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| La Serie 3 E21 - Le E21 di celluloide |
Anni Settanta
L’ispettore Derrick (Germania) – telefilm poliziesco – 1974–1998 – con Horst Tappert, Fritz Wepper L'ispettore Stephan Derrick (Horst Tappert), coadiuvato dal suo braccio destro, l’ispettore Harry Klein (Fritz Wepper), è a capo della Squadra Omicidi della polizia di Monaco di Baviera. Per arrestare i colpevoli, più che sull'azione, i due fanno affidamento sulle capacità logiche: una caratteristica che è piaciuta molto al pubblico di tutta Europa, che ha assicurato una vita lunghissima alla serie. ***: Derrick guida solo BMW, ma Serie 5 prima e Serie 7 poi; invece Klein (come era consuetudine per i funzionari di medio livello della polizia tedesca) negli episodi girati dal 1975 usa come auto di servizio diversi esemplari di 316, per poi passare alle Audi 100 delle serie C3. Numerosissimi poi sono gli esemplari di E21 che fungono da comparse negli episodi girati fino alla fine degli anni Ottanta.
 Un fotogramma tratto dall'episodio "Shock" del 1976, quando la Serie 3 era in vendita da pochi mesi. Derrick è appena sceso dalla 316 dell'ispettore Klein (a destra). Al centro, un'amica di Derrick: i due erano andati a teatro, ma un delitto appena commesso ha richiamato Derrick in servizio. Questo episodio è particolare perché è uno dei pochissimi in cui si intravvede qualcosa della vita privata di Derrick, solitamente ignorata dalla sceneggiatura.
40 gradi all'ombra del lenzuolo (Italia) - 1975 - commedia a episodi – regia di Sergio Martino - con Barbara Bouchet, Marty Feldman, Edvige Fenech, Dayle Haddon, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Giovanna Ralli, Sydne Rome Cinque episodi ambientati a Roma. Emilia (Edvige Fenech) accetta con sempre maggiore turbamento la corte di uno spasimante telefonico. Filippo (Oreste Lionello) noleggia una Rolls Royce e si traveste da autista per ritrovare la passione perduta con la moglie Esmeralda (Giovanna Ralli). L'asfissiante "gorilla" Alex (Marty Feldman) sopporta i capricci della ricca ereditiera Marina (Dayle Haddon). Il corriere di valuta Salvatore (Enrico Montesano) seduce la moglie (Barbara Bouchet) di un ricco cliente. Il ragionier Serpetti (Aldo Maccione) salva Marcella (Sydne Rome) dal suicidio e tenta di sedurla, ma il grosso cane di lei blocca i propositi dell'uomo. *: la scena finale del secondo episodio, quella in cui i due coniugi riconsegnano la Rolls Royce, è stata girata in una concessionaria BMW (probabilmente la Sa.Mo.Car di Roma, che era anche concessionaria Rolls Royce e Bentley). Nel salone vi è anche una 316 bianca delle primissime prodotte, ancora priva della fascia nera posteriore. L'auto è inquadrata più volte, posteriormente e di tre quarti. Probabilmente si tratta del primo film in cui appare una E21.
 Filippo ed Esmeralda escono dall'autosalone dopo avere riconsegnato la Rolls Royce litigando con l'addetto
L’ispettore Regan (Gran Bretagna) - telefilm poliziesco - 1975-1978 – con Garfield Morgan; John Thaw; Dennis Waterman Una serie TV divenuta popolare anche in Italia alla fine degli anni Settanta. Jack Regan (John Thaw) è un ispettore della Squadra Volante della polizia londinese. I suoi metodi sono piuttosto spicci, spesso al limite dell’illegalità, ma molto efficaci. Con lui lavorano il sergente George Carter (Dennis Waterman) e l’ispettore capo Frank Haskins (Garfield Morgan) *: nell’episodio 4.10 “Per conto tuo” (1978), Regan indaga su una banda di malfattori. In una scena si vede una Serie 3 E21 (probabilmente una 320 a quattro cilindri: mascherina a quattro fari, niente scritta sul frontale e gomme strette) di colore azzurro pastello, ripresa di tre quarti anteriore mentre è in sosta.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Starsky & Hutch (USA) – telefilm poliziesco – 1975–1979 – con Paul Michael Glaser, David Soul I sergenti Dave Starsky (Paul Michael Glaser) e Dave "Hutch" Hutchinson (David Soul) lavorano nella polizia di Los Angeles. I due si completano a vicenda: il riccioluto Starsky è un uomo d’azione istintivo e impulsivo, mentre il biondo Hutch è più riflessivo e nella maggior parte dei casi trova il bandolo della matassa. *: nell'episodio "L'esattore", girato nel 1977, i due detective indagano su un serial killer che, dopo aver ucciso un usuraio, elimina anche i suoi debitori. Mentre Starsky e Hutch sono appostati in auto per pedinare l'assassino, passa una delle prime 320i USA, un esemplare di colore rosso.
