in due scene del film si vede inquadrata una 320i USA. Nella prima sequenza, la 320i, di colore beige, viene sorpassata dalla Corvette gialla guidata dal protagonista; in seguito, in una carrellata su una via trafficata, si vede tra le auto in sosta un’altra 320i beige (probabilmente si tratta della stessa vettura). In questa pellicola vengono distrutte non meno di 150 vetture (un record – molto discutibile per un appassionato di auto - riportato sul Guinness dei Primati), tra cui diverse Corvette, ma nessuna BMW.
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T.J. Hooker (USA) – telefilm poliziesco – 1982–1986 – con James Darren; Richard Herd; Heather Locklear; William Shatner; Adrian Zmed Il protagonista della serie è T.J. Hooker (William Shatner), sergente istruttore dell'Accademia di polizia assegnato a questo ruolo dopo la morte del suo compagno di pattuglia. Hooker è un poliziotto integerrimo e assolutamente ligio al dovere e per lui il regolamento di polizia va rispettato fino in fondo. Lavora insieme a Vince Romano (Adrian Zmed), un giovane diplomato all'Accademia, Jim Corrigan (James Darren): un buon poliziotto della stessa pasta di Hooker e come lui addetto all'addestramento delle reclute, e con Stacy Sheridan (Heather Locklear), figlia del capitano Dennis Sheridan (Richard Herd), comandante dell'Accademia.
Nell’episodio 1.02 " Il Rapinatore Solitario " (1982) Hooker deve sopportare una petulante giornalista (Karen Carlson) che lo accompagna mentre dà la caccia ad un serial killer che lascia una Bibbia sul luogo del crimine. *: in una scena compare una 320i USA di colore grigio antracite metallizzato, quasi certamente model year 1979.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 1.03 " Ringrazia Dio che sono un poliziotto " (1982), Hooker non crede che la morte di un ragazzo, caduto da un palazzo sia dovuta a suicidio, e indaga. *: in una scena compare una 320i USA 1.8 bianca, model year 1980.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
L’episodio 3.20 "Terrore psichico" (1984) narra del rapimento di una bambina. Hooker è affiancato da una parapsicologa, Julia (Marcy Lafferty), che ha ricorrenti visioni della morte di Hooker. Naturalmente le infauste visioni non si avvereranno e la bambina sarà ritrovata sana e salva. *: in una scena compare una 320i di colore grigio scuro o nero, cerchi in acciaio e fari antinebbia. Lo specchio cromato indica che si tratta di un esemplare con motore 2000.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 4.10 "Il re degli zingari" (1985), una banda di criminali dedita ai furti d'auto uccide uno zingaro testimone dei loro traffici illeciti. La nipote giura vendetta, e Hooker dovrà arrestare i banditi e impedire i propositi della ragazza. *: in una scena compare una 320i di colore argento metallizzato, con cerchi in acciaio. Lo specchio cromato indica che si tratta di una vettura con motore 2000.
Vai avanti tu che mi viene da ridere (Italia) – commedia – 1982 - regia di Giorgio Capitani – con Lino Banfi; Agostina Belli Il commissario Pasquale Bellachioma (Lino Banfi), imbranato al limite dell’incapacità, più si sforza di mostrarsi efficiente davanti ai superiori, più combina guai. Ma forse l’occasione giusta per riscattarsi gli si prospetta all’orizzonte: ha saputo da fonte certa che un travestito, tale Andrea Ritter (Agostina Belli), è l’unico testimone di un attentato. Pasquale rapisce Andrea per farne un’esca per il killer, e comincia ad esserne attratto, sembrandogli una bellissima ragazza più che un travestito. Grazie a una fortunata serie di circostanze, il commissario riesce ad arrestare l’assassino e ad ottenere il tanto agognato riconoscimento da parte del capo della Polizia. Pasquale si rende conto di essere innamorato di Andrea, che nel frattempo gli ha svelato di essere una donna e non un travestito. Insegue la ragazza per dichiararle il suo amore, ma la trova in un gabinetto per uomini… *: verso i due terzi del film, in una scena in cui Pasquale e Andrea discutono prima di entrare in un albergo, si vede la coda di una Serie 3 E21 nera, della quale non è possibile individuare né il modello, né l’anno di costruzione.
 Pasquale discute con Andrea nel parcheggio antistante un albergo
Vieni avanti cretino (Italia) – commedia – 1982 - regia di Luciano Salce – con Lino Banfi; Franco Bracardi; Michela Miti Pasquale Baudaffi (Lino Banfi) è appena uscito dal carcere. Ad accoglierlo e a dargli una mano trova il cugino Gaetano (Franco Bracardi), che lo aiuta anche a cercare un lavoro. Viene assunto come guardiano di un garage, ma, distratto da una bella ladra (Michela Miti), si fa rubare tutte le auto ed è quindi licenziato. Trova quindi lavoro come cameriere, guardiacaccia, operaio in fabbrica, cantante di pianobar, ma ogni volta combina un sacco di guai. *: nelle scena ambientate nel garage, compare una Serie 3 E21 nera. Essendo sempre ripresa piuttosto da lontano e di coda, non si riesce ad individuare né il modello né l’anno di produzione.
 I due personaggi sono Pasquale e la bella complice della banda che poco dopo ruberà tutte le auto
Viuuulentemente mia (Italia) – commedia – 1982 - regia di Carlo Vanzina - con Diego Abatantuono, Laura Antonelli Achille Cotone (Diego Abatantuono), poliziotto maldestro e pasticcione, favorisce involontariamente la fuga dall'Italia di Anna (Laura Antonelli), una ricca avventuriera ricercata per evasione fiscale, poi si mette alla sua ricerca per riportarla in carcere. Ma la storia volge ben presto verso il lieto fine: i guai giudiziari della donna vengono chiariti e i due, ormai innamorati, partono insieme per un lungo viaggio. **: come spesso avviene nei film che vedono protagonista Abatantuono, grande appassionato di BMW, compaiono diversi mezzi della Casa di Monaco: una Serie 7 E23 grigia, una 528i E28 blu, una 635CSi E24 bianca ed una moto R80/GS. Nella scena finale del film, poi, Achille e Anna partono a bordo di una 320 M60 Topcabriolet Baur argento metallizzato.
 Anna raggiunge Achille al volante di questa 320 M60 Topcabriolet Baur. I due partiranno insieme per un lungo viaggio...
Zapped! (Il college più sballato d'America) (USA) - 1982 – commedia - regia di Robert J. Rosenthal - con Willie Aames; Scott Baio Appassionato di chimica, lo studente Barney Springboro (Scott Baio) trascorre quanto più tempo gli è possibile nel laboratorio della scuola a sperimentare di nascosto formule e misture di sua ideazione, cullandosi nel sogno della grande scoperta che dovrà regalargli fama e prestigio. Un giorno, mescolando avventatamente sostanze chimiche e marijuana, viene investito da una esplosione che gli conferisce uno straordinario potere telecinetico. Il suo amico Peyton Nichols (Willie Aames) cerca di convincerlo a sfruttare le nuove incredibili facoltà per ricavarne facili guadagni al gioco d'azzardo e per giocare degli scherzi alle belle studentesse dell'istituto. Peyton, pur riluttante, accetta e rimane coinvolto in una serie di tragicomiche avventure fino a quando, a causa di un colpo alla testa, perde definitivamente il potere. *: in una scena compare parcheggiata in strada una 320is USA 1.8 nera.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Acapulco, prima spiaggia... a sinistra (Italia) – commedia – 1983 - regia di Sergio Martino - con Andrea Roncato; Gigi Sammarchi Gigi (Gigi Sammarchi) e Andrea (Andrea Roncato), due giovani bolognesi, disoccupati senza troppo dispiacere e con pochi soldi in tasca, aspettano l'estate per progettare conquiste strabilianti e confermare la loro sedicente fama di playboy. Sognano la spiaggia di Acapulco con bellezze da capogiro, ma devono accontentarsi, date le magre finanze, di Cesenatico e di una pensioncina scalcinata di proprietà di una zia di Gigi. A Cesenatico, tra donne più o meno affascinanti e disponibili, i due rimediano solo botte e brutte figure. Il giorno di Ferragosto sono costretti a tornare a Bologna, poiché i pochi soldi che avevano sono finiti. Ma è proprio nella città deserta che i due fanno finalmente conquiste: ritrovano la manicure del loro barbiere, prima snobbata, e una sua amica. **: nella scena in cui Andrea, appena arrivato a Cesenatico, è distratto da una bella ragazza e attraversa la strada senza guardare se sopraggiungono macchine, viene quasi travolto da una 316 (o 318) prima serie, con la targhetta del modello con il fondo nero, di colore verde chiaro metallizzato. La BMW prima viene inquadrata mentre frena a pochi passi da Andrea, poi è ripresa anche da dietro mentre si allontana. In seguito compaiono altre due E21: la prima è di colore nero ed è parcheggiata in una strada; la seconda appare verso la fine del film, in una scena notturna ambientata in un parcheggio, è di colore argento o verde chiaro metallizzato, con cerchi in acciaio.
 La BMW si è fermata appena in tempo per non investire lo sbadatissimo Andrea. Un vigile interviene per redarguirlo
Al Bar dello Sport (Italia) – commedia – 1983 - regia di Francesco Massaro - con Enzo Andronico; Lino Banfi; Franco Barbero; Jerry Calà; Annabella Schiavone; Mara Venier Lino (Lino Banfi), emigrato pugliese a Torino, vive di un misero lavoro ai mercati generali, ed è ospite della sorella Bianca (Annabella Schiavone) e del cognato Felice (Franco Barbero) che non lo sopportano, perseguitato dal boss mafioso Don Raffaele (Enzo Andronico) al quale deve dei soldi. Lino è segretamente innamorato di Rossana (Mara Venier), la bella cassiera del Bar dello Sport che frequenta assiduamente in compagnia di alcuni amici, disperati come lui. Finché un giorno, seguendo il suggerimento di “Parola” (Jerry Calà), sguattero muto del bar, azzecca uno strepitoso "tredici" al totocalcio da un miliardo e trecento milioni. Tutti, sospettandolo come l'autore della vincita, diventano improvvisamente gentili con Lino, cercando in questo modo di assicurarsi i riflessi dell'improvviso benessere piovutogli addosso. Lino però, con l'aiuto di “Parola”, riesce ad eludere la caccia, e dopo aver inutilmente invitato Rossana a scappare con lui, fugge con “Parola”, con destinazione la Francia. Ma i due fanno tappa a Sanremo, e “Parola” non resiste alla tentazione di fare una puntatina al casinò, dove perde tutti i soldi. Lino, disperato, si precipita al casinò, e con gli ultimi spiccioli vince tre miliardi. *: verso i due terzi della storia, nella scena in cui Lino esce da Bar dello Sport dopo avere invitato invano Rossana a scappare con lui, si vede una Serie 3 E21, presumibilmente di colore argento, parcheggiata in una via. La vettura è inquadrata piuttosto da lontano, e non è quindi possibile identificare il modello e l’anno di produzione.
 "Parola" cerca di consolare Lino dopo il rifiuto di Rossana. In alto a destra si intravvede la Serie 3 E21
Banzai (Francia) – commedia - 1983 – regia di Claude Zidi – con Coluche; Valerie Mairesse Michel (Coluche) lavora risolvendo i problemi della gente al telefono. È in procinto di sposarsi con la fidanzata Isabelle (Valerie Mairesse), una hostess. Lei è sempre in giro per il mondo, lui odia lasciare l'ufficio. Non appena Michel promette ad Isabel che niente potrà ritardare il loro matrimonio, e lei a sua volta gli promette che rallenterà con i ritmi di lavoro, una serie di contrattempi mette a dura prova entrambi, costretti a mentirsi a vicenda per non contravvenire alla loro promessa. Rocambolesche avventure prima del lieto fine. *: in una scena compare una 318i nera, model year 1981 con poggiatesta grandi, con radio e gomme da 165.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Il tassinaro (Italia) – commedia – 1983 - regia di Alberto Sordi – con Giulio Andreotti, Federico Fellini, Silvana Pampanini, Alberto Sordi Pietro Marchetti (Alberto Sordi) fa il conducente di taxi a Roma, e al volante del suo “Zara 87” fa incontri interessanti con avventure e disavventure, tra persone comuni e personaggi famosi (Giulio Andreotti, Silvana Pampanini e Federico Fellini nel ruolo di loro stessi). *: poco dopo l’inizio del film, mentre Pietro trasporta una coppia di anziani turisti americani, una Serie 3 nera con il frontale a due fari sorpassa il taxi. Più avanti, mentre Pietro sta per lasciare Giulio Andreotti in Piazza Montecitorio, si vede una E21 nera parcheggiata. Infine, alla fine della film, mentre a bordo del taxi c’è Federico Fellini, si vedono altre due E21 parcheggiate ai lati della strada; una è di colore antracite, l’altra è di colore bianco con lo specchio retrovisore in plastica nera.
