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Coupé E9 (2.5 CS - 3.0 CSL)
Poco dopo l’avvio del progetto E3, fu deciso di produrre una coupé che avrebbe montato il nuovo motore a sei cilindri. Anziché realizzare una nuova carrozzeria, i progettisti decisero di utilizzare la scocca delle 2000 C/CS, ancora attuale e piacevole. Per differenziare le nuova nata dalle versioni meno potenti, la Casa incaricò Michelotti di ridisegnare il frontale, che non aveva riscosso incondizionati consensi, ricevendo al contrario diverse critiche. Lo stilista torinese innestò nel corpo vettura della coupé il frontale delle berline E3 2500/2800: il risultato fu una bella granturismo, forse meno personale delle 2000 C/CS, ma che vantava un equilibrio perfetto tra sportività ed eleganza. Il progetto E9 debuttò sul mercato nel dicembre 1968 con la 2800 CS: la meccanica era identica alla berlina 2800 (170 CV) con la sola eccezione dei freni posteriori a tamburo anziché a disco (una scelta invero discutibile); la carrozzeria più profilata permetteva di raggiungere i 205 km/h. Nel 1971 il motore 2800 lasciò il posto al nuovo tre litri, proposto sia in configurazione a carburatori da 180 CV (3.0 CS) sia ad iniezione da 200 CV (3.0 CSi); l'impianto frenante diveniva finalmente a quattro dischi. La velocità massima saliva rispettivamente a 215 e 220 km/h. Il corpo vettura restava invariato. La E9 aveva ben presto affiancato la piccola 02 nei Campionati per vetture Turismo, gareggiando nella classe di cilindrata fino a tre litri; ma poiché nel 1970 la BMW si era ritirata ufficialmente dalla competizioni, la gestione sportiva era stata affidata a team privati, tra cui Alpina e Schnitzer, ai quali la Casa forniva il supporto tecnico. Fu proprio dall’esperienza agonistica che i tecnici Alpina trassero l’idea di sviluppare una speciale versione alleggerita della E9, da produrre in piccola serie per ottenere l'omologazione nel Gruppo 2. L’idea fu sottoposta ai vertici BMW che l’approvarono ed incaricarono lo staff di Alpina dello sviluppo della nuova macchina. Alla fine del 1971, la vettura entrò in produzione. Era denominata 3.0 CSL, e la "L" stava per "leicht", alleggerita. La riduzione di peso era stata ottenuta mediante l’utilizzo di leghe leggere per la carrozzeria e la riduzione del materiale fonoassorbente, mentre gli allestimenti interni e la dotazione di accessori rimasero praticamente invariati rispetto alle normali 3.0 CS. Esternamente le CSL erano riconoscibili per i paraurti più piccoli e di colore nero opaco, per i profili cromati ai parafanghi, per i cerchi in lega leggera 7x14 nel classico disegno Alpina a 20 raggi (un omaggio al lavoro svolto dall’atelier di Buchloe) e per le strisce decorative sulle fiancate, modifiche queste che le conferivano un aspetto piuttosto vistoso. I primi esemplari del 1971/72 montavano lo stesso motore a carburatori delle 3.0 CS; dal settembre 1972 esso subì un leggero aumento di cilindrata (3003 cm3), necessario per ottenere l'omologazione nella classe di cilindrata oltre tre litri, e ricevette l’alimentazione ad iniezione (200 CV). In queste configurazioni furono prodotte 929 3.0 CSL fino all’autunno del 1973. Poi seguirono 167 vetture (prodotte direttamente dalla Motorsport) dalla carrozzeria caratterizzata da vistose appendici aerodinamiche: erano la base da cui ricavare le leggendarie “Batmobile” che avrebbero dominato le gare del Gruppo 4 prima e del Gruppo 5 poi, fino alla scadenza dell'omologazione, avvenuta al termine della stagione 1979. Il motore della versione stradale era un 3200 cm3 che erogava 206 CV (220 km/h), ma le vetture da gara ebbero anche motori di 3500 cm3. Da segnalare che nel 1974, per alcuni mercati, si aggiunse una versione "economica", la 2.5 CS, che montava lo stesso motore della berlina 2500 (150 CV - 195 km/h). Motore a parte, era quasi identica alle versioni più potenti: la differenza più evidente era costituita dalle ruote in acciaio con coprimozzi cromati, le stesse della 2500; i cerchi in lega leggera erano comunque disponibili a richiesta. Ne furono prodotti solo 844 esemplari fino al novembre del 1975. Le 3.0 CS e CSi di serie, invece, ebbero solo modifiche di dettaglio e restarono anch'esse in produzione sino alla fine del 1975.