Codice 07 Varsavia (Polonia) - telefilm poliziesco - 1976-1987 – con Bronislaw Cieslak; Ewa Kuzyk-Florczak Il tenente Slawomir Borewicz (Bronislaw Cieslak) e il sergente Ewa Olszanska (Ewa Kuzyk-Florczak) sono agenti segreti polacchi che svolgono le loro missioni soprattutto a Varsavia ma anche in altre città europee. *: nell’episodio 5.20 (1980) compare una Serie 3 E21 di colore azzurro. Con ogni probabilità si tratta di una 316 o 318 (la mascherina sembra a due fari); non si riesce però a determinare l'anno di produzione.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Il commissario Koster (Germania) – telefilm poliziesco – 1976–1985 - con Siegfried Lowitz, Michael Ande Questa serie è ambientata anch'essa a Monaco di Baviera e vede protagonista il posato e saggio commissario Erwin Koster (Siegfried Lowitz); al suo fianco lavora il giovane ispettore Gerd Hejmann (Michael Ande). Anche in questa popolare serie televisiva l'azione lascia ampio spazio ad un metodo di indagine basato sull'attenzione per il particolare e sulle doti di logica dei due investigatori. ***: se il maturo Koster è al volante di una Mercedes 280 E W123 di colore azzurro metallizzato, il giovane ispettore Hejmann guida diverse 316, per poi passare anch’egli, come il suo collega e pari grado Harry Klein, ad un’Audi 100 C3, di colore azzurro metallizzato. Esemplari di E21 ripresi nel traffico sono una costante praticamente di tutti gli episodi del telefilm.
 Tre delle 316 guidate dall'ispettore Hejmann. La prima da sinistra, model year 1977, compare nei primi episodi del telefilm. Curioso il fatto che le altre due vetture abbiano la stessa targa; entrambe sono 316 1.8 model year 1981 o 1982 (foto gentilmente concesse dal sito www.imcdb.org)
L’uomo sul tetto (Svezia) – thriller - 1976 – regia di Bo Widerberg – con Palmon Harald Hult, Carl-Gustaf Lindstedt Il detective Martin Beck (Carl-Gustaf Lindstedt), della polizia di Stoccolma, indaga sull’omicidio di un collega. Scopre che costui era un poliziotto dai metodi piuttosto brutali; tra i sospetti c’è Ake Eriksson (Palmon Harald Hult), la cui la moglie è morta durante un interrogatorio della polizia. Eriksson si arrampica sul tetto di un fabbricato del centro e comincia sparare alla gente sulla via sottostante con un fucile automatico e viene stanato da Beck. *: in una sequenza appare, ripreso di coda, uno dei primissimi esemplari di Serie 3 E21 (probabilmente una 316), privo della placca tra i gruppi ottici posteriori. La vettura, di colore bianco, ha lo specchio destro e i paraspruzzi originali, di serie sulle E21 vendute in Svezia, ed ha un grosso e vistoso adesivo sulla coda.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
CHiPs (USA) – 1977-83 – telefilm – con Erik Estrada; Larry Wilcox Il telefilm racconta le avventure di Francis Llwellyn Poncherello (Erik Estrada) e Jonathan A. Baker (Larry Wilcox), due agenti motociclisti della California Highway Patrol, in servizio di pattuglia sulle immense freeway di Los Angeles.
Nell’episodio 2.17 "Agenti matrimoniali” (1978), i due agenti si devono occupare del caso di Cora (Jenny O'Hara), una donna che ha tentato il suicidio. *: in una scena, la coppia di agenti ferma per un controllo una 320i USA di colore rosso.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 3.05 "L'unica traccia” (1979), i due agenti sono sulle tracce di una banda di malfattori. **: i due agenti fermano per un controllo una 320i USA di colore azzurro metallizzato dopo un inseguimento, senza danni per i mezzi. Evidentemente nell'immaginario cinematografico dell'epoca la 320i era spesso guidata da automobilisti indisciplinati.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 3.12 "Destruction Derby” (1979), Poncharello partecipa ad una gara di autoscontro. Ma anche qui ci sarà da indagare... *: in una scena compare una 320i USA di colore beige, parcheggiata in una strada.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 3.14 "Sedia a rotelle” (1979), Poncherello e Baker si occupano del caso di Artie, un disabile che subisce diversi attentati alla sua vita. Scopriranno che Artie è stato lo scomodo testimone di un delitto. *: in una scena compare una 320i USA di colore argento metallizzato ripresa mentre viaggia in autostrada.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
I ragazzi del coro (USA) – poliziesco – 1977 - regia di Robert Aldrich - con Charles Durning; Louis Gossett jr; Perry King; Clyde Kusatsu Gli agenti di un distretto di polizia della California, nonostante le apparenze, sono uomini fragili e insicuri: uno dei più giovani, irrimediabilmente complessato, si suiciderà; un altro ucciderà un omosessuale per reazione a uno scherzo crudele dei colleghi. C'è poi l'anziano capo della buoncostume e c'è anche un poliziotto prossimo alla pensione che si assume colpe che non ha per evitare severe repressioni ai più giovani. *: all’inizio del film, mentre gli agenti di un’autopattuglia si preparano a fare irruzione in una casa, dove troveranno il loro tenente in compagnia di una prostituta, si vede chiaramente una 320i USA di colore azzurro carta da zucchero. Essendo il film datato 1977, si tratta di uno dei primissimi esemplari di E21 venduti negli Stati Uniti.