 Il fotogramma in cui compare la E21 nera in Piazza Montecitorio a Roma
L'argent (Francia) - 1983 - drammatico – regia di Robert Bresson - con Christian Patey Ultimo film di Robert Bresson e ispirato al racconto “Biglietti falsi” di Leone Tolstoj, narra la storia di un operaio, Yvon Targe (Christian Patey), che riceve da un commerciante alcune banconote false. Ignaro, Yvon usa le banconote per pagare il pranzo, e viene denunciato. Si reca con la polizia nel negozio, ma il proprietario e il commesso negano di averlo mai visto: viene quindi processato e condannato a tre anni di prigione. Mentre è in carcere, la figlia muore e la moglie lo lascia; Yvon, disperato, tenta anche il suicidio. Uscito di prigione, Yvon si è completamente trasformato: oramai privo di scrupoli, dapprima deruba ed uccide due albergatori. Poi, dopo avere sterminato a colpi di accetta una famiglia di campagna che lo aveva ospitato, si reca in città e si consegna alla polizia. *: in una scena si vede riflessa nella vetrina di un negozio la sagoma di una E21 Topcabriolet Baur di colore argento con capote nera. Impossibile determinare l’anno e il modello.
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La casa con la scala nel buio (Italia) – orrore - 1983 – regia di Lamberto Bava – con Valeria Cavalli; Andrea Occhipinti; Lara Naszinsky; Anny Papa Bruno (Andrea Occhipinti), compositore di musiche da film, è incaricato da Sandra (Anny Papa), una giovane regista, di scrivere le musiche per il suo nuovo film dell'orrore. Per trovare la giusta atmosfera e l'ispirazione, decide di trascorrere alcuni giorni in una grande e solitaria villa della campagna toscana. La prima notte, Bruno si trova improvvisamente di fronte Katia (Valeria Cavalli), una strana ragazza amica dell'ex affittuaria della villa. Katia rivela a Bruno di essere turbata per aver scoperto un misterioso segreto, ma non riesce a rivelarlo al compositore, perché viene uccisa. La cosa si ripete con Angela (Fabiola Toledo), un'amica di Katia, e Bruno, sempre più preoccupato, intuisce che ci deve essere un collegamento tra il film di Sandra e la misteriosa serie di sparizioni. Recatosi in sala montaggio, scopre che l'ultima bobina del film è stata distrutta. Torna allora precipitosamente alla villa, ma è troppo tardi: l'assassino ha colpito ancora uccidendo Sandra e Giulia (Lara Naszinsky), la fidanzata di Bruno arrivata il giorno prima alla villa. Finalmente Bruno scopre l'identità dell’assassino: è il proprietario della villa, un travestito il cui segreto era stato scoperto da Katia e trasportato su film da Sandra. Anche l'assassino muore, rimanendo ucciso con il suo stesso coltello mentre tenta di colpire Bruno. *: in scena compare nel traffico una Serie 3 E21, probabilmente un modello a quattro cilindri, di colore grigio scuro, con lo specchio in plastica, cerchi in acciaio, gancio di traino e targa spostata sopra il paraurti.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Octopussy - Operazione Piovra (Gran Bretagna - USA) – spionaggio – 1983 - regia di John Glen - con Roger Moore, Maud Adams, Louis Jordan, Kabir Bedi, Steven Berkoff Londra: c'è uno strano traffico di gioielli provenienti da Mosca. L'Agente 007 James Bond (Roger Moore) scopre che gli indizi portano al principe indiano Gobinda (Kabir Bedi), al generale sovietico Orlov (Steven Berkoff), al perfido Kanal (Louis Jordan) e alla proprietaria di un circo, Octopussy (Maud Adams). Scopo dell'operazione è introdurre in Germania un ordigno nucleare e poi farlo esplodere in una base Nato. Naturalmente Bond riesce a sventare il folle piano, scoprendo anche che la bella Octopussy è all'oscuro di tutto... *: nelle sequenze ambientate in Germania compaiono due E21. La prima, di colore argento e di modello non identificabile, è parcheggiata davanti alla Porta di Brandeburgo, al confine tra Berlino Ovest e Berlino Est; la seconda, una 320 M60 o 323i (ha la scritta sulla mascherina) di colore argento con due specchi esterni cromati, compare verso la fine del film e transita mentre 007 tenta di entrare in una cabina del telefono situata nella piazza di un anonimo paesino di campagna.
 Il fotogramma in cui compare la seconda E21. Si tratta di una 320 M60 o 323i: è presente la scritta sulla mascherina, ma risulta illeggibile. Di spalle, con il giubbotto rosso, James Bond
Professione: poliziotto (Francia) – poliziesco – 1983 – regia di Jacques Deray – con Jean Paul Belmondo, Henry Silva Jean Paul Belmondo è il commissario Jordan, noto come "Le Marginal" (soprannome che è poi il titolo originale del film) per i suoi modi poco ortodossi, ma efficaci. Inviato da Parigi a Marsiglia per sgominare una potente banda di trafficanti di droga, Jordan punta verso il capo dell'organizzazione, l'iraggiungibile e super protetto Sauveur Meccaci (Henry Silva). Il commissario però viene rimosso dall'incarico e viene spedito in un quartiere periferico di Parigi. Ma proprio nella banlieu parigina Jordan riuscirà a cogliere elementi preziosi che lo che lo porteranno ad eliminare, in un violento scontro a fuoco, Mecacci e la sua banda. *: in una scena compare una Serie 3 E21 con quattro fari di colore argento metallizzato, parcheggiata sul lato sinistro di una via davanti ad una Serie 5 E12 anch'essa argento. Nelle scene finali dell'inseguimento tra Jordan (al volante di una Ford Mustang degli anni Sessanta, che purtroppo finirà distrutta) e la banda di Mecacci, poi, passa per un attimo in primo piano una bianca E21 con specchio destro cromato e cerchi in acciaio; impossibile tuttavia determinare il modello.
 La Serie 3 bianca che compare in "Professione: poliziotto"
Sapore di mare 2 Un anno dopo (Italia) – commedia – 1983 - regia di Bruno Cortini – con Gianni Ansaldi; Angelo Cannavacciuolo; Massimo Ciavarro; Mauro Di Francesco; Isabella Ferrari; Eleonora Giorgi; Karina Huff; Anna Pettinelli; Pascale Reynaud Seguito di “Sapore di mare” uscito nel 1982, mantiene l’ambientazione e gran parte dei personaggi del film precedente. Anche la trama è molto simile: racconta le vacanze di un gruppo di ragazzi nella Forte dei Marmi degli anni Sessanta, tra giochi in spiaggia, serate alla Capannina, scherzi, flirt veri e presunti e tradimenti. Paolo (Angelo Cannavacciuolo) è sempre più innamorato di Susan (Karina Huff), ma una serie di equivoci rischia di compromettere la relazione dei due giovani. Uberto (Mauro Di Francesco), autista di un ricchissimo uomo d’affari, spera di conquistare una donna ricca, fingendosi ricco a sua volta. Respinto da Tea (Eleonora Giorgi), che scopre immediatamente il suo gioco, riesce a far colpo su Alina (Pascale Reynaud), la giovane amante di un uomo ricco ed anziano, che Alina spaccia per il padre; Uberto però non mette però in conto di innamorarsi sul serio della ragazza… Anche Tea tenta lo stesso gioco di Uberto e si conquista le simpatie di due facoltosi cinquantenni. Ma entrambi sono uomini sposati: la ragazza riesce a spillare loro qualche costoso regalo, ma non ne ricava nessun rapporto stabile. Fulvio (Massimo Ciavarro), per la prima volta in vacanza a Forte dei Marmi, dà la caccia a quante più ragazze possibile. Tra esse anche Selvaggia (Isabella Ferrari), che finisce per cedere e per tradire il fidanzato Gianni (Gianni Ansaldi), del quale tuttavia resta molto innamorata. Di Gianni è segretamente innamorata anche Valeria (Anna Pettinelli), pronta ad approfittare della situazione, finendo per dividere irreparabilmente i due fidanzati. Il film si chiude con un salto negli anni Ottanta, per mostrare i personaggi che si ritrovano a distanza di tanti anni. Susan e Paolo sono felicemente sposati; Alina ed Uberto sono anch’essi sposati, ma litigano per i debiti di gioco di lei; Gianni e Selvaggia si ritrovano entrambi liberi e disponibili. Infine, Tea si sta godendo il denaro ereditato da un ricco marito, e ritrova Fulvio. *: nell’ultima parte del film, quella ambientata negli anni Ottanta, nel parcheggio della Capannina di Forte dei Marmi compare una Serie 3 E21 bianca, con quattro fari e specchi in plastica nel colore della carrozzeria. L’inquadratura sfuggente non consente di identificare con precisione la vettura.

Scarface (USA) – drammatico – 1983 – regia di Brian De Palma - con Al Pacino, Michelle Pfeiffer Il successo nella mafia di Miami dà alla testa all’esule cubano Tony Montana (Al Pacino), che pensa di essere al di sopra delle regole della malavita. Pagherà con la vita la sua insubordinazione. *: nel film compaiono due 320i: la prima, di colore rosso, transita mentre Tony esce dopo essersi licenziato dal ristorante dove lavorava; appare per pochi secondi, per cui è impossibile determinare l'anno di costruzione. L’altra, di colore grigio scuro, è una 1.8 con due specchi esterni e fari antinebbia; è parcheggiata davanti alla cabina telefonica usata da Tony per tentare invano di riconciliarsi con la moglie (Michelle Pfeiffer), in procinto di lasciarlo.
 Tony è appena uscito dalla cabina telefonica e passa davanti a questa 320i USA 1.8 (ma potrebbe anche essere una 320is). Foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org
Segni particolari: bellissimo (Italia) – commedia – 1983 - regia di Castellano & Pipolo – con Adriano Celentano, Federica Moro Mattia (Adriano Celentano) è un affermato scrittore quarantenne che conduce una spensierata vita da playboy. Un giorno decide di cambiare vita e di formarsi una famiglia, ma teme di incappare in una donna che lo sposi per interesse. Per questo motivo sottopone le aspiranti ad una strana prova: presenta loro la giovanissima e bella vicina di casa, Michela (Federica Moro) spacciandola per sua figlia. In base alla reazione della spasimante, decide se continuare o meno la frequentazione. Nessuna supererà la strana prova, ma, alla fine, proprio Michela si rivelerà la donna giusta per lui. *: nel film compaiono due Serie 3 E21. La prima è un esemplare di colore nero della seconda serie; si nota nella scena in cui Mattia si ferma a fare benzina alla sua Alfa Romeo Spider. Purtroppo la BMW compare fugacemente quando Mattia sta entrando al distributore; si vede la parte posteriore ma non si riesce a capire di quale versione si tratta. La seconda E21 compare nella scena in cui Michela segue a piedi Mattia per il centro di Milano: l'inquadratura è molto veloce ma si riescono a notare il frontale con 4 fari e le frecce anteriori bianche; il colore è chiaro, con ogni probabilità argento metallizzato. Dovrebbe trattarsi di una 320 a 4 cilindri.
 La prima E21 che compare in "Segni particolari: bellissimo" è un esemplare di colore nero.
Star's Lovers (USA) - 1983 - drammatico – regia di James Toback – con Harvey Keitel; Nastassja Kinski; Rudolf Nureyev; Marion Varella La giovane Elizabeth Carlson (Nastassja Kinski), trasferitasi a New York dal natio Wisconsin, riesce a sfondare come modella ed ottiene addirittura la copertina di alcune riviste. Sull'onda del successo, Elizabeth conosce ad un ricevimento Daniel Jelline (Rudolf Nureyev), un maturo violinista, personalità magnetica ed affascinante, e ne diviene l'amante. Ma nella vita dell'uomo vi sono alcuni segreti: il padre è morto a Auschwitz ed un inafferrabile terrorista internazionale, un certo Rivas (Harvey Keitel), ha ucciso sua madre in un attentato. La coppia si reca a Parigi, Daniel in tournée, mentre la ragazza non lo segue solo per amore: l’uomo le ha inculcato nella testa l'idea di infiltrarsi nella rete di Rivas, il quale pare abbia una predilezione per l’ingaggiare donne. La ragazza conosce occasionalmente in una libreria Bridget Gormann (Marion Varella), una delle terroriste reclutate da Rivas che la presenta al capo. La banda sta per compiere un attentato; Elizabeth capisce di essersi cacciata in un guaio più grande di lei e, dopo aver tentato ingenuamente ed invano di fare recedere Rivas dal suo proposito, corre all'Opera, dove Daniel sta provando con l'orchestra. Daniel ed Elizabeth fuggono in auto, inseguiti dai terroristi. Le due fazioni si affrontano sui bordi della Senna a colpi di pistola: Daniel riesce a compiere la sua vendetta, uccidendo Rivas e Bridget, ma rimane colpito a sua volta e muore tra le braccia di una terrorizzata Elizabeth. **: nelle scene finali, Daniel ed Elizabeth fuggono a bordo di una 323i nera, model year 1981 o 1982, con cerchi in lega, spoiler posteriore e fascia rifrangente rossa tra i gruppi ottici posteriori.