I PRINCIPALI DATI TECNICI (pagina in formato pdf)
I DATI DI PRODUZIONE (pagina in formato pdf)
GALLERIA FOTOGRAFICA
 Una 2800 CS esposta alla Techno Classica di Essen 2008 (foto "blackboxes66")
 Una 3.0 CS esposta alla Techno Classica di Essen 2008 (foto "blackboxes66")
 Un'altra 3.0 CS, esposta al Classic Expo di Salisburgo 2008 (foto "blackboxes66")
 Una 3.0 CSi esposta al Classic Expo di Salisburgo 2008 (foto "blackboxes66")
 Una rara 2.5 CS (foto "dade2002")
 Una 3.0 CSL con motore ad iniezione, esposta al Concorso di Eleganza di Villa d'Este 2008 (foto "blackboxes66")
 Un'altra vettura, esposta allo stand BMW dell'edizione 2008 della Techno Classica di Essen (foto "blackboxes66")

 Due viste di una 3.0 CSL "Batmobile" in versione stradale, esposta all'edizione 2006 del Concorso di Eleganza di Villa d'Este (foto "Ata")
 Una una E9 elaborata in vendita negli anni Settanta presso il "Garage Venezia" di Pordenone (foto collezione "Ata")
 Una 3.0 CSL "Batmobile" Gruppo 4, esposta alla Techno Classica di Essen del 2008 (foto "blackboxes66")
LE E9 IN AMERICA
Alla fine del 1968 la 2800 CS fu presentata al pubblico ameicano; meccanicamente era del tutto analoga alla corrispondente versione europea, rispetto alla quale vantava un equipaggiamento più completo. La 2800 CS rimase praticamente invariata fino al 1972, allorché lasciò il posto alla 3.0 CS, equipaggiata con il tre litri a carburatori da 170 CV già visto sulle berline Bavaria e 3.0 S. Oltre al motore più grosso, la 3.0 CS montava i freni a disco sulle quattro ruote e le luci laterali d’ingombro. Dal settembre 1973 la 3.0 CS montò i paraurti ad assorbimento d’energia, che aumentarono la lunghezza di una decina di cm ed il peso della vettura. La produzione terminò alla fine del 1975 e non furono mai vendute ufficialmente negli Stati Uniti vetture con motore ad iniezione.

 La 3.0 CS model year 1973 appartenuta a Massimo "Max-lupo". In evidenza la spia collocata al centro del cruscotto che ricorda di allacciare le cinture di sicurezza.