 La 320i USA azzurra che compare ne "I ragazzi del coro"
La Banda del Gobbo (Italia) – poliziesco – 1977 - regia di Umberto Lenzi – con Sal Borgese; Luciano Catenacci; Pino Colizzi; Isa Danieli; Guido Leontini; Tomas Milian; Vincenzo Marazzi, detto Il Gobbo (Tomas Milian), è un bandito romano. Ha un fratello gemello, Sergio, detto Er Monnezza (sempre Tomas Milian), delinquente di piccolo cabotaggio, molto legato al Gobbo, che vede come un maestro di vita. Assieme a tre complici, Mario Di Gennaro detto Il Sogliola (Guido Leontini), Adalberto Maria Perrone (Luciano Catenacci) e Milo Dragovic detto L'Albanese (Sal Borgese), Il Gobbo organizza una rapina ad un furgone portavalori. Il colpo riesce, ma i tre complici tentano di ucciderlo per spartire il bottino in tre e non in quattro. Il Gobbo però si salva fuggendo nei cunicoli delle fogne, e rifugiandosi poi dalla prostituta Maria (Isa Danieli), la sua donna. Deciso a vendicarsi dei tre traditori, Il Gobbo scova per primo Il Sogliola, e lo uccide chiudendolo in una cella frigorifera. Successivamente incendia l’autosalone di proprietà di Perrone, che riesce a salvarsi; infine scova ed uccide L’Albanese. La polizia, nella persona del commissario Sarti (Pino Colizzi), intuisce che i delitti siano da ricollegare al Gobbo e tenta di catturarlo usando Er Monnezza come esca; Il Gobbo però riesce a sfuggire all’arresto. La sera successiva Vincenzo si reca insieme a Maria in un night club. Deriso dagli altri avventori per il suo modo di ballare, decide di rapinare la cassa del locale e tutti i presenti. La rapina suscita scalpore e la polizia stringe il cerchio intorno a lui. Ormai alle strette, Il Gobbo esce di strada mentre è inseguito dalle pantere della polizia. *: verso i tre quarti del film, nella scena in cui due borseggiatori scippano una donna con una bambina, compare una 320 o 320i di colore argento metallizzato, che monta ancora le frecce bianche.

La belva col mitra (Italia) - 1977 - poliziesco – regia di Sergio Grieco - con Helmut Berger; Marina Giordana; Claudio Gora; Richard Harrison; Ezio Marano; Marisa Mell Ancona: Quattro pericolosi criminali, capeggiati dal feroce Nanni Vitali (Helmut Berger), detto “la belva”, evadono dal carcere lasciando dietro di loro una lunga scia di sangue. Per prima cosa, il pazzoide Nanni decide di vendicarsi di un certo Bergamaschi (Ezio Marano), ambiguo rappresentante di commercio che con una soffiata alla polizia aveva provocato la cattura della banda. Costui viene dapprima picchiato a sangue mentre “la belva”stupra davanti ai suoi occhi la sua donna, Giuliana Caroli (Marisa Mell), e infine annegato nella calce viva. Giuliana è costretta anche a fungere da basista per il prossimo colpo della banda, una rapina nella fabbrica dove il padre della ragazza è il custode. La polizia affida le indagini al poco brillante commissario Giulio Santini (Richard Harrison) che si lascia sfuggire clamorosamente per ben due volte il pericoloso malvivente. A dare una svolta decisiva alle indagini è Giuliana che, seppure minacciata di morte se si fosse rivolta alle forze dell’ordine, svela i piani dei banditi. Gli agenti riescono a sventare la rapina, ma non a catturare “la belva”, che, assetato di vendetta, tenta di uccidere Giuliana e poi sequestra il padre (Claudio Gora) e la sorella (Marina Giordana) del commissario Santini, portandoli in un capannone abbandonato fuori mano. Santini individua il nascondiglio dei criminali e, dopo un duro corpo a corpo cattura Vitali, che si rivela essere duro e sanguinario soltanto con un mitra tra le mani. *: sono due le E21 che compaiono nel film. La prima, probabilmente una 316 o 318, è di colore arancione, parcheggiata in strada con il finestrino lato guida aperto e inquadrata abbastanza a lungo mentre Giuliana le passa accanto a piedi. La seconda è una 320 o 320i (le sei cilindri erano al di là da venire) di colore chiaro, forse giallo o beige pastello, ripresa mentre è parcheggiata in una strada fiancheggiata da alte mura.
 La Serie 3 arancione che compare ne "La belva col mitra" (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
La polizia è sconfitta (Italia) – poliziesco – 1977 - regia di Domenico Paolella – con Marcel Bozzuffi, Vittorio Mezzogiorno Bologna: una banda di taglieggiatori, capeggiata dal crudele Valli (Vittorio Mezzogiorno), fa saltare in aria i negozi a chi non paga il “pizzo”, utilizzando bombe al plastico inserite nelle cabine telefoniche da falsi operai della SIP. Una barbarie che non si ferma di fronte a nulla e nessuno ed esaspera l’opinione pubblica e i negozianti, che ondeggiano tra il terrore e la voglia di organizzare in proprio una difesa. La polizia affida le indagini al commissario Grifi (Marcel Bozzuffi), che decide di impiegare una squadra speciale appositamente addestrata che si sposta per la città a bordo di moto da cross. Tuttavia, fermare Valli sarà molto difficile: costui lotta fino all’ultimo, lasciando dietro di sè molte vittime, sino all’epilogo finale in cui sarà linciato dalla folla inferocita. *: verso la fine del film, nella scena in cui Valli fugge a piedi per le vie del centro di Bologna, si vede una E21 parcheggiata a ridosso del muro. Si tratta di un'esemplare tra i primi costruiti, ancora con le frecce anteriori bianche, di colore azzurro pastellblau, ma non si vede né la scritta identificativa, né se ha la mascherina a due o a quattro fari. Nel film compare anche una 2002 rossa “faro tondo”, usata da Valli per fuggire e purtroppo gravemente danneggiata in uno scontro con una Ford Capri.