 Daniel ed Elizabeth stanno per recarsi alla resa dei conti finale con la banda dei terroristi
Un povero ricco (Italia) – commedia – 1983 – regia di Pasquale Festa Campanile - con Ornella Muti, Renato Pozzetto, Nanni Svampa L'industriale milanese Eugenio (Renato Pozzetto) è ricco e senza problemi, eppure vive male, ossessionato dallo spettro di un improbabile crac finanziario e tormentato dalla moglie egoista e traditrice. Su consiglio dello psicanalista, Eugenio decide di allenarsi a fare il povero per un breve periodo. Si fa assumere in incognito come fattorino da una delle sue aziende, ma riesce a farsi licenziare su due piedi. Ridottosi ad accattone, fa amicizia con un "collega" furbacchione (Nanni Svampa) e si innamora della bellissima nonché vera indigente Marta (Ornella Muti) e sopravvive grazie ai consigli del saggio "Fosforo" (Piero Mazzarella), boss un po' filosofo dei barboni. Alla fine del periodo "di prova", Eugenio lascia la moglie e l'elegante villa dove abitava e fugge con Marta. *: nel corso del film compaiono ben quattro Serie 3 E21. Le prime due compaiono nelle battute iniziali e sono riprese in modo tale che non si riesce a determinare con precisione né il modello né l'anno: si tratta di un esemplare a 4 cilindri di colore grigio metallizzato e con mascherina Hella (nella scena serale in cui Eugenio si fa fotografare come un turista da due furfanti che gli scippano la valigia), e di una E21 a 6 cilindri azzurra metallizzata (una scena di poco successiva). La terza, un esemplare della seconda serie di colore scuro, passa piano alle spalle del protagonista mentre telefona da una cabina che lui stesso ha divelto poco prima. L'ultima è ripresa di fianco ed è di colore grigio medio metallizzato; transita nella scena in cui Eugenio guarda affamato alcuni muratori che pranzano nel cantiere dove lavorano, sui Navigli.
 Eugenio ha appena scavalcato la palizzata attratto dal fumante pasto degli operai. Sullo sfondo, la E21 grigia
Vigilante (USA) - drammatico - 1983 – regia di William Lustig – con Rutanya Alda, Vincent Beck, Willie Colon, Dante Joseph, Carol Lynley, Robert Forster, Fred Williamson Eddie Marino (Robert Forster) è un operaio di New York. Ha una moglie, Vickie (Rutanya Alda), ed un figlio, di nome Scott (Dante Joseph). L’amico e collega di Eddie, Nick (Fred Williamson) ed alcuni degli altri operai della fabbrica hanno formato un gruppo di vigilanza perché stanchi di vedere il quartiere infestato da spaccio di droga, bande di strada e criminali di vario genere, che la polizia non persegue a dovere. Una sera Eddie rientra a casa e trova Vickie e Scott uccisi; la polizia arresta Frederico "Rico" Melendez (Willie Colon), il capo di una banda di portoricani. Nick tenta di convincere Eddie ad unirsi al gruppo di vigilanti, ma questi declina l’invito preferendo dedicarsi a seguire il processo, istruito dal bravo Procuratore Distrettuale Mary Fletcher (Carol Lynley). Purtroppo il caso finisce nelle mani del corrotto giudice Sinclair (Vincent Beck), che assolve l’imputato con una scandalosa sentenza. Eddie impazzisce e tenta di uccidere il giudice Sinclair, ma viene arrestato e condannato. Una volta uscito di prigione, si unisce al gruppo dei vigilanti per combattere la gang di Rico. *: in una delle scene iniziali si vede una 320i USA 1.8 di colore argento metallizzato, parcheggiata in una strada.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
A tu per tu (Italia) – commedia – 1984 - regia di Sergio Corbucci con Johnny Dorelli, Marisa Laurito, Paolo Villaggio Mentre se ne sta a bordo del suo splendido panfilo ancorato a Santa Margherita Ligure, il ricco finanziere - maneggione Emanuele Sansoni (Johnny Dorelli) riceve la visita della Guardia di Finanza, che vuole vederci chiaro su certi suoi affari poco puliti. Sansoni riesce a fuggire per un soffio, e sale a bordo del taxi del goffo Gino Sciaccaluga (Paolo Villaggio). La prima tappa è a Milano, dove bisogna assolutamente recuperare alcuni importantissimi documenti, poi i due proseguono alla volta della Svizzera e poi di Montecarlo: Sansoni ha posto in salvo nelle valigie i documenti che gli premevano, per futuri ricatti. Sciaccaluga diviene suo malgrado il complice involontario di tali manovre, essendosi, tra l'altro, follemente innamorato della sedicente "sorella" del bancarottiere, la quale altri non è se non lo stesso Sansoni, che appare e scompare continuamente in ambedue i ruoli: il tutto serve a convincere lo sprovveduto Sciaccaluga a firmare alcune carte, che Sansoni conta di utilizzare per nuove operazioni truffaldine. In seguito Sciaccaluga scopre che non esiste nessuna sorella, mentre Sansoni lo pianta in asso e fugge nell'America del Sud. Il tassista, amareggiato, torna nella sua casa in Liguria, dove scopre le infedeltà della moglie (Marisa Laurito), e riprende la vita di sempre. Tempo dopo, Sansoni torna in Italia, riesce a riprendere il controllo del suo impero e convoca Sciaccaluga per fargli firmare, dietro lauto compenso, un misterioso atto, che annullerebbe la precedente intricata operazione finanziaria. Ma Sciaccaluga rifiuta: non firma e si ritrova così enormemente ricco: si insedia sul panfilo di Sansoni, dà ordini a banche e a finanzieri, riservandosi un giretto quotidiano in un taxi, di cui proprio Sansoni è l'immusonito conducente. *: in una delle scene iniziali, quella in cui Sciaccaluga e Sansoni percorrono sul taxi la Sopraelevata di Genova, compare una Serie 3 E21 (molto probabilmente una 320 M60) di colore grigio scuro metallizzato.

Amarsi un po’ (Italia) – commedia – 1984 – regia di Carlo ed Enrico Vanzina - con Claudio Amendola, Tahnee Welch Un giovane Claudio Amendola impersona Mario, un meccanico romano appassionato di moto. Mentre guida per la prima volta la sua moto nuova, ha un piccolo incidente con l’auto guidata dalla nobile e ricca Cristiana (Tahnee Welch). I due si innamorano, la famiglia di lei inizialmente non gradisce, ma poi tutto si aggiusta. **: nel film compaiono parecchie BMW: i titoli di testa scorrono con sullo sfondo l’officina di un concessionario BMW e si vedono diverse macchine dell’epoca, personale all'opera, il tester elettronico, l'azzeratore per le spie dei tagliandi, eccetera. In seguito compare una Serie 7 E23; nella scena della festa a casa di Cristiana, alcuni amici della ragazza arrivano a bordo di una E21 di colore scuro con cerchi in acciaio originali (testimonianza del fatto che la E21 era un’auto molto considerata tra i giovani "bene”). Infine, verso la fine della storia, per raggiungere Cristiana a Parigi, Mario ruba dall'officina dove lavora una 633CSi azzurro metallizzato con cerchi in lega originali da 14", con cui avrà un brutto incidente (tuttavia la scena viene solo "fatta percepire", perché la 633 non viene assolutamente inquadrata).
Corda tesa – poliziesco – 1984 - regia di Richard Tuggle - con Jennifer Beck; Geneviève Bujold; Alison Eastwood; Clint Eastwood; Bill Holliday New Orleans: il ruvido capitano Wes Block, capo della Squadra Omicidi, è un detective di mezz’età in crisi familiare: la moglie lo ha piantato e vive con le due figlie Amanda (Alison Eastwood) e Penny (Jennifer Beck), per le quali è in corso una battaglia legale per stabilire a chi dei due ex coniugi dovranno essere affidate in via definitiva. Sul lavoro le cose non vanno meglio: Wes deve dare la caccia ad un maniaco omicida che infesta la città; poiché i risultati tardano a venire, egli si trova esposto alle pressioni del capo della polizia (Bill Holliday), che minaccia di rimuoverlo dal suo incarico. L’assassino sceglie le vittime tra le squillo del quartiere francese, peraltro frequentate assiduamente dal disinvolto poliziotto, infierendo poi sadicamente sui loro cadaveri. L’assassino è abile, lascia pochissimi e labili indizi e riesce persino a fare ricadere i sospetti proprio su Wes. Questi chiede allora aiuto alla sua amica e collega Beryl (Geneviève Bujold), della Squadra Buoncostume; i due si rendono conto che, l'assassino è troppo al corrente dei movimenti degli investigatori, e deve essere quindi legato agli ambienti della polizia. Mentre l'amicizia tra Wes e Beryl si consolida, viene ritrovato un nuovo cadavere, quello di una prostituta con la quale poche ore prima Block aveva avuto un colloquio per ottenere informazioni. Ora non ci sono più dubbi: qualcuno vuole colpire proprio Wes: a comprova di tale tesi, prima Beryl e poi anche Amanda subiscono un’aggressione, previa uccisione degli agenti che vegliano sulla loro sicurezza. Un crescendo di violenza che ha termine quando Block identifica e cattura l'assassino: un ex poliziotto, da lui arrestato e fatto condannare dieci anni prima per violenza carnale su minori. Anche la situazione familiare di Wes sembra evolversi in meglio: non è da escludere che il rapporto con Beryl si trasformi in una relazione vera e propria. *: in una delle primissime scene, Wes gioca a rugby con le figlie nel giardino di casa; a seguito di un lancio troppo lungo, la palla finisce in un bidone della spazzatura, all’interno del quale Amanda e Penny trovano un cane abbandonato. Davanti al bidone è parcheggiata una 320i USA bianca. L’auto è inquadrata più volte, ma solo di coda, per cui non si hanno altri dettagli. Il portatarga dei primi esemplari ci dice però che si dovrebbe trattare di una vettura prodotta prima del settembre 1978, cioè con il motore 2.0.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Delitto al Blue Gay (Italia) – 1984 - commedia - regia di Bruno Corbucci – con Bombolo; Olimpia Di Nardo; Vinicio Dimanti; Tomas Milian; Holger Munzer In uno stravagante locale dove si esibiscono travestiti, il Blue Gay, viene commesso un assassinio: una delle stelle dello spettacolo viene trovato/a ucciso/a nel suo camerino. L'ispettore Nico Giraldi (Tomas Milian), è incaricato di svolgere le indagini. Si sospetta la prima "donna" del locale, Alfredo Melli, in arte "Colomba Lamar" (Vinicio Dimanti), e quindi Nico con l'aiuto di Venticello (Bombolo), un amico ladruncolo e confidente, si mette sulle sue tracce e si finge infatuato di lui. Ma qualcuno ostacola le indagini: Venticello viene picchiato duramente e lo stesso Nico sfugge ad un agguato mortale. Giraldi intuisce che Kurt Linder (Holger Munzer), regista tedesco frequentatore del locale ed amico dell'ucciso, ha a che fare con delitto. Per colpa del caso complicato Nico rischia di veder distrutta la sua famiglia poiché la moglie Angelina (Olimpia Di Nardo), che lo crede a New York, lo scopre invece nel locale malfamato e vuole la separazione. La vicenda si concluderà per il meglio; il colpevole è Kurt Linder che viene arrestato a Berlino; egli è infatti un agente del KGB il quale per incarico dei superiori ha fatto rapire il padre dell'ucciso, un fisico nucleare, e soppresso l'artista in quanto scomodo testimone. Nico può finalmente tornare in famiglia dove ogni equivoco si è chiarito. **: nelle scene iniziali ambientate a Roma, l'agente del KGB Linder guida una 320 M60 Topcabriolet Baur nera con cerchi in lega BBS a raggi; in seguito, nelle scene girate a Berlino, appare fugacemente una Serie 3 E21 marrone, che si vede sullo sfondo mentre svolta a destra mentre Giraldi invita Venticello a prendere un taxi per recarsi allo stadio; più oltre compare anche una 518 E12 argento metallizzato.

Hunter (USA) – telefilm poliziesco – 1984–1991 – con Fred Dryer; Stepfanie Kramer Il sergente Rick Hunter (Fred Dryer) e la sua collega Dee Dee McCall (Stepfanie Kramer) lavorano nella Squadra Omicidi di Los Angeles. Entrambi validi poliziotti, per i loro metodi un po’ sbrigativi non sono sempre ben visti da colleghi e superiori, ma insieme risolvono una vasta serie di omicidi.