 Una 3.0 CS model year 1974
I PRINCIPALI DATI TECNICI DELLE E9 DI SERIE (pagina in formato pdf)
I DATI DI PRODUZIONE DELLE E9 DI SERIE (pagina in formato pdf)
LE "SPECIALI" DI ALPINA
In vista dell’impiego agonistico, Alpina rivolse subito l’attenzione alla 2800 CS: già nel 1969 presentò un’elaborazione stradale, siglata 2800 CS B1 (due carburatori Solex, cambio a 5 marce ZF, 4 freni a disco, gli anteriori ventilati, assetto modificato, cerchi in lega leggera 7x14 con disegno a raggi, 200 CV, 220 km/h). Quanto alla carrozzeria, in genere si montava uno spoiler anteriore in alluminio o vetroresina; vistose scritte “BMW Alpina” applicate sui parafanghi anteriori svelavano poi senza ombra di dubbio l’identità della vettura. Naturalmente, le vetture destinate alle competizioni ricevevano una preparazione specifica. Nel frattempo (1971), la 2800 CS di serie si era evoluta nelle 3.0 CS e CSi, prontamente trasformate nelle Alpina 3.0 CS S B2 (due carburatori Solex - 230 CV – 225 km/h) e 3.0 CSi B3 (iniezione meccanica Kugelfischer - 250 CV – 230 km/h). Motore a parte, la meccanica rimaneva identica a quella della 2800 B1. La 3.0 CSi B3 aveva i pneumatici con misure differenziate all’avantereno (195/70 14) e al retrotreno (205/70 14). Del ruolo giocato da Alpina nella realizzazione della 3.0 CSL “di serie” si è già detto più sopra; la Casa di Buchloe ne studiò una versione speciale per uso stradale ulteriormente sviluppata: si tratta della 3.0 CSL B2S, presentata nel settembre 1972 (3020 cm3 - 260 CV - 250 km/h). Era caratterizzata dal grande spoiler in vetroresina, uguale a quello montato sulle vetture da gara delle stagioni precedenti, ed aveva anch’essa i pneumatici da 195/70 14 all’avantereno e 205/70 14 al retrotreno. Un esemplare di colore blu e rosso, targato LL – L 502, fu la vettura personale di Burkhard Bovensiepen. Le CSL da competizione di Alpina, nelle varie evoluzioni, raccolsero una messe incredibile di successi, culminata con i titoli vinti nel Campionato Europeo Turismo nella stagione 1973 con Derek Bell, Harald Ertl, Niki Lauda e Brian Muir (3.0 CSL), e nel 1977, con Dieter Quester (3.5 CSL “Batmobile”). Le “normali” E9 stradali ebbero ancora un paio di novità: la prima era la 3.0 CS B4 (1973), upgrade della B2 che peraltro restò in produzione. Il motore montava tre carburatori doppio corpo Solex; potenza e prestazioni restavano invariati. Nel 1975 arrivò la 2.8 CSi B6, derivata dalla “piccola” 2.5 CS, che montava lo stesso motore della berlina 2800i B6 E3 (iniezione meccanica Zenith–Pierburg - 200 CV – 220 km/h). La produzione cessò nel 1976, tranne che per la 2.8 CSi B6, il cui ultimo esemplare fu allestito nel 1977. Le ultime vetture prodotte (a partire dal 1974) sfoggiavano il Deko Set sulla carrozzeria; tuttavia alcuni clienti si avvalsero della possibilità di richiedere la vettura senza.
 La 3.0 CSL B2S personale di Burkhard Bovensiepen
I PRINCIPALI DATI TECNICI DELLE E9 DI ALPINA (pagina in formato pdf)
PROVE SU STRADA
BMW Alpina 3.0 CSL B2S (Motor - 23 dicembre 1972)
| PRESTAZIONI RILEVATE | - Velocità massima (stimata): 155 mph (248 km/h) in V marcia - Accelerazione 0 - 60 mph (96 km/h): 6,3 sec. | - Accelerazione 0 - 100 mph (166 km/h): 14,8 sec. - Accelerazione 1/4 miglio da fermo: 14,3 sec. - Accelerazione sul km da fermo: 26,2 sec. |
(Motor Sport - Febbraio 1973)
| PRESTAZIONI RILEVATE | - Velocità massima: 243,2 km/h (152 mph) in V marcia - Accelerazione 0 – 100 km/h: 6,4 sec. | - Accelerazione 0 - 160 km/h: 13,9 sec. - Accelerazione 0 – 200 km/h: 25,0 sec. |
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