Napoli si ribella (Italia) – poliziesco – 1977 - regia di Michele Massimo Tarantini - con Giancarlo Badessi; Enzo Cannavale; Claudio Gora; Luc Merenda Napoli. Appena trasferito da Milano, il valido commissario Dario Mauri (Luc Merenda) indaga su un clamoroso furto effettuato nelle cassette di sicurezza di una banca, al quale è ricollegabile una serie di omicidi. Insieme al bravo maresciallo Nicola Capece (Enzo Cannavale) punta l’attenzione sul boss della camorra Domenico Laurenzi (Claudio Gora) e sul suo legale di fiducia, l’avvocato senza scrupoli Cerullo (Giancarlo Badessi). Scopriranno che Laurenzi gestisce un imponente traffico di droga, e che un carico è stato sottratto al boss da un suo infedele luogotenente. Laurenzi si trova così impossibilitato a onorare i pagamenti con i suoi “fornitori”, i quali non esitano ad uccidere per vendetta: scorrerà parecchio sangue prima che Mauri e Capace riescano a incastrare ed arrestare i criminali. *: in una scena di inseguimento per le vie di Napoli, si vede una Serie 3 E21 nera parcheggiata a spina di pesce. La targhetta di identificazione non è ben leggibile, ma sembra corta: potrebbe quindi essere una 316. Nel film appaiono anche una 2002 "faro quadro" gialla e due Serie 5 E12, una di colore beige e una azzurra.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
The Professionals (Gran Bretagna) - telefilm poliziesco - 1977-1981 - con Lewis Collins; Gordon Jackson; Martin Shaw Londra: William Bodie (Lewis Collins) e Ray Doyle (Martin Shaw) sono due agenti dello speciale dipartimento della polizia chiamato MI5, che in realtà per il modo di operare è molto vicino ai servizi segreti e si occupa delle forme più pericolose del crimine: terrorismo, spionaggio, eccetera. Bodie e Doyle hanno caratteri molto diversi, ma sono legati da una profonda amicizia e da una grande intesa professionale. La struttura è diretta da George Cowley (Gordon Jackson), ex ufficiale dell’esercito britannico, molto abile nel proteggere i suoi uomini dagli attacchi dei politici, preoccupati dai metodi non sempre ortodossi della squadra.
Nell’episodio 3.07 "La purga” (1979), diversi agenti dell’MI5 sono assassinati in circostanze misteriose; la struttura viene accusata di essere responsabile delle morti… **: Cowley si reca ad un appuntamento con Bodie e Doyle a bordo di una 323i model year 1979, di colore rosso metallizzato, con cerchi in lega leggera, specchio elettrico e fari antinebbia. La vettura è guidata da un altro agente dell’MI5.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 4.01 "La sindrome della ghianda” (1980), agenti nemici rapiscono la figlia di un ingegnere del Ministero della Difesa per costringerlo a rivelare i segreti di un progetto al quale sta lavorando, ma questi si rivolge all’MI5. **: Bodie e Doyle pedinano, inseguono e bloccano con la loro Ford Capri una 316 nera con a bordo due agenti nemici. L’auto è un esemplare model year 1979 ed ha i cerchi in acciaio.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 4.10 "In difesa sul tetto” (1980), un criminale progetta di arricchirsi tenendo sotto ricatto un intero ospedale. **: in una scena compare una Serie 3 E21 di colore rosso metallizzato. L’auto è inquadrata di fianco e quindi non si riesce ad individuare il modello; sembra comunque avere la mascherina a 4 fari.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Dallas (USA) - serie TV - 1978-1991 - con Barbara Bel Geddes; Jim Davis; Patrick Duffy; Linda Gray; Larry Hagman; Victoria Principal; Charlene Tilton Protagonista della serie è la famiglia Ewing, ricchissimi magnati del petrolio, che vivono in un lussuoso e grande ranch nei dintorni di Dallas. Il capofamiglia è l’anziano Jock (Jim Davis), sposato con Eleanor (Barbara Bel Geddes). Vi sono poi i tre figli; il maggiore è lo spregiudicato John Ross, detto “J.R.” (Larry Hagman), sempre pronto a tessere trame e giochi di potere, sposato con l’infelice Sue Ellen (Linda Gray); poi vi è il saggio Bobby (Patrick Duffy), con la moglie Pamela (Victoria Principal); infine la giovane ed inquieta Lucy (Charlene Tilton).
Nell’episodio 2.24 “John Ewing III" (1979), Sue Ellen è ormai schiava dell'alcool e viene rinchiusa in una casa di cura, mentre è incinta del figlio. La donna fugge dall'ospedale mentre è ubriaca ed è vittima di un incidente stradale che mette in pericolo la sua vita e quella del bambino. *: in una scena appare una 320i USA di colore beige pastello, con cerchi in acciaio. Essendo l’episodio datato 1979, non può che trattarsi di un esemplare con motore 2000.
 A giudicare dalla quantità di vetture di questo colore presenti nei film, il beige pastello è stato un colore molto gradito negli Stati Uniti. In primo piano nella foto, Lucy Ewing. (immagine gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 7.07 “Ritorno a casa” (1984), J.R. torna a casa dopo l’attentato nel quale è rimasto gravemente ferito. *: nel parcheggio della clinica appare in primo piano una 320i USA model year 1979, di colore oro metallizzato con cerchi in lega a raggi.
 (immagine gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Nell’episodio 8.01 “Chi ha sparato?" (1984), Bobby è rinvenuto ferito nell’ufficio di J.R e trasportato all’ospedale. Informato dell’attentato subìto dal fratello, J.R si rende conto che il vero bersaglio non era Bobby ma lui stesso. La pallottola causa una temporanea cecità per Bobby , che rientra a casa nonostante il killer non sia ancora stato identificato. *: in una scena ambientata nel parcheggio dell’ospedale si vede una 320i model year 1979, di colore azzurro pastello, con cerchi in acciaio e tetto apribile.