Nell’episodio 1.13 "La regina della neve (parte 1)" (1985), i due investigatori indagano su alcuni omicidi avvenuti nell’ambito di un vasto traffico di cocaina. *: in una scena si vede una 320i USA di colore beige pastello. Non si riescono a scorgere i dettagli della vettura, che parrebbe un esemplare con motore 1800.
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Nell’episodio 2.01 "Il caso X" (1986), McCall indaga su una serie di omicidi nel mondo della pornografia. *: in una scena si vede una 320i USA 1.8 di colore nero, con cerchi in lega a raggi, model year 1981 o successivi.
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Il commissadro – commedia – 1984 - regia di Claude Zidi - con Grace De Capitani; Thierry Lhermitte; Philippe Noiret; Régine Parigi: René Boisrond (Philippe Noiret) è un commissario di polizia di mezz’età, con venti anni di servizio. Egli si mostra assai tollerante ed incline al compromesso con i malfattori di piccolo cabotaggio, grazie a tangenti e mazzette che sa imporre e richiedere, sorridente e disinvolto. Un giorno si vede affiancato da Francois Lesbuche (Thierry Lhermitte), un giovane e integerrimo poliziotto, che si trova costretto ad assistere, allibito e a volte forzatamente complice, alle mille furberie e agli intrallazzi che fruttano soldi a René. Questi escogita un piano per “ammorbidire” Francois e coinvolgerlo nei suoi raggiri: affida ad una sua ex fiamma, l’elegante squillo Natacha (Grace De Capitani), il compito di farsi credere innamorata dell’ingenuo Francois, allo scopo di indurlo a spendere oltre le sue possibilità. Nel frattempo, al commissariato arriva una “soffiata”: un potente "boss" sta per ricevere e pagare una partita di droga. Per sventare l'operazione viene quindi formata una squadra speciale, dalla quale però vengono esclusi René e di Francois. I due, però, indagando per loro conto, scoprono una uscita secondaria sul luogo dello scambio: catturano il "boss" in fuga e si impossessano della valigetta con il denaro; Francois dimentica i suoi scrupoli e, d'intesa con René, si allontana con il denaro gettandosi nella Senna. Della sparizione dei soldi è accusato René, che viene condannato a due anni di reclusione. All'uscita dal carcere, troverà ad attenderlo la sua amante Simone (Régine), nonché Francois, ormai ricco, maneggione e corrotto più del suo maestro, che gli consegnerà la sua metà del bottino. *: in una scena si vede parcheggiata una E21 con il frontale a due fari, di colore azzurro pastello. La vettura è ripresa solo frontalmente, per cui non si riesce a capire se è una 316 o una 318; si tratta senz’altro di un esemplare antecedente al settembre 1979, al quale sono stati montati due specchi esterni non originali.
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La Signora in giallo (USA) – telefilm – 1984–2003 - con Angela Lansbury Jessica Fletcher (Angela Lansbury) è una celebre scrittrice di libri gialli che spesso e volentieri si trova ad indagare nella sua città, nel Maine, e in altre parti del mondo su oscuri episodi. La serie vera e propria dei telefilm è terminata nel 1996; tuttavia, a partire dall’anno successivo e fino al 2003 sono stati girati quattro nuovi episodi, strutturati come film – TV della durata di due ore.
Nell’episodio 1.06 “Fra Amanti e Assassini” (1984), Jessica è chiamata dall’Università di Seattle per tenere alcune conferenze. A fungere da suo segretario è uno studente, David (Andrew Prine). Qualche giorno dopo, però, la polizia arresta il ragazzo con l'accusa di aver ucciso una ricca vedova. Jessica, convinta dell’innocenza di David, cercherà di far luce sul caso. *: in una scena compare una 320i USA 1.8 di colore azzurro metallizzato, con fari antinebbia e cerchi in lega leggera a raggi.
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Nel film – TV “La ballata del ragazzo perduto” (2003), Jessica si reca in Irlanda per occuparsi delle ultime volontà di un ricco possidente terriero, suo amico di lunga data. Il testamento contiene gli indizi per trovare un tesoro segreto, la cui ricerca scatena una serie di omicidi. Mentre la polizia brancola nel buio, toccherà a Jessica risolvere il caso. *: in una scena iniziale ambientata negli Stati Uniti si vede sullo sfondo, parcheggiata in strada, una 320i USA di colore azzurro, apparentemente un po’ malconcia, della quale non si riesce a determinare l’anno.
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La storia infinita (Germania) – fantastico – 1984 - regia di Wolfgang Petersen - con Thomas Hill; Gerald McRaney; Barret Oliver Bastian (Barret Oliver) è un ragazzo che dopo la morte della madre si sente trascurato dal padre (Gerald McRaney). Una mattina, mentre si reca a scuola, per sfuggire a tre ragazzini che da tempo lo vessano con pesanti scherzi, entra in una libreria vecchia e polverosa. Il proprietario, l’anziano Carl Conrad Koreander (Thomas Hill) lo accoglie molto bruscamente. Bastian è inspiegabilmente attratto da uno strano volume, intitolato “La storia infinita”: il ragazzo se ne impossessa e scappa via, lasciando però un biglietto con scritto "Non si preoccupi, le restituirò il libro". Bastian arriva a scuola in ritardo; sbirciando dentro l'aula scopre che c'è un compito in classe e decide di nascondersi nella soffitta della scuola, dove inizia avidamente a leggere il libro. Si trova ben presto coinvolto in un’avventura all’interno di un mondo fantastico, dove è difficile distinguere tra fantasia e realtà. *: all’inizio della storia, nella scena in cui Bastian cerca di sfuggire ai suoi inseguitori, appare una 320is USA 1.8 di colore bianco. La macchina è parcheggiata in strada ed è inquadrata da vicino, mostrando i particolari che permettono di identificare questa particolare versione: cerchi in lega a raggi incrociati e spoiler anteriore.
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Le notti della luna piena (Francia) – drammatico – 1984 - regia di Eric Rohmer - con Tchéky Karyo; Pascale Ogier; Christian Vadim Louise (Pascale Ogier) vive con Remi (Tchéky Karyo) a Marne La Vallée, ma coglie volentieri l'occasione di affittare un "pied-à-terre" a Parigi in cui stare a volte da sola. Una notte di plenilunio incontra il giovane Bastien (Christian Vadim) con il quale ha una breve avventura. Decide di troncare la relazione per restare con Remi, ma l’uomo le confessa di avere un'amante e la lascia: Louise si ritrova veramente sola. *: in una scena compare una 318i di colore nero parcheggiata in una strada.
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Macchina per Uccidere 2 (Spagna) – avventura – 1984 - regia di Juan Antonio De La Loma - con Margaux Hemingway; Lee Van Cleef Maitre Julot (Lee Van Cleef), un ex killer, tenta di rifarsi una vita lavorando come camionista in Spagna. Durante un viaggio in Francia insieme alla moglie Jacqueline (Margaux Hemingway), viene attaccato dalla malavita locale che vuole imporre il proprio controllo sul commercio della frutta. I malavitosi incendiano il camion, e Jacqueline, rimasta intrappolata nella cabina, muore. Julot giura vendetta e si mette sulle tracce degli assassini della moglie uccidendoli ad uno ad uno. *: in una scena compare una Serie 3 E21 bianca. La vettura è ripresa da lontano, ma sembra un esemplare post restyling con quattro fari e cerchi in lega.
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Mike Hammer (USA) - telefilm poliziesco - 1984-1987 – con Stacy Keach Serie TV ispirata al personaggio creato da Mickey Spillane. Mike Hammer (Stacy Keach) è un investigatore privato, duro, onesto e sempre squattrinato. Spesso si trova ad indagare su casi spinosi e la sua ricerca della verità lo porta a mettersi nei guai con criminali, ma anche con la legge. *: nell’episodio 2.04, “Caccia al gatto” (1984), Hammer è come sempre alle prese con un caso scottante, che riuscirà a risolvere ma senza percepire il suo compenso. Nel corso della storia, compare una 320i USA 1.8, di colore nero, con due specchi, fari antinebbia e cerchi in acciaio. L’auto è all’interno di un capannone semicoperta da un telo.
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Mike Hammer: molto di più di un omicidio (USA) - poliziesco - 1984 – con Steven L. Bloom; Stacy Keach Film girato sulla scia del successo della serie televisiva. Al termine di una partita di pocker, il capitano Chambers (Steven L. Bloom) è accusato di omicidio. Il detective Mike Hammer (Stacy Keach) indaga per scagionarlo. *: in una delle prime scene compare una 320i USA bianca.
Ultima occasione (USA) – commedia – 1984 – regia di Fritz Kiersch – con Kim Richards, James Spader All’inizio dell’ultimo anno delle superiori, il padre di Morgan Hiller (James Spader) perde il lavoro, e così la famiglia si deve trasferire dal Connecticut, dove conducevano una vita lussuosa frequentando la ricca borghesia, in un semplice appartamento nella San Fernando Valley. Morgan è cresciuto nell’ombra del fratello maggiore, e, forse per attirare l’attenzione su di sé, sembra avere una spiccata propensione a cacciarsi nei guai. Così, quando si innamora di Frankie Croyden (Kim Richards), la ragazza del capo di un gang di ragazzi del quartiere, cerca di conquistarla a tutti i costi. La cosa gli causerà un mare di guai; Morgan rischierà grosso, ma alla fine avrà la ragazza. *: in una scena in cui Morgan fugge inseguito dai componenti della gang, compare una 320i USA 1.8 di colore nero, con cerchi in lega scomponibili da 15 pollici, con canale cromato e parte centrale nera, e vetri laterali oscurati.
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Agente 007 - Bersaglio mobile (Gran Bretagna) – spionaggio – 1985 – regia di John Glen – con Grace Jones, Roger Moore, Tanya Roberts, Christopher Walken James Bond (Roger Moore) viene incaricato di scoprire il misterioso produttore di sofisticatissimi microchips da computer simili a quelli realizzati nella Silicon Valley. Bond viene inviato a Parigi, dove avvicina Max Zorin (Christopher Walken), un industriale di orgine russa. Nella villa di Zorin, aiutato da un collega, Bond riesce a penetrare in un laboratorio sotterraneo e là trova le prove che gli occorrono. Il collega, tuttavia, viene ucciso da May Day (Grace Jones), una spietata collaboratrice di Zorin, che per poco non riesce ad uccidere anche Bond. Zorin, è in realtà un ex agente del KGB, deciso a provocare un terremoto che distrugga Silicon Valley e tutte le installazioni tecnologiche ivi installate. Scopo dell'operazione: detenere il monopolio della produzione mondiale di microchip e imporre cosi le proprie leggi di mercato. Bond riesce ad individuare la base operativa di Zorin e vi si introduce, accompagnato da Stacey Sutton (Tanya Roberts), figlia di un ex proprietario del luogo. Bond riesce a sventare il terribile piano e Zorin fugge su un dirigibile dopo aver preso in ostaggio Stacey, ma Bond riesce a fare incagliare il dirigibile su un pilone del ponte di San Francisco. Dopo una spaventosa lotta James Bond uccide Zorin e salva la ragazza. *: all'inizio del film durante la scena (ambientata a Parigi, nella Place de la Concorde) in cui Bond, al volante di un taxi taxi Renault 11, insegue May Day lanciatasi col paracadute dalla Torre Eiffel, si intravvede nel traffico, ripresa di coda, una E21 color argento metallizzato: Si tratta di un esemplare model year 1981 o 1982, del quale non è possibile determinare il modello perché è ripreso solo dal lato sinistro della coda.
 James Bond, al volante dellla Renault 11, scoperchiata dopo essere passata sotto una sbarra di ferro, incrocia questa Serie 3 E21
Agenzia Luna Blu (Moonlighting) (USA) – telefilm – 1985–1989 – con Cybill Shepherd; Bruce Willis Madelyn 'Maddie' Hayes (Cybill Shepherd) e David Addison Jr. (Bruce Willis) sono i titolari di un’agenzia di investigazioni, in perenne apparente disaccordo tra loro. Se infatti all’inizio della serie David e Maddie non si sopportano, con il passare del tempo finiscono con l'innamorarsi. *: nell’episodio 3.06 (1987), Maddie scopre che David era stato sposato. Ne rimane talmente stupita che immagina episodi di questo precedente matrimonio. Nel frattempo i due detective aiutano una donna a dimostrare che l'ex marito ha mentito circa la sua posizione economica. Nel corso del telefilm compare una 320i USA 1.8, di colore argento metallizzato, con cerchi in lega leggera.
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Amici miei atto III (Italia) – commedia – 1985 - regia di Nanni Loy - con Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Gastone Moschin, Franca Tamantini, Ugo Tognazzi Firenze: gli inseparabili amici Sassaroli (Adolfo Celi), Melandri (Gastone Moschin) Necchi (Renzo Montagnani) e Mascetti (Ugo Tognazzi), nonostante l’età, continuano ad affrontare la vita con lo stesso spirito goliardico di sempre. Mascetti, rimasto vedovo e costretto alla sedia a rotelle da un ictus, si stabilisce nella casa di riposo Villa Serena. Ben presto lo raggiungono Melandri e Necchi con la moglie Carmen (Franca Tamantini). Gli anziani ospiti della casa diventano i bersagli prediletti delle burle dei tre amici, che rischiano di essere cacciati dalla direzione. Ma a salvare la situazione ci pensa Sassaroli, che acquista Villa Serena. *: in una scena compare una Serie 3 E21 di colore nero e con cerchi in acciaio. L’inquadratura laterale è rapida e non consente di cogliere altri particolare della vettura.
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Carabinieri si nasce (Italia) - commedia - 1985 – regia di Mariano Laurenti – con Alessandro Benvenuti; Diego Cappuccio; Sandro Ghiani Roma. Peppe (Sandro Ghiani) e Filippo (Diego Cappuccio), due detenuti piantonati in ospedale, riescono ad evadere e vagano in mutande per le vie della città. Così combinati non possono girare a lungo, e trovano rifugio in un edificio che si rivela una caserma dei Carabinieri. I militari sono in attesa di due ispettori, inviati dal Comando Generale dell’Arma per accertare che tutto sia pronto per ospitare quattro astronaute straniere in transito in Italia, nonché dell’idoneità del comandante (Alessandro Benvenuti) alla promozione. Questi scambia i due strani tipi per gli ispettori dell’Arma, e fa l'impossibile per agevolarli nella loro “missione”. Nel frattempo arrivano in caserma le quattro astronaute (due americane e due russe), le cui guardie del corpo si rivelano pericolosi terroristi, decisi a compiere un attentato in occasione dell'incontro tra Reagan e Gorbaciov. Dopo varie peripezie, i Carabinieri riescono a sventare il piano dei terroristi anche grazie all’apporto di Peppe e Franco, che finiranno arruolati nell’Arma con tutti gli onori, e anche il comandante della caserma otterrà la sospirata promozione. *: nelle battute iniziali, mentre scorrono i titoli di testa, compare una 320 M60 con gli specchi in plastica, di colore grigio scuro metallizzato. L'auto ha quattro fari ma è priva della scritta identificativa sulla mascherina.

Dal College Con Furore (USA) – commedia - 1985 - regia di James Frawley - con Sheree J. Wilson Due gruppi di ragazzi di Palm Springs si sfidano in una scommessa: chi riuscirà a conquistare la bellissima Ashley (Sheree J. Wilson) vincerà 1.000 dollari. Non sarà certo una competizione leale, fra trucchi ed inganni… *: nella scena del party sulla spiaggia compare una 320i USA di colore argento metallizzato con il tetto apribile. La vettura ha la scritta posteriore con lo sfondo nero e il portatarga con le luci di illuminazione ai lati: si tratta quindi di una delle prime E21, model year 1977 o 1978.
 Il fotogramma dove compare la 320i USA argento (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Dempsey & Makepeace (Gran Bretagna) – telefilm poliziesco – 1985-1986 – con Glynnis Barber; Michael Brandon; Tony Osoba; Ray Smith Il tenente James Dempsey (Michael Brandon) della polizia di Brooklyn viene spedito a Londra dopo aver ucciso per errore un collega nel corso di un’indagine sulla corruzione. In Inghilterra entra a far parte del gruppo speciale SI10, al fianco della manierata sergente Harriet Makepiece (Glynnis Barber), proveniente dall’alta società e laureata a Cambridge. Il loro capo è il capitano Gordon Spikings (Ray Smith), mentre fa parte della squadra anche il sergente Chas Jarvis (Tony Osoba). La storia si basa sul contrasto tra le due differenti scuole di polizia: Dempsey, veterano del Vietnam, trova i metodi di Scotland Yard lenti e privi di mordente; i nuovi colleghi lo considerano uno yankee perennemente attaccato alla sua Magnum 357. Il rapporto tra i due protagonisti, dopo un iniziale antagonismo, sfocia in una relazione sentimentale che ha trovato riscontro anche nella realtà: i due attori si sono sposati al termine delle riprese della serie. *: nell’episodio 1.03 “Linea fortunata” i due detective indagano su un furto avvenuto in un casinò della Londra “bene”, costato la vita ad una guardia giurata. In una scena compare una Serie 3 E21 (forse una 320 M60), model year 1981 o 1982 (ha i poggiatesta lisci), di colore rosso metallizzato, con kit Zender e specchi retrovisori e cerchi in lega nel colore della carrozzeria.
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Fletch - un colpo da prima pagina (USA) – commedia – 1985 - regia di Michael Ritchie - con Chevy Chase; Dana Wheeler-Nicholson Irwin “Fletch” Fletcher (Chevy Chase) è un giornalista di Los Angeles un po’ imbranato, ma sempre ansioso di proporre servizi sensazionali alla testata per cui lavora. Un giorno gli giunge all’orecchio una voce secondo la quale il capo della polizia in persona sarebbe invischiato in un traffico di droga su vasta scala. Mentre indaga per acquisire le necessarie prove, il ricco industriale Alan Stanwyk (Tim Matheson) gli propone un lautissimo compenso per ucciderlo: dice di avere una malattia incurabile, una moglie giovane e bella, una cospicua polizza sulla vita e di preferire una morte cruenta ad una lunga e dolorosa agonia. Fletch accetta, ma scopre subito dopo che la realtà è ben diversa da quanto prospettatogli: Stanwick non è affatto malato, deve scomparire dopo aver sottratto illecitamente i tre milioni di dollari della dote della moglie Gail (Dana Wheeler-Nicholson), ricca ereditiera, e, per di più, è proprio lui il trafficante che rifornisce di droga i tossicodipendenti dell'intera città, in combutta con il corrotto capo della polizia. Alla fine, Fletch con l'aiuto di Gail riesce a fare arrestare i malfattori e a consegnare finalmente al suo giornale un servizio da prima pagina! *: in una scena in cui Fletch sta guidando in autostrada, la sua vettura è seguita da una 320i USA 1.8 di colore grigio Ascot, con doppi specchi e fari antinebbia. Accessori che potrebbero fare pensare ad una 320is, anche se non è visibile lo spoiler anteriore tipico di questa versione “sportiva”.
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I quattro dell'oca selvaggia 2 (USA) – avventura – 1985 - regia di Peter Hunt – con Barbara Carrera; Edward Fox; Scott Glenn; Laurence Olivier; Robert Webber Il proprietario di un network televisivo, Robert McCann (Robert Webber), progetta di fare evadere Rudolf Hess (Laurence Olivier), il novantenne ex gerarca di Hitler ancora rinchiuso nel carcere di Spandau, a Berlino. McCann è certo di realizzare lo scoop del secolo, grazie alle eccezionali rivelazioni che l’anziano gerarca potrebbe fare in cambio dell’inaspettata libertà. L’organizzazione vera e propria è affidata alla giornalista Kathy Lucas (Barbara Carrera) e a due mercenari: Allen Faulkner (Edward Fox) e John Haddad (Scott Glenn). L’impresa si rivela più difficile del previsto, poiché le misure di sicurezza del carcere di Spandau sembrano inespugnabili: si decide allora di fare uscire Hess dal carcere, grazie ad un attacco di asma provocato da un farmaco somministratogli da una guardia compiacente, e sequestrarlo durante il tragitto verso l’ospedale. Il piano riesce, ma Rudolf Hess dichiara pacatamente ai suoi sequestratori che i 40 anni trascorsi in carcere lo hanno fatto meditare molto: il passato è passato, le sue rivelazioni su eventi ormai lontani gli sembrano assolutamente inutili, e chiede, quindi, di essere riportato nella sua cella a Spandau, l’unico posto che ormai considera casa sua. *: in una scena compare una Serie 3 E21 di colore argento metallizzato, con mascherina a due fari, specchio esterno cromato e cerchi in acciaio.
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Krush Groove (USA) – musicale – 1985 – regia di Michael Schultz – con Beastie Boys, Kurtis Blow, Dr. Jekyll & Mr. Hyde, Fat Boys, LL Cool J, New Edition, Run DMC, Sheila E, Daniel Simmons; Blair Underwood Il film, ambientato a New York, racconta la storia della casa discografica Def Jam Recordings e gli inizi della carriera di Russell Simmons, chiamato nel film Russell Walker (Blair Underwood), produttore di star della musica hip hop del calibro dei Run DMC, Dr. Jekyll & Mr. Hyde, Kurtis Blow, LL Cool J, Beastie Boys, New Edition e Fat Boys, che compaiono nel film nelle parti di loro stessi. I primi tempi sono difficili: quando i Run DMC ottengono un enorme ed inaspettato successo con un loro album, Russell non trova i soldi per stamparli, e li chiede in prestito ad un losco personaggio. Intanto, Russell e il fratello Run (Daniel Simmons) competono per la conquista dell’amore della bella cantante Sheila E… *: in una scena compare nel traffico di New York una 320i USA 1.8 di colore nero, con cerchi in lega e fari antinebbia.
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L'Ammiratore segreto (USA) – commedia – 1985 – regia di David Greenwalt – con C. Thomas Howell; Lori Loughlin; Kelly Preston; Dee Wallace; Fred Ward Una lettera d'amore, naturalmente anonima, sconvolge la vita del giovane Michael Ryan (C. Thomas Howell). Il suo sospetto è che si tratti di Deborah Anne (Kelly Preston) la ragazza più bella della scuola e, per verificarlo, si fa aiutare da Toni (Lori Loughlin), la sua amica di sempre. Lui, sempre più convinto, scrive sua volta lettere alla frivola Deborah Anne che però lo snobba per ragazzi più grandi. Per strane ragioni anche la madre di Michael (Dee Wallace) e il padre di Deborah Anne (Fred Ward) trovano la stessa lettera e cominciano a sospettare i relativi coniugi. Alla fine il mistero si svela, con il solito lieto fine. *: in una scena notturna ambientata in un parcheggio compare una 320i USA 1.8 di colore nero.
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L'occhio del gatto (USA) – orrore - 1985 – regia di Lewis Teague - con Drew Barrymore; Mary D'Arcy; Alan King; James Woods Tratto dai racconti di Stephen King, questo film è strutturato in tre episodi, collegati tra loro da un gatto randagio, che viene trovato di volta in volta da uno dei personaggi di ogni episodio. ***: nel primo episodio il gatto è raccolto da tale Vinnie Donatti (Alan King), sedicente medico di New York che promette ai clienti di liberarli dal vizio del fumo. Ma la terapia è durissima: i malcapitati piombano in una vita da incubo, sono seguiti e spiati fino a subire veri e propri ricatti. Come avviene a Richard “Dick” Morrison (James Woods): o smette di fumare, o la moglie e la figlia saranno sottoposte a terribili crudeltà. Morrison guida una 320i USA 1.8 model year 1980, di colore beige pastello con cerchi in lega a raggi, fari antinebbia e interno in fintapelle, che compare in tre scene. La prima è quella in cui Morrison si reca a fare visita alla figlia (Drew Barrymore) alla Saint Stephens School, percorrendo la Terza Strada entrando poi nel parcheggio della chiesa di St James; nella seconda, Morrison è alla ricerca di un luogo isolato per poter fumare senza essere spiato e guida fino ad un ponte fuori mano. Infine, verso la fine dell’episodio, Morrison si precipita a casa al volante della 320i per salvare la moglie (Mary D'Arcy), in procinto di essere assalita dagli scagnozzi del “dottor” Donatti, che intende punirlo per avere fumato contravvenendo al ferreo divieto. In questa scena, la 320i compie diverse acrobazie, ma senza subire alcun danno.
 Dick Morrison al volante della sua 320i USA 1.8 corre a casa per salvare la moglie
L'uomo con la scarpa rossa (USA) - 1985 – commedia – regia di Stan Dragoti - con Dabney Coleman; Charles Durning; Tom Hanks; Edward Herrmann; Lori Singer Ross (Charles Durning), capo della CIA, incappa in un disastroso insuccesso in Marocco, cadendo in una trappola tesagli da Cooper (Dabney Coleman), suo vice, che intende screditarlo per prendere il suo posto. La Commissione d'inchiesta convoca Ross e gli concede 48 ore per discolparsi, altrimenti verrà sostituito. Ross ha capito che il tranello è stato architettato da Cooper e, a sua volta, prepara un piano per colpire il suo avversario. Incarica Brown (Edward Herrmann), suo assistente, di andare all'aeroporto di Washington e salutare un passeggero qualsiasi, in modo che Cooper lo scambi per un testimone e cerchi di eliminarlo. A fare le spese di questa macchinazione è un giovane musicista, Richard (Tom Hanks), che a causa di uno scherzo, calza una scarpa rossa da jogging al piede sinistro. Cooper manda i suoi uomini a pedinare Richard ed incarica poi Maddy (Lori Singer), una sua affascinante collaboratrice, di eliminarlo. Ma Maddy si innamora di Richard e capisce che l’uomo è un musicista e non una spia nemica; Cooper decide quindi di eliminare entrambi. Maddy, dopo essersi salvata in modo rocambolesco, rivela i piani di Cooper alla Commissione d'inchiesta, che assolve Ross. Ma questo non gli salverà il posto: il nuovo capo della CIA è Brown, finto ingenuo, che ha manovrato abilmente le sue pedine sfruttando gli errori dei due rivali. *: in una scena compare una 320i USA di colore beige, con due specchi cromati e fari antinebbia; in un'altra scena è inquadrata una 320i USA 1.8 nera, con due specchi esterni e fari antinebbia (forse si tratta di una 320is).