 (immagine gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Filo da torcere (USA) – commedia brillante – 1978 - regia di James Fargo - con Beverly D'Angelo, Clint Eastwood, Geoffrey Lewis, Sondra Locke Philo Beddoe (Clint Eastwood) è un camionista tranquillo e bonario, nonché campione di pugilato "da strada". Si innamora di Lynn (Sondra Locke), una volubile cantante che, dopo avergli fatto credere di essere innamorata di lui, fugge improvvisamente a Denver. Philo, insieme con l'amico Orville (Geoffrey Lewis) e alla sua fidanzata Echo (Beverly D'Angelo), parte alla sua ricerca attraverso il sud-ovest americano, guadagnandosi i soldi necessari per il viaggio con estemporanei combattimenti di pugliato. Strada facendo dovranno fare i conti con una banda di motociclisti e con due subdoli poliziotti fuori servizio, tutti desiderosi di regolare vecchie pendenze con Philo. L'incontro con Lynn è deludente: Philo si rende conto che la ragazza lo ha solo usato; organizza allora un ultimo incontro di pugilato con il campione locale, da cui si lascia battere, e poi se ne torna a casa. *: durante il secondo tempo, nella scena in cui la banda di motociclisti si azzuffa con due operai fuori da un bar, si vede parcheggiata nel piazzale una bisarca carica di BMW nuove da consegnare. Si distinguono chiaramente una 530i E12 beige e due 320i E21: una beige e una di colore rosso rubino metallizzato, con cerchi in lega leggera.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Halloween: la notte delle streghe (USA) – orrore – 1978 - regia di John Carpenter - con Tony Moran, Donald Pleasance Haddonfield, Illinois: è la vigilia della notte di Halloween, la notte in cui, secondo l'antica tradizione americana, si esorcizzano le streghe. Il maniaco omicida Michael Myers (Tony Moran), che quindici anni prima, a soli sei anni di età, aveva massacrato a coltellate la sorella maggiore, è appena fuggito dal vicino manicomio criminale di Smith’s Grove in cui era rinchiuso. Sulle sue tracce si mette il dottor Sam Loomis (Donald Pleasance), l’unico che in quegli anni è stato a contatto con Michael ed è in grado di comprendere a pieno la sua natura, e, forse, di fermarlo prima che possa mietere altre vittima. ***: Donald Pleasance/Sam Loomis guida una 320i USA di colore beige con cerchi in acciaio: si tratta di una delle poche pellicole in cui una E21 è guidata da uno dei protagonisti.
 La 320i USA del dottor Loomis
I ragazzi venuti dal Brasile (Usa/Gran Bretagna) – drammatico - 1978 - regia di Franklin J. Schaffner – con Laurence Olivier, Gregory Peck L'anziano ebreo Ezra Liebermann (Laurence Olivier), cacciatore di criminali nazisti di guerra, scopre che il dottor Josef Mengele (Gregory Peck), l'angelo della morte di Auschwitz, ha clonato 94 bambini identici tra loro, ricalcati sull'immagine di Hitler, li ha fatti adottare da altrettante famiglie sparse in vari Paesi e conta di riunirli per la conquista del mondo. I movimenti di Lieberman, tuttavia, vengono scoperti dai maggiori responsabili dell'operazione nazista che preferiscono fermare le operazioni prima che il mondo intero scopra l'incredibile impresa. Mengele, tuttavia, è deciso a continuare da solo e viene affrontato coraggiosamente da Lieberman, che riesce ad ucciderlo. *: nel film compaiono due Serie 3 E21, entrambe nella prima parte del film. La prima è di colore argento metallizzato, ha i fari antinebbia ed il frontale a quattro fari senza scritta (320 a quattro cilindri o 320i?), ed appare parcheggiata in strada in una scena ambientata a Vienna. La seconda transita nel traffico in una scena di poco successiva che si svolge in una piccola città della Germania; è di colore nero e ha anch'essa la mascherina a quattro fari senza scritta. Nel corso della storia compaiono diverse altre BMW: alcune 02 ed una berlina E3 prima serie (probabilmente una 2500), utilizzata per la scena di un investimento, nel corso della quale è purtroppo danneggiata.
 Le due BMW Serie 3 E21 che compaiono ne "I ragazzi venuti dal Brasile". Nella foto a destra si intravvede la coda di una berlina E3.
Il gendarme e gli extraterrestri (Francia) – commedia - 1978 – regia di Jean Girault – con Louis De Funès; Michel Galabru Saint Tropez. Il maresciallo Cruchot (Louis De Funès), in servizio presso la locale Gendarmeria, è testimone dell’arrivo di un disco volante. Scopre che gli alieni sono in grado di assumere sembianze umane, e che sono sbarcati sulla terra allo scopo di fare provvista di oli minerali, necessari alla loro sopravvivenza. Tenta invano di diffondere l'allarme tra la popolazione e le autorità, ma l’unico a credergli è l’anziano gendarme Gerber (Michel Galabru), che in passato ha avuto un'esperienza analoga. Nel frattempo un alieno ha preso le sembianze di Cruchot e si è installato nel suo stesso commissariato, creandogli non pochi problemi… *: in una scena compare una Serie 3 E21 di colore nero, con cerchi in acciaio, parcheggiata in una via. L’inquadratura, di tre quarti posteriore e da lontano, impedisce di identificare meglio la vettura. Nel corso del film appare anche una 02 bianca, dall'aspetto un po' trasandato.
 (immagine gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Il tocco della medusa (Francia/Gran Bretagna) – thriller – 1978 - regia di Jack Gold – con Richard Burton; Michael Byrne; Lee Remick; Lino Ventura John Morlar (Richard Burton), uno scrittore di romanzi ambientati nel mondo del paranormale, è trovato gravemente ferito nella propria abitazione. All'ospedale, con grande meraviglia dei medici, il suo cervello continua a dare segni di attività nonostante la morte clinica di tutto il resto dell'organismo. L'ispettore francese Brunel (Lino Ventura), a Londra per un accordo di collaborazione tra le polizie britannica e francese, lavora sul caso insieme al sergente Duff (Michael Byrne) e concentra l’attenzione sul diario dello strano personaggio. Il contenuto del diario lo porta a contattare la psichiatra di Morlar, la dottoressa Zonfeld (Lee Remick). Dapprima incredulo, un poco alla volta si convince che Morlar, con la forza della telecinesi (la capacità di spostare oggetti con il pensiero), ha provocato diverse catastrofi, e ora si appresta a far crollare la Cattedrale di Westminster durante un’affollata cerimonia. Nel frattempo, la dottoressa Zonfeld si è suicidata: Brunel scopre che la donna era giunta alle sue stesse conclusioni ed aveva cercato di uccidere Morlar. Mentre la cattedrale crolla, Brunel si precipita all'ospedale per completare l'opera della dottoressa, ma anche privo di ossigeno e di sangue, il cervello dello scrittore continua ad elucubrare su ulteriori, nuove catastrofi… *: in una scena compare una Serie 3 E21, di colore argento metallizzato, probabilmente una 320 a carburatore (quattro fari e gomme strette).
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
La mazzetta (Italia) – commedia – 1978 - regia di Sergio Corbucci – con Gennaro Di Napoli; Marisa Laurito; Nino Manfredi; Imma Piro; Paolo Stoppa; Ugo Tognazzi Napoli. Sasà Jovine (Nino Manfredi) si guadagna da vivere svolgendo abusivamente le professioni di "avvocato" e detective. Viene incaricato dall'industriale don Michele Miletti (Paolo Stoppa) di rintracciare la figlia Giulia (Imma Piro), scappata di casa con documenti compromettenti, con la promessa di una sostanziosa "mazzetta". Sasà inizia le ricerche e si trova coinvolto suo malgrado in una serie di delitti; oltretutto deve fronteggiare don Nicola Casali (Gennaro Di Napoli), socio e avversario del Miletti, a sua volta bramoso di mettere le mani sui famosi documenti e disposto a tutto per raggiungere lo scopo. Sasà lentamente si avvicina alla verità, aiutato anche dalla fidanzata Luisella (Marisa Laurito), ma si trova costretto a rendere conto delle proprie mosse anche al disincantato commissario Assenza (Ugo Tognazzi). Ma quando finalmente ha in mano i documenti ed ha ottenuto che Giulia torni a casa, Sasà resta beffato: i due boss hanno regolato i propri conti, il commissario è stato destinato ad altri compiti, tutta la città è al corrente della faccenda e i famosi documenti non servono più a nulla. *: nelle sequenze iniziali, su cui scorrono i titoli di testa, compare una 320 di colore beige pastello.
 La scena in cui transita la 320 beige
Lo chiamavano Bulldozer (Italia) - avventura – 1978 - regia di Michele Lupo - con Bud Spencer “Bulldozer” (Bud Spencer), un ex campione di football americano, si è ritirato da tempo dopo aver scoperto che il mondo dello sport era ormai infestato dalla corruzione e trascorre il tempo viaggiando per il Mediterraneo a bordo di una piccola imbarcazione. A causa di un guasto al motore, si ritrova bloccato in Versilia, dove conosce un gruppo di ragazzi appassionati di football, che stanno organizzando una sfida con i marine della vicina base: l’obiettivo è segnare una meta contro la rappresentativa della base. Scoperta l'identità di “Bulldozer” lo convincono ad allenarli, anche perché i militari possono fornire il pezzo di ricambio motore della barca, che viene messo in palio come premio per la sfida. Nonostante le difficoltà, nella partita finale i ragazzi riescono a segnare il fatidico punto anche grazie all'aiuto determinante di “Bulldozer”. *: nel primo tempo del film, nella scena in cui “Bulldozer” esce dalla taverna del porto dopo aver cenato, nel parcheggio antistante si vede abbastanza bene una 316 (o 318) di colore bianco Chamonix con cerchi in acciaio da 5 pollici e, ovviamente (trattandosi di un film del 1978), specchietto cromato.

Provincia violenta (Italia) - 1978 - poliziesco – regia di Robert Moore (Mario Bianchi) - con Spartaco Battisti; Lino Caruana; Antonella Dogan; Richard Harrison; Alicia Leoni Aversa: Augusto (Richard Harrison) è il capo di un’organizzazione mafiosa che utilizza come sede per le sue attività criminali l’Hotel Bellavista. Qui ha sede un istituto di bellezza, diretto da Flavia (Antonella Dogan), dove alcune clienti facoltose vengono drogate e fotografate in pose compromettenti, per poi essere sottoposte a ricatti. Il capitano dei carabinieri Franco Sereni (Lino Caruana), poco gradito ai superiori per i suoi metodi violenti, entra per caso in contatto con il losco giro. Le sue indagini vengono ostacolate da Righi (Spartaco Battisti), il corrotto commissario locale, al soldo di Augusto. Sereni, tuttavia, viene contattato da una delle vittime: Marta Ognissanti (Alicia Leoni), moglie di un uomo politico. Grazie alla collaborazione della donna, incastra Flavia e la costringe a parlare. Ma Augusto uccide Flavia e cattura Sereni, che rischia di essere ucciso a sua volta, ma viene salvato dalla polizia grazie all’intervento di Marta che riesce anche a smascherare il doppio gioco del commissario Righi. *: durante la scena in cui Sereni (con una bella Opel Manta A presa "in prestito" da un malcapitato passante) insegue alcuni banditi a bordo di un’Alfetta blu, si nota parcheggiata lungo la strada una Serie 3 E21 verde chiaro con le frecce bianche. Purtroppo la ripresa dall’alto impedisce l’identificazione del modello.