 (immagini gentilmente concesse dal sito www.imcdb.org)
Lui è peggio di me (Italia) – commedia – 1985 - regia di Enrico Oldoini - con Adriano Celentano; Renato Pozzetto; Kelly Van der Velden Milano. Leonardo (Adriano Celentano) e Luciano (Renato Pozzetto), da sempre amici per la pelle, sono gli eccentrici proprietari di un garage specializzato nel noleggio di auto d'epoca. Un giorno ricevono l’incarico per un servizio matrimoniale. Se incarica Leonardo: durante il tragitto un improvviso “colpo di fulmine” scatta tra lui e la promessa sposa, Giovanna (Kelly Van der Velden), che manda a monte le nozze della ragazza. Giovanna rischia involontariamente di sconvolgere la collaudata amicizia tra Leonardo e Luciano, ma alla fine tutto si mette al meglio. * : mentre scorrono i titoli di testa, si vede brevemente una Serie 3 E21 di colore scuro. L’inquadratura è velocissima, e la vettura è parzialmente coperta dai titoli, per cui non è possibile determinare anno e modello. Nel film compaiono diverse splendide vetture degli anni Cinquanta e Sessanta.

Perry Mason (USA) – telefilm poliziesco – 1985-1993 – con Raymond Burr, Barbara Hale Serie di telefilm ispirata ai romanzi di Erle Stanley Gardner, che riprende gli stessi personaggi e le stesse trame della serie originale, girata tra il 1957 e il 1966. Perry Mason (Raymond Burr) è un avvocato californiano inflessibile ed infallibile, con una forte carica umana che gli permette di capire la personalità dei clienti e di convincersi della loro innocenza. Lavora con la segretaria Della Street (Barbara Hale), le cui opinioni sono tenute in gran conto.
Nell’episodio "Morte a tempo di rock" (1990), Perry Mason accetta la difesa di una rockstar accusata di omicidio. *: nelle sequenze iniziali, appare una 320i USA grigio metallizzato con specchio cromato: si tratta quindi di un esemplare con motore 2000.
Nell’episodio "L'arte di morire" (1992), il pittore Truman York (David Soul), dato da tutti per morto, ricompare improvvisamente. Poche ore dopo è trovato morto: chi è il colpevole? Perry Mason indaga. *: all'inizio del telefilm, York si reca in una galleria d'arte fingendosi interessato ad un suo quadro. Attraverso la vetrina si vede una 320i USA 1.8 di colore rosso amaranto metallizzato.

St.Elmo's fire (USA) – drammatico – 1985 – regia di Joel Schumacher - con Emilio Estevez; Andrew McCarthy; Andie MacDowell; Rob Lowe; Demi Moore; Alec Newbary; Ally Sheedy; Mare Winningham Sette amici appena diplomati al college di Georgetown affrontano insieme i problemi della vita e della loro età, tra grandi speranze e cocenti delusioni. Il loro luogo di ritrovo preferito è il bar St.Elmo, da cui il titolo del film. Alec (Alec Newbary) è il leader del gruppo, sicuro di sé e del proprio avvenire in politica, e forse un po' troppo del proprio rapporto con Lesile (Ally Sheedy), non ancora convinta di volerci passare la vita insieme. Kirbo (Emilio Estevez) è il sognatore del gruppo, ancora poco convinto su quello che farà “da grande”, ma graniticamente sicuro dei propri sentimenti per Dale (Andie MacDowell), una ragazza più grande di lui. Kevin (Andrew McCarthy), aspirante giornalista, è l'”amico di tutti”, e secondo alcune maldicenze, poco attratto dalle donne. Wendy (Mare Winningham), figlia di un ricco imprenditore, cerca di vincere i propri sensi di colpa lavorando come assistente sociale, e spera di vivere una storia con Billy (Rob Lowe). Questi, nonostante un matrimonio fallito e un figlio già alle spalle, si ostina a non volersi trovare un lavoro stabile e continua a rifugiarsi nelle droghe e nell’alcol, al pari di Jules (Demi Moore), che non vuole affrontare il problema della madre che sta morendo. Il tempo passa, l'amicizia viene messa a dura prova: Leslie scopre che Alec non è l'uomo perfetto che vorrebbe sembrare, e si ritrova a farsi consolare tra le braccia di Kevin. Kirbo scopre la sua Dale tra le braccia di un altro, e si rende conto che la sua cotta da adolescente è finita, e che è pronto per le ragazze della sua età. Billy continua a perdere lavori e sentimenti, ferendo Wendy, che lo allontana. Jules, intanto, precipita sempre più nella disperazione, fino a meditare il suicidio. I problemi dell'amica riuniscono di nuovo gli altri sei, che si rendono conto che la loro amicizia può continuare: Leslie ha deciso di volersi prendere un periodo di solitudine, per valutare i suoi sentimenti per Alec, che continua ad amare, Wendy vive una tenera notte d'amore con un Billy finalmente più posato, e Jules accetta il suo rapporto con la madre, primo passo per vincere i suoi altri mostri. E mentre salutano Billy, in partenza per New York dove ha trovato lavoro come musicista, i sei rimasti in città si danno appuntamento per la domenica successiva. *: nelle battute finali, mentre stanno per scorrere i titoli di coda, si vede transitare in strada una 320i USA, di colore argento o azzurro metallizzato. La scena notturna non consente di vedere un granché, tuttavia si distingue chiaramente lo specchio destro cromato, un particolare che data la vettura antecedentemente al settembre 1979.
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Target Scuola Omicidi (USA) – azione – 1985 - regia di Arthur Penn - con Gene Hackman, Matt Dillon, Gayle Hunnicutt Desiderosa di vedere Parigi, Donna Lloyd (Gayle Hunnicutt) lascia per un breve periodo il marito Walter (Gene Hackman), commerciante di legname, ed il ventenne figlio Chris (Matt Dillon). Ma, giunta nella capitale francese, Donna viene misteriosamente rapita. Walter e Chris partono immediatamente per l'Europa; durante il viaggio, Walter rivela all’attonito figlio di essere un ex agente della CIA, da anni dimessosi dal servizio, e che il rapimento è sicuramente legato al suo passato di agente segreto. Le tracce dei rapitori portano i due ad Amburgo, Berlino Ovest ed infine a Berlino Est, dove Walter incontra il sequestratore della donna, un ex agente di parte orientale, ormai anziano e su una carrozzella, che lo accusa di avergli ucciso, nel quadro di un’operazione malriuscita e risoltasi in una ecatombe di agenti, la moglie e due figli. Walter smentisce: all'epoca egli lavorava negli uffici; il responsabile del massacro fu qualcun altro. Il rapitore gli crede e fa ritrovare in un capannone la moglie legata ad una sedia già predisposta per saltare in aria. A questo punto, arrivano sul posto il capo parigino della CIA con i suoi uomini. L'autore dell'eccidio era lui, ed ora è deciso ad eliminare chi sa. Dopo una breve lotta, Walter libera la moglie e si allontana con lei e Chris mentre il rapitore si vendica del suo vero nemico, facendo esplodere il capannone. *: nel film compaiono due E21. La prima è parcheggiata davanti all’albergo di Berlino Ovest dove alloggiano Walter e Chris ed è inquadrata in diverse scene: si tratta di una 316 o 318 (la scritta del modello non è visibile, mentre si vede chiaramente il frontale a due fari) di colore argento e con lo specchio esterno cromato. La seconda appare in una scena notturna; è di colore chiaro, ma a causa dell’oscurità non si riesce ad individuare il modello.
 Walter (ripreso di spalle) entra nell'albergo di Berlino. La E21 grigia è una 316 o una 318
Toccato! (Gotcha!) (USA) – azione - 1985 – regia di Jeff Kanew – con Anthony Edwards; Linda Fiorentino; Jsu Garcia Jonathan Moore (Anthony Edwards), un ragazzone californiano, non ha con le ragazze del suo college la fortuna che invece gli arride in un certo gioco denominato “Gotha”, nel quale batte tutti i suoi amici: egli spara, con pistole vere, cartucce alla vernice rossa. Un giorno il fedele amico Manolo (Jsu Garcia) gli propone di andare in vacanza a Parigi ed in Spagna. Vincendo le resistenze paterne, i due arrivano in Europa; in un caffè parigino Jonathan conosce una ragazza più adulta di lui, una brunetta ceco-americana dallo strano nome di Sasha (Linda Fiorentino) e se ne innamora subito, apparentemente ricambiato, per cui, partito Manolo per Madrid, il ragazzo si affretta a seguire l'amica a Berlino Est, dove lei deve, a quanto dice, sbrigare un lavoretto facile e veloce. Invece Jonathan si trova coinvolto in una pericolosa vicenda spionistica (c'è un rullino fotografico da portare in Occidente, che la donna astutamente infila nel sacco da montagna di lui, che viene braccato da agenti del KGB). Passato fortunosamente il confine e tornato a casa dopo diverse peripezie, Jonathan cerca comunque Sasha per consegnarle il rullino, del quale egli aveva intuito la grande importanza, e scopre che la bella Sasha è un'agente della CIA e si chiama in realtà Sherrill. Entrambi saranno aggrediti da ben quattro spie sovietiche, che Jonathan riesce tuttavia a neutralizzare usando la sua vecchia pistola, questa volta caricata con frecce narcotizzanti. Dopo di che, avuta la piena confessione della brunetta e maturato da una serie di esperienze del tutto insolite, Jonathan riprenderà la propria vita, questa volta accanto a lei. *: in una scena ambientata a Berlino Ovest compare una 320 M60 bianca, con cerchi in acciaio e specchio in plastica.
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8 milioni di modi per morire (USA) – poliziesco – 1986 – regia di Hal Ashby – con Rosanna Arquette; Jeff Bridges; Randy Brooks; Andy Garcia; Alexandra Paul Matt Scudder (Jeff Bridges), poliziotto della squadra narcotici, uccide per legittima difesa un piccolo spacciatore. Tormentato dai sensi di colpa, diventa schiavo dell’alcol e perde famiglia e lavoro. Mentre tenta di disintossicarsi in un centro specializzato, conosce Sunny (Alexandra Paul), squillo di lusso che lavora nel night di Willie 'Chance' Walzer, (Randy Brooks), una vecchia conoscenza di Matt. Sunny, stanca della vita che conduce, saputo del buon rapporto tra Chance e Matt, prega quest’ultimo di intercedere presso il suo “datore di lavoro” affinché possa uscire dal giro. Ma il night è anche base dei loschi affari di Angel Maldonato (Andy Garcia), trafficante di eroina: questi, temendo che Sunny sia a conoscenza di verità pericolose, la uccide. Scudder decide di vendicarla, aiutato da Sarah (Rosanna Arquette), amante di Angel, che poco a poco comincia a parteggiare per l'ex-detective. Matt si rende conto che Chance è all’oscuro dei traffici di Angel; i due studiano un piano per incastrarlo. Nel frattempo, il trafficante rapisce Sarah; Matt e Chance trattano il rilascio della ragazza in cambio di una grossa partita di droga tenuta nascosta in un insospettabile magazzino di proprietà di Chance. Nasce un conflitto a fuoco, Chance ed Angel restano uccisi, la droga finisce bruciata, mentre Matt si sente liberato dal suo senso di colpa e continuerà con ferma convinzione a fare propaganda antialcolica. *: nella scena in cui Angel rapisce Sarah, ambientata in un parcheggio, compare una 320i USA di colore argento metallizzato, con cerchi in acciaio. Lo specchio destro in plastica e i poggiatesta con le “orecchie” ci dicono che si tratta di un model year 1980, quindi con motore 1800.