 La scena in cui appare la E21 verde. Uno dei rari esemplari venduti in Italia di questo colore.
10 (USA) - 1979 - commedia – regia di Blake Edwards - con Bo Derek; Dudley Moore; Sam Jones George Webber (Dudley Moore) è un musicista celebre e ricco, ma ha da poco superato la quarantina e attraversa una crisi esistenziale. Incrociando per caso un corteo nuziale, rimane folgorato dalla bellezza della sposa, Jenny Hanley (Bo Derek). Venuto a sapere che la bella sconosciuta è in viaggio di nozze ad Acapulco, decide di seguirla. Qui, dopo qualche giorno, salva la vita al marito della donna, David (Sam Jones). Jenny, per ringraziare George, gli si offre per una notte, ma non tutto andrà come sperato. *: in una scena compare, parcheggiata in una strada, una 320i USA di colore verde chiaro metallizzato, con cerchi in acciaio. Essendo la pellicola del 1979, non può che trattarsi di un esemplare con motore 2000. Nel film compaiono altre due BMW: una 2002 e una Serie 6 E24, entrambe di colore argento.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Caro papà (Italia) – drammatico - 1979 – regia di Dino Risi – con Vittorio Gassman, Andrèe Lachapelle, Stefano Madia Albino Millozza (Vittorio Gassman) è un uomo d'affari che, totalmente preso dal lavoro, trascura la famiglia, convinto che il benessere economico risolva ogni problema. Invece, la moglie Giulia (Andrèe Lachapelle), che vive a Ginevra, periodicamente inventa un suicidio per svegliare l'attenzione dei familiari, e il figlio Marco (Stefano Madia), frequenta ambienti vicini all'eversione armata. Albino finisce nel mirino dei terroristi ed è vittima di un attentato, forse organizzato con la complicità di Marco. Riesce a sopravvivere ma resta paralizzato; tuttavia la tragedia è la molla che fa riavvicinare padre e figlio. **: Albino si reca a Ginevra a trovare la moglie, dopo l’ennesimo finto tentativo di suicidio, a bordo di una Serie 3 E21. Si tratta di una vettura di colore bianco con mascherina a due fari (con ogni probabilità una 316), ripresa frontalmente abbastanza a lungo nella scena dell’attraversamento della frontiera, al ritorno verso casa. Nel film compaiono diverse altre BMW, tra cui una 733i E23 di colore argento metallizzato, che è l’auto personale di Albino.

Il mammasantissima (Italia) – drammatico - 1979 - regia di Alfonso Brescia – con Nunzio Gallo, Malisa Longo, Mario Merola, Biagio Pelligra Pur svolgendo un’attività illegale, il contrabbandiere napoletano Don Vincenzo Tramontano (Mario Merola) è un uomo di buon cuore, padre e marito affettuoso, e gode del potere e del prestigio tipici dei "mammasantissima". Due personaggi hanno giurato vendetta a Don Vincenzo: Don Salvatore (Biagio Pelligra), sconfitto capo di un’altra organizzazione di contrabbandieri, e l'"Avvocato" (Nunzio Gallo), esoso proprietario di un banco di pegni, offeso per essere stato umiliato in pubblico. Costoro ordiscono un piano per avere il pretesto di uccidere legalmente Don Vincenzo: gli rapiscono ed uccidono la figlia (Malisa Longo), ma moriranno a loro volta per mano di don Vincenzo che, compiuta la sua vendetta, si consegnerà alla legge. **: nel film compare in diverse scene una 320 rossa, riprodotta anche nella locandina del film.
 "Il mammasantissima" è l'unico film di cui si abbia notizia in cui una E21 compare sulla locandina
La patata bollente (Italia) – commedia – 1979 - regia di Steno - con Renato Pozzetto, Massimo Ranieri, Edwige Fenech Bernardo Mambelli (Renato Pozzetto), detto "Gandi", operaio in una fabbrica, è un comunista convinto e soprattutto coerente. Una sera assiste al pestaggio di un ragazzo (Massimo Ranieri): subito interviene per porre fine alla violenza e poi ospita il ragazzo a casa sua perché possa riprendersi. Il ragazzo si chiama Claudio ed è omosessuale: per Bernardo la cosa non è un problema, ma l'entrata di Claudio nella sua vita scatena una serie di equivoci con la fidanzata Maria (Edwige Fenech), con il vicinato e con i compagni di lavoro e di partito, che non si rivelano altrettanto aperti nei confronti delle diversità sessuali. Ma il tempo sistema le cose: Bernardo sposa Maria e i due si recano in viaggio di nozze a trovare Claudio, nel frattempo trasferitosi in Olanda. *: nel film compaiono due Serie 3 E21. La prima è parcheggiata nel piazzale dove viene aggredito Claudio; si tratta di una vettura di colore argento metallizzato della quale non si riesce a leggere la scritta identificativa (la macchina è inquadrata di coda, ma l'ambientazione è notturna). La seconda appare nella scena in cui viene distrutta la libreria dove lavora Claudio: dietro ai protagonisti si nota parcheggiata una E21 di colore polaris metallizzato, probabilmente la stessa vettura apparsa nell'altra scena; la vista è di tre quarti posteriore, per cui non si riesce a capire di quale modello si tratta, ma di sicuro non è una 323i, perché priva del doppio scarico posteriore. Inoltre, nella sequenza in cui Bernardo tampona un taxi Fiat 124, compare una splendida "Neue Klasse" prima serie (mascherina tutta cromata, probabilmente 1600 o 1800) di colore bianco.
 La scena del pestaggio in cui compare la Serie 3 E21.
Messidoro (Francia) – drammatico – 1979 - regia di Alain Tanner - con Clementine Amouroux; Catherine Retor Svizzera. Due amiche ventenni, Jeanne Salève (Clementine Amouroux) e Marie Corrençon (Catherine Retor), decidono di compiere un viaggio alla scoperta del loro Paese, con pochi soldi in tasca e senza una specifica destinazione. Durante il viaggio scommettono su chi delle due riuscirà a sopravvivere più a lungo senza denaro; con il passare del tempo, però, il gioco prende loro la mano, con risultati drammatici. *: nel film compaiono due Serie 3 E21. La prima, probabilmente una 320 a 4 cilindri, è un’auto di pattuglia della polizia svizzera; la seconda transita nel traffico ed è di colore grigio argento metallizzato; ha i cerchi in acciaio e la mascherina a quattro fari senza scritta. Nel corso della storia compaiono diverse altre BMW, molto diffuse in Svizzera: due Neue Klasse, una 1602, tre Serie 5 E12, una Serie 7 E23.
 (immagini gentilmente concesse dal sito www.imcdb.org)
Napoli… la camorra sfida la città risponde (Italia) – drammatico - 1979 - regia di Alfonso Brescia – con Mario Merola, Antonio Sabato Napoli: un’organizzazione camorristica, guidata dal feroce Vito (Antonio Sabato), impone onerose protezioni a piccoli industriali e a commercianti. Don Francesco Gargiulo (Mario Merola), proprietario di un arsenale, tenta di opporsi ma viene piegato da Vito il quale rapisce suo figlio e violenta la fidanzata. Gargiulo tenta di ottenere giustizia tramite le istituzioni, ma nessuno accetta di testimoniare contro la camorra. Gargiulo si decide quindi ad agire: sorprende la banda di criminali mentre sono riuniti in un cimitero, all’interno di una catacomba, e compie una strage. Un film con alcune sequenze molto crude. *: in questo film compaiono due E21. La prima è nei titoli iniziali: una 316 o 318 (con due fari) azzurra metallizzata, naturalmente con specchietto cromato (nel 1979 la versione restyling non era ancora uscita). La seconda è di colore antracite e ripresa di profilo, per cui non è possibile individuare il modello; transita lentamente nella scena ambientata all’esterno del "Roof Garden Bar".
Poliziotto o canaglia (Francia) - 1979 - poliziesco – regia di Georges Lautner - con Jean-Paul Belmondo, Julie Jézéquel Per sgominare la delinquenza organizzata sulla Costa Azzurra, da Nizza a Marsiglia, da Parigi viene inviato il commissario speciale Stéphan Borowitz (Jean-Paul Belmondo), che, assunta l’identità di Antonio Cerutti, un pregiudicato corso, riesce ad infiltrarsi nella malavita locale e a compiere parecchi arresti Ma i criminali individuano il suo punto debole, la figlia Charlotte (Julie Jézéquel), che viene rapita per indurlo a desistere dalla sua missione. L'uomo allora si scatena del tutto e fa piazza pulita, anche fra i colleghi disonesti. *: in una scena ambientata sul lungomare di Nizza si vede transitare una E21 di colore argento con cerchi in acciaio. La vettura ha quattro fari (gialli, come d’uso in Francia), ma senza scritta sulla calandra: probabilmente si tratta di una 320 a 4 cilindri o di una 320i.
 (foto gentilmente concessa dal sito www.imcdb.org)
Sbirro, la tua legge è lenta... la mia no! (Italia) - 1979 - poliziesco – regia di Stelvio Massi - con Maurizio Merli, Mario Merola, Francisco Rabal Il commissario Paolo Ferro (Maurizio Merli), esperto nella lotta contro la mafia, è inviato ad indagare su una serie di omicidi di finanzieri e avvocati verificatasi a Milano. Contrariamente alle apparenze, che indicano come mandanti i boss mafiosi, Ferro sospetta che all’origine della mattanza vi sia un'organizzazione di killer a pagamento; i suoi sospetti sono confermati dalle rivelazioni di un vecchio mafioso, don Alfonso (Francisco Rabal), che ha per il commissario rispetto e amicizia. Convinto di potere acquisire le necessarie prove commissionando l'uccisione di se stesso, Ferro rischia di essere ucciso, ma interviene a salvarlo un uomo di don Alfonso. Comunque, riesce a scoprire l’identità del capo dell'organizzazione, un ex camorrista, Raffaele Acampora (Mario Merola), insospettabile proprietario di una catena di ristoranti. Purtroppo Ferro non riece a raccogliere le prove necessarie per farlo incriminare, per cui sarà don Alfonso a fare giustizia per lui. *: in una scena d'azione, parcheggiata ai bordi della strada, compare una Serie 3 E21. Si dovrebbe trattare di una 316 o una 318 (la targhetta non si legge bene, ma non sembra esserci un "2" in mezzo alle tre cifre), di colore nero, inquadrata da dietro, targata MI. In questo film le BMW abbondano: spettacolare l'inseguimento tra una 2000 CS nera, utilizzata da alcuni banditi, ed una Fiat 131 con a bordo poliziotti in borghese; compaiono anche diverse 02, tra cui una Touring bianca.
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