Bella in rosa (USA) – commedia – 1986 – regia di Howard Deutch – con Andrew McCarthy, Molly Ringwald, Harry Dean Stanton La quasi diciottenne Andie Walsh (Molly Ringwald) vive col padre Jack (Harry Dean Stanton), disoccupato e ancora scosso dall'abbandono della moglie, e lavora part-time in un negozio di dischi. Grazie a una borsa di studio, frequenta una scuola prestigiosa, piena però di arroganti figli di papà che si prendono gioco di lei, che si cuce da sé i propri vestiti e va in giro con una vecchia e scassata Volkswagen Karmann-Ghia dipinta in un improbabile rosa metallizzato. Blane McDonnagh (Andrew McCarthy), un ragazzo ricco che l'apprezza per quello che è, sfida gli snobismi del suo clan e la invita al ballo di fine d'anno. Ma poi il ragazzo sembra ripensarci, forse pressato dai genitori che gli hanno già programmato un matrimonio di convenienza. Inizialmente turbata per il passo indietro di Blane, Andie, dopo aver convinto suo padre che anche lui deve iniziare una nuova vita senza pensare alla moglie, realizza un bellissimo abito, ovviamente rosa, e si reca alla festa di fine anno scolastico. Qui Blane, che ha compreso che Andie è la ragazza per lui nonostante quello che gli dicono i suoi "amici", le dichiara il proprio amore. *: in una scena si vede, parcheggiata davanti alla scuola frequentata da Andie, una 320i USA 1.8 di colore grigio scuro metallizzato, con cerchi in lega, tetto apribile e fari antinebbia.
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Ginger e Fred (Italia) – drammatico – 1986 - regia di Federico Fellini – con Franco Fabrizi, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni Amelia Bonetti (Giulietta Masina) e Pippo Botticella (Marcello Mastroianni), in arte Ginger e Fred, entrambi ormai sessantenni, negli anni del dopoguerra erano una coppia di ballerini di tip-tap famosa nel mondo dell’avanspettacolo. Persisi di vista da tempo, sono contattati dalla redazione di una trasmissione televisiva che intende ospitarli in un grandioso spettacolo natalizio nel quale saranno la testimonianza di un'epoca che non esiste più. Ben presto però si rendono conto che al centro della scena stanno in realtà la figura del cinico presentatore (Franco Fabrizi) e la pubblicità. Quando i due vengono chiamati sul palco si verifica un blackout: Pippo – Fred, d’accordo con Amelia – Ginger, tenta di ribellarsi minacciando di rivolgere un gestaccio ai telespettatori, ma quando torna la luce gli manca il coraggio e i due riprendono tristemente e faticosamente il loro numero di ballo, terminandolo penosamente e ricevendo un applauso pietoso. *: in una scena ambientata nel parcheggio degli studi televisivi, compare una Serie 3 (presumibilmente una 320 M60), di colore grigio scuro metallizzato, con lo specchio esterno in plastica e i cerchi in lega a raggi.
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Il caso Moro (Italia) – drammatico – 1986 - regia di Giuseppe Ferrara – con Gian Maria Volontè Il film ricostruisce la tragica vicenda del sequestro di Aldo Moro (Gian Maria Volontè), presidente della Democrazia Cristiana, ad opera delle Brigate Rosse. La storia prende avvio il 16 marzo 1978, allorché il politico viene rapito dai terroristi, che massacrano la sua scorta. Il successivo il 9 maggio il suo corpo è ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4. Questo periodo vide lacerazioni profonde nella politica italiana, anche all'interno dei singoli partiti, tra coloro che propugnavano la fermezza e la salvaguardia delle Istituzioni e quelli invece che erano disponibili alla trattativa per la sua liberazione. *: nella scena della fuga del commando dopo la strage della scorta e la cattura di Moro, si vede parcheggiata una Serie 3 di colore chiaro (molto probabilmente bianco), della quale non è possibile individuare modello e anno di produzione.
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Il ragazzo del Pony Express (Italia) – commedia – 1986 - regia di Franco Amurri – con Emanuela Taschini; Gabriella Saitta; Isabella Ferrari; Jerry Calà Agostino, detto Ago (Jerry Calà), non riesce a trovare lavoro, nonostante la laurea con lode. Su segnalazione di una sua ex compagna di classe, Rita (Emanuela Taschini), decide di accettare un impiego in una piccola agenzia di Pony Express. Per svolgere il suo lavoro, deve però reperire un ciclomotore, una spesa non alla portata delle sue squattrinate tasche. Il denaro necessario gli arriva in modo rocambolesco: si scontra con Claudia (Isabella Ferrari), una ragazza che sta scendendo dalla propria macchina. La ragazza, nella concitazione del momento, lascia la sua borsetta nelle meni di Ago, senza che lei se ne accorga nell'immediato. Una volta iniziato il nuovo lavoro con successo, Ago restituisce borsetta e denaro a Claudia; tuttavia è denunciato alla polizia da un’amica di Claudia (Gabriella Saitta), che lo ha riconosciuto. Ma ormai Claudia si sta innamorando di Ago, e tutti i guai troveranno una soluzione. *: nella scena in cui Ago dà sfoggio ai colleghi delle sue abilità di motociclista - acrobata, compaiono due BMW. La prima è una Serie 3 E21 bianca, inquadrata di coda, della quale non si riesce ad identificare modello e anno; subito dopo si vede il frontale di una Serie 6 E24 di colore argento merallizzato, forse una M 635CSi.

L’esecutrice (Francia) – 1986 – poliziesco – regia di Michel Caputo – con Dominique Erlanger; Brigitte Lahaie Martine (Brigitte Lahaie), ispettrice della polizia parigina, indaga su Madame Wenders (Dominique Erlanger), ex prostituta divenuta protettrice, sospettata di essere il mandante dell’assassinio di sua sorella. Le indagini si trasformano ben presto in una sorta di guerra personale, che porterà Martine nei bassifondi di una città corrotta, e la trasformerà in un giustiziere implacabile una volta raggiunta la certezza della colpevolezza della donna. *: in una scena compare una Serie 3 E21 con specchio cromato (non è possibile identificare il modello), di colore argento metallizzato, parcheggiata in una via di Parigi.
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Matlock (USA) – telefilm poliziesco – 1986–1995 – con Andy Griffith Atlanta: l’avvocato Benjamin Matlock (Andy Griffith) deve risolvere casi insoliti di omicidio, improvvisandosi spesso detective. Dietro la sua aria gioviale, sorridente e con uno spiccato senso dell'humor, si cela una grande tenacia per portare alla luce la verità. In ogni puntata, caratterizzata dalla presenza di famosi attori televisivi americani, la prima parte è dedicata alla descrizione del caso, la seconda alla sua risoluzione in un' aula di tribunale.
Nell’episodio 1.11 “La congiura” (1986), Matlock deve risolvere su un intricato caso di omicidio, nel quale il suo cliente rischia di fare il capro espiatorio. *: in una scena appare una 320i USA parcheggiata in strada. La vettura, di colore grigio scuro metallizzato, ha i fari antinebbia e la targa anteriore collocata sul lato destro del paraurti; l’inquadratura non consente di capire se si tratta di una 2000 o una 1800.
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Nell’episodio 1.15 “La banda dei quattro” (1986), Matlock è alle prese con un altro caso di omicidio, del quale il suo cliente è ingiustamente accusato. *: in una scena notturna appare una 320i USA 1.8, di colore chiaro, probabilmente bianco.
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Appuntamento al buio (USA) – commedia brillante – 1987 – regia di Blake Edwards - con Kim Basinger, Bruce Willis Walter Davis (Bruce Willis), dirigente di una grossa società, deve partecipare alla cena offerta dal presidente ad un importante e rigido uomo d'affari giapponese. L’etichetta imporrebbe di presentarsi con a fianco una dama, ma Walter è scapolo. Il fratello gli presenta la bella Nadia Gates (Kim Basinger), ma lo avverte: una sola goccia di alcool le fa perdere ogni controllo. Walter pensa che con poco champagne non succederà nulla di nulla e invece Nadia al pranzo combina seri guai: il giapponese rimane scandalizzato, l'anziana sua moglie in chimono viene sobillata da Nadia e, per di più, il fidanzato di Nadia - un uomo corposo e gelosissimo - piomba sul luogo e fa una scenata a lei ed al malcapitato accompagnatore. Da questo momento è una serie di equivoci, di folli corse in macchina, di vicende giudiziarie, finché Walter viene arrestato dalla polizia stradale, perché trovato in stato di ebbrezza. Sarà Nadia a pagare la cauzione, e poi ciascuno per la sua strada. Nadia deve sposare il fidanzato. Ma al momento della cerimonia nuziale, la ragazza dice di no e torna da Walter, il quale ha perso il lavoro ma ha trovato l’amore. *: verso la fine del primo tempo, nella scena notturna in cui Walter e Nadia corrono verso la loro macchina per fuggire dopo aver combinato un sacco di guai in un locale, si vede una 320i USA bianca ferma in un distributore di carburante. Essendo inquadrata abbastanza da lontano, non è possibile determinare l’anno di costruzione.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Big Man (Italia) – serie TV poliziesca – 1987–1989 – con Bud Spencer Lo stravagante detective Jack Clementi, soprannominato "il Professore" (Bud Spencer), è specializzato nelle indagini sulle truffe assicurative per conto dei Lloyd's di Londra.
Nell’episodio “Polizza droga”, l'investigatore indaga su una polizza "camuffata", sottoscritta nientemeno che dalla mafia, a copertura dell'eventuale perdita di grossi carichi di droga. Clementi si trasferisce a Roma e si mette sulle tracce di un piccolo corriere della droga con cui la mafia ha un conto in sospeso. *: in questo episodio compaiono due E21: una nera (inquadrata per un attimo di tre quarti posteriore), senza targhetta identificativa e con lo specchio cromato con cerchi in acciaio e targa nera Palermo, l'altra è bianca, con lo specchio di plastica nera, inquadrata per pochissimo sempre di tre quarti posteriore e semicoperta da un'altra auto.

Nell’episodio “Polizza inferno", la compagnia assicurativa si trova a dover liquidare un preoccupante numero di polizze sulla vita, sottoscritte di recente e stipulate con un massimale molto alto, per morte accidentale. Il primo caso riguarda un avvocato, deceduto in un incidente d'auto; il secondo un principe, assassinato in un tentativo di rapina; il terzo un costruttore, fulminato nell'idromassaggio. Le indagini di Jack Clementi arrivano alla Confraternita dei Confortatori, una setta religiosa a cui le vittime erano in qualche modo legate. *: mentre Clementi si sposta per le strade di Monaco al volante di una 735i E32 blu, compare dietro la sua auto una Serie 3 E21 argento metallizzato con due fari e lo specchio in plastica nera.
Il volatore di aquiloni (Italia) – commedia – 1987 – di e con Renato Pozzetto Il film, distribuito solo in VHS e mai uscito nelle sale, è una sorta di omaggio a Milano, con i suoi monumenti, di cui si descrive una breve storia, le sue istituzioni, i suoi negozi, e anche la gente che vive e lavora nella città. Il tutto con lo stile surreale caro all'attore milanese. *: in diverse scene ambientate nel traffico compaiono alcune Serie 3 E21. Le vetture sono sempre riprese da lontano, per cui non si riesce a determinarne l'anno ed il modello.
Ispettore Morse (Gran Bretagna) – telefilm poliziesco – 1987–2000 – con John Thaw, Kevin Whately Personaggio creato dal celebre scrittore Colin Dexter, l’ispettore Endeavour Morse (John Thaw), coadiuvato dal sergente Lewis (Kevin Whately), svolge il suo lavoro nella città di Oxford. Morse è appassionato di auto d’epoca: come auto personale guida una Jaguar MK II bordeaux con il tetto in vinile nero. *: nell’episodio "Il silenzioso mondo di Nicholas Quinn" (1987), Morse deve scoprire chi ha ucciso uno stimato professore universitario. Le indagini lo portano a scoprire un traffico di prove d’esame vendute illegalmente agli studenti. In questo telefilm si vedono ben tre E21: una 316 di colore rosso pastello nel parcheggio dell’ospedale, un’esemplare argenteo (di cui non si riesce a determinare il modello) nel parcheggio dell’Università e un’altra vettura di colore argento con lo specchio esterno in plastica che passa nel traffico durante la scena finale; anche di questa è impossibile stabilire il modello esatto).
 Il personaggio di spalle che attraversa la strada è l'Ispettore Morse.
La Piovra 3 (Italia) – serie TV drammatica – 1987 - regia di Luigi Perelli – con Giuliana De Sio; Michele Placido; Pierre Vaneck Nel terzo episodio della fortunata serie, il commissario Corrado Cattani (Michele Placido) cerca di riprendersi dal dolore per la morte di moglie e figlia, avvenuta per mano della mafia. Trasferito a Milano, entra in contatto con gli Antinari, un'influente famiglia di banchieri dietro la cui facciata di rispettabilità si celano traffici illeciti con la criminalità organizzata internazionale. Conosce quindi il capofamiglia Carlo (Pierre Vaneck) e la figlia Giulia (Giuliana De Sio); quest’ultima si innamora, ricambiata, di Corrado e, in seguito al rapporto con lui, viene a conoscenza di fatti riguardanti la sua famiglia che avrebbe preferito ignorare. Ma nemmeno l'amore per Giulia fa rinunciare Corrado alla ricerca della verità. Alla fine riesce nel suo intento: sventa un traffico di armi da un milione di dollari, ma pagherà questa vittoria molto cara. *: nella puntata 5, in una scena notturna compare una Serie 3 E21, probabilmente di colore grigio Ascot e ripresa di fianco dietro ad uno steccato: impossibile stabilire il modello.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
La vedova nera (USA) – giallo – 1987 - regia di Bob Rafelson - con Debra Winger, Theresa Russell, Sami Frey L'agente federale Alex Barnes (Debra Winger) dà la caccia ad una serial killer che sposa uomini ricchi, li uccide (ma appartentemente sembrano morti per cause naturali), intasca l'eredità e sparisce. Le tracce la portano da Washington alle Hawaii, dove conosce l'affascinante Rennie Walker (Theresa Russell), neo fidanzata del ricco playboy Paul Nytten (Sami Frey). E' lei la vedova nera? Finale a sorpresa... **: all’inizio della storia, Alex Barnes possiede una 320i amaranto, che venderà a poco prezzo ad un commerciante di auto usate prima di partire per le Hawaii.
Quarto Protocollo (Gran Bretagna) – spionaggio – 1987 - regia di John Mackenzie - con Pierce Brosnan, Michael Caine Tratto da un soggetto di Frederick Forsyth, narra di un complotto ordito dal presidente del KGB, per il quale una esplosione nucleare in una base americana in terra britannica sarebbe l'incidente ideale a scatenare un'ondata di risentimento contro gli Stati Uniti. L'intera operazione viene affidata ad un Ufficiale dell'Armata Rossa, il colonnello Petrovsky (Pierce Brosnan), che si installa nei pressi della base in questione per ricevere sia i messaggi, sia i vari pezzi destinati alla composizione dell'ordigno, portatigli da clandestini in arrivo da singoli Paesi di Oltre Cortina. Tocca a John Preston (Michael Caine), un agente del controspionaggio britannico spericolato e un po' recalcitrante agli ordini, ma energico e adattissimo alla missione assegnatagli, localizzare il suo avversario e sventare il piano. *: nel film compaiono due Serie 3 E21. La prima appare verso l'inizio della storia, mentre Preston pedina una spia russa per le vie di Londra: si tratta di una vettura di colore bianco, inquadrata di tre quarti posteriore, probabilmente una 316 prodotta dopo il settembre 1979. La seconda appare verso i due terzi della storia, mentre Petrovsky parcheggia la sua auto nel paesino che ospita la base americana: è anch’essa di colore bianco, ha lo specchio esterno in plastica, ma non si riesce a capire di quale modello si tratta.
 La Serie 3 E21 (dovrebbe trattarsi di una 316) che appare nelle sequenze iniziali di "Quarto Protocollo"
Roba da ricchi (Italia) – commedia – 1987 - regia di Sergio Corbucci – con Laura Antonelli; Lino Banfi; Francesca Dellera; Serena Grandi; Maurizio Micheli; Renato Pozzetto; Paolo Villaggio Tre storie che si svolgono sullo sfondo di Montecarlo e della Costa Azzurra, intrecciandosi tra loro. Nel primo, la principessa Topazia (Francesca Dellera) si innamora di don Vittorino (Renato Pozzetto), che sta tornando da Lourdes, riconoscendo in lui l'uomo che in sogno nelle notti di luna piena la violenta. Nel secondo episodio la formosa Dora (Serena Grandi) inganna il marito e l'amante (Paolo Villaggio) con una truffa miliardaria. Nel terzo un ricco industriale barese (Lino Banfi), abituato a spassarsela con molte donne nei suoi viaggi d'affari, fa da "chaperon" burlone alla moglie (Laura Antonelli) e a un cantautore (Maurizio Micheli) che lui crede gay e che la rifiuta. *: nelle prime battute del film, allorché il personaggio interpretato da Lino Banfi percorre a bordo della sua Rolls Royce i viali di Nizza, si vede una E21 con quattro fari (gialli, come d’uso sulle vetture vendute in Francia) di colore grigio scuro metallizzato.
 Attraverso il lunotto della Rolls Royce si intravvede la E21: si tratta di una 320 M60 o di una 323i
Roxanne (USA) – commedia – 1987 - regia di Fred Schepisi – con Daryl Hannah, Steve Martin, Rick Rossovich Trasposizione moderna del Cyrano di Bergerac. C.D. Bales (Steve Martin) fa il capo pompiere in una città di provincia. È un uomo intelligente, colto e simpatico, ma afflitto da un enorme naso, sul quale non ammette scherzi. Quando la giovane e bella Roxanne Kowalski (Daryl Hannah) giunge nella cittadina per svolgere alcune ricerche di astronomia, Bales se ne innamora. Ma la bella astronoma è attratta da Chris (Rick Rossovich), un aiutante pompiere. Roxanne confida il proprio interesse per il giovane al capo-pompiere, verso il quale nutre stima e fiducia. Pur di esprimere in qualche modo la propria passione per Roxanne, Bales si presta al ruolo di consigliere dell'impacciato e timido Chris, fino al punto di scrivere per lui lettere d'amore e a parlare a suo nome nottetempo dal buio del giardino sottostante l'abitazione di lei. Ma quando, dopo la morte di Chris, avvenuta in un incidente, Roxanne scopre il vero autore delle lettere, supera con disinvoltura l'ostacolo della vistosa deformità di lui e non esita a donare a Bales il proprio amore. *: in una scena ambientata nel traffico, si vede una 320i USA 1.8 di colore azzurro con doppi specchi esterni, tetto apribile con deflettore e cerchi in lega.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Frantic (USA) – thriller – 1988 - regia di Roman Polanski - con Harrison Ford, Betty Buckley, Emmanuelle Seigner A vent'anni dal viaggio di nozze, Richard Walker (Harrison Ford) e la moglie Sandra (Betty Buckley) fanno ritorno in Francia dagli Stati Uniti. All'aeroporto di Parigi per errore scambiano la loro valigia con un'altra identica ma al centro di un'azione di spionaggio. Poco dopo Sandra viene rapita. Richard, insoddisfatto del lavoro svolto da polizia ed ambasciata, decide di indagare da solo, aiutato da una ragazza francese, Michelle (Emmanuelle Seigner), casualmente conosciuta. In realtà, la ragazza è coinvolta in un traffico spionistico che è all'origine del rapimento di Sandra e sarebbe stata proprio lei a dover ritirare la valigia finita erroneamente nelle mani dei coniugi Walker. Dopo numerose traversie, Richard e Michelle riescono ad organizzare un incontro con i sequestratori e ad ottenere la liberazione di Sandra, ma quando tutto sembra volgere al meglio ne nasce una sparatoria che causerà la morte di Michelle. *: nella scena in cui Richard e Michelle, dopo una sparatoria, fuggono per le strade di Parigi a bordo di una Peugeot 604, ad un incrocio una 320 nera tenta di immettersi nella stessa direzione, ma Richard la scarta senza rallentare e senza urtarla.
 La 320 che taglia la strada alla Peugeot 604 con a bordo i due protagonisti del film
Il ritorno del tenente Colombo (USA) – telefilm – 1989–2003 – con Peter Falk Seguito della prima serie realizzata tra il 1968 e il 1978, ha sempre per protagonista il tenente Colombo (Peter Falk), della Squadra Omicidi di Los Angeles. Apparentemente Colombo è svogliato e distratto, caratteristiche che, unitamente all’aspetto piuttosto trasandato, traggono in inganno gli indagati, che credono di avere a che fare con un incapace. In realtà il tenente (del quale non è mai stato svelato il nome di battesimo) nasconde eccezionali doti di logica e di attenzione per il particolare, grazie alle quali riesce sempre ad incastrare gli assassini. In quasi tutti gli episodi, la narrazione non segue il consueto schema in cui l’assassino è scoperto nel finale della storia. La sua identità è nota allo spettatore, che assiste addirittura all’omicidio. La trama mostra lo svolgimento delle indagini, fino alla resa dei conti tra il tenente Colombo e l’omicida, che inevitabilmente finisce nelle mani della giustizia. *: nell’episodio “Dente per dente” (1990), un dentista dei quartieri “alti” (James Read), donnaiolo impenitente, si trova sull’orlo del fallimento. Infatti, la ricca moglie (Jo Anderson), stanca delle sue infedeltà, intende divorziare per sposare l’amante, un famoso attore (Marshall R. Teague). Il dentista, sfruttando le sue conoscenze professionali, congegna l’omicidio a distanza dell’amante della moglie mentre i due si trovano assieme, in modo da fare incolpare la moglie. Non ha ovviamente fatto i conti con Colombo, che lo punta subito e, dopo intricate indagini, lo inchioda alle sue responsabilità. Nel parcheggio sotterraneo del palazzo dove ha sede lo studio dell’assassino, è parcheggiata una 320i USA di colore grigio scuro. L’auto è inquadrata due volte, ma non si riesce a determinare l’anno di produzione.
Mignon è partita (Italia) – drammatico – 1988 - regia di Francesca Archibugi – con Francesca Antonelli; Céline Beauvallet; Massimo Dapporto; Lorenzo De Pasqua; Leonardo Ruta; Stefania Sandrelli; Daniele Zaccaria A causa di improvvise difficoltà familiari (il padre, un facoltoso costruttore edile, è stato arrestato per il crollo di un palazzo che ha causato la morte di due persone), la quindicenne Mignon (Céline Beauvallet) giunge a Roma per essere ospitata dalla famiglia degli zii. La ragazza, sofisticata, elegante e alquanto altezzosa, fatica a stabilire un intesa con i cinque fratelli Forbicioni; in particolare con i due più grandi, lo spavaldo Tommaso (Daniele Zaccaria) e la sfrontata Chiara (Francesca Antonelli). L’unico con cui lega è il tredicenne Giorgio (Leonardo Ruta), molto studioso e amante della letteratura, nonché meno grossolano degli altri componenti della famiglia. Giorgio finisce con l’innamorarsi perdutamente e segretamente della cugina. Mignon, dal canto suo, si innamora di Cacio (Lorenzo De Pasqua), grande amico di Tommaso. Quando Giorgio viene a conoscenza del legame tra Mignon e Cacio, cade in uno stato di depressione e svogliatezza che si ripercuote anche sulla sua condotta scolastica. Giorgio scopre anche che la madre Laura (Stefania Sandrelli), cui è molto legato, ha una sorta di relazione con lo zio Aldo (Massimo Dapporto), e tenta il suicidio, ma fortunatamente viene salvato in tempo. Sconvolta dai sensi di colpa per il gesto del figlio, Laura tronca immediatamente con il cognato. Poco tempo dopo, tra lo sgomento generale, Mignon comunica di essere incinta. In realtà, la gravidanza è simulata, poiché la ragazza desidera soltanto tornare a casa a Parigi. Dopo aver tentato invano di inseguire il taxi che conduce Mignon all’aeroporto, Giorgio si rende conto che, forse, avrebbe potuto cambiare il suo destino se si fosse deciso a comunicare a Mignon i suoi sentimenti. Ma ormai è tardi: la vita continua, con il ricordo ed il rimpianto per questa sua prima infatuazione adolescenziale. *: verso i due terzi della storia, nella scena in cui Giorgio esce dalla clinica in cui è ricoverata la sua ex professoressa di lettere, appare il frontale di una Serie 3 E21 di colore azzurro, probabilmente pastello, con mascherina a due fari e cerchi in acciaio.
Powaqqatsi (USA) – documentario – 1988 - regia di Godfrey Reggio Powaqqatsi è il secondo episodio della trilogia denominata "Qatsi": si tratta di tre film (il primo è “Koyaanisqatsi” del 1982, l’ultimo è “Naqoyqatsi” del 2002) costituiti da sequenze di immagini senza dialoghi, che mostrano aspetti del nostro tempo. “Powaqqatsi” in lingua hopi significa “vita in trasformazione”: quella che il regista ha potuto osservare viaggiando in India, Egitto, Perù, Kenya, Nigeria e in altri Paesi del terzo Mondo, in cui ha raccolto le immagini della vita quotidiana, della gente al lavoro e dei bambini durante il gioco mostrando l’impatto del progresso tecnologico sulle culture indigene. *: in una scena ambientata in una città (forse egiziana), compare una Serie 3 E21 di colore rame metallizzato, con cerchi in acciaio, fascia rifrangente tra i gruppi ottici posteriori, specchio cromato e marmitta a forma di “S”. Si tratta dunque di un model year 1977 o uno dei primissimi esemplari model year 1978; purtroppo non si riesce a leggere la scritta identificativa e quindi a determinarne il modello.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Slash Dance (USA) – thriller - 1989 – regia di James Shyman – con James Carroll Jordan; Cindy Maranne L’agente di polizia Tori Raines (Cindy Maranne) lavora sotto copertura per catturare un serial killer che ha ucciso delle donne durante l'audizione di un musical. Si spaccia quindi per ballerina e si fa assumere nella scuola di danza dell’anziano insegnante Logan (James Carroll Jordan). *: in una scena compare una 320i 1.8 USA di colore azzurro metallizzato, con cerchi in lega a raggi, mentre transita nel traffico.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
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