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La Serie 3 E21
Inserito il 17 novembre 2003 alle 19:29:41 da atae21.

Variazioni sul tema

Ipotesi di restyling


L’estetica della Serie 3 E21 rappresenta indubbiamente uno dei punti di forza della vettura. Le uniche riserve sono state espresse sul disegno della coda, ritenuta un po' tozza anche a causa della disposizione della targa sotto il paraurti. L’aggiunta della fascia rigata tra i fari rende più equilibrato ed armonico l’insieme, eliminando quella sensazione di incompletezza più evidente con i colori chiari, ma non elimina del tutto le critiche: per esempio, Quattroruote nel febbraio 1976 (prova della 320i) scrive: “La coda è la parte meno riuscita: è alquanto tozza e un po' spoglia. La posizione della targa (troppo bassa, sotto al paraurti) ne peggiora ulteriormente la linea. Per migliorarla, proprio recentemente è stata aggiunta una fascia trasversale nera opaca che alleggerisce un po' l'insieme.“ Il giudizio complessivo sull'estetica della vettura è comunque positivo: quattro stelle. Fa eco Gente Motori nella prova della 320i (maggio 1976): “(...) discutibile e tozza la parte posteriore che ora la Casa bavarese ha cercato di slanciare con la fascia in plastica nera che unisce i due gruppi ottici.“ Anche qui comunque il voto complessivo è molto positivo (8).
Ancora nel giugno 1981, quando la Serie 3 è ormai pienamente affermata, si legge su Gente Motori (prova della 318i): “Criticabile (...) la parte terminale, piuttosto anonima, informe, ed a cui si aggiunge il grossolano errore della disposizione della targa, piazzata sotto la rifilata lama del paraurti.“ Il voto assegnato all'estetica è 8 1/2. Gli stessi concetti, sia pure in forma diversa, sono ribaditi da Quattroruote nella prova della 315 (maggio 1982): ”Riuscito il frontale, piuttosto aggressivo; un po' meno la coda, corta e tozza.“. Quattro stelle il giudizio complessivo.
Per gioco abbiamo provato a ricostruire l'aspetto di un ipotetico restyling della Serie 3 E21 che accoglie le critiche espresse dalla stampa.
Una prima ipotesi prevede il mantenimento dei gruppi ottici sottili e la collocazione della targa in una nicchia scavata nella traversa posteriore. Il tutto avrebbe comportato la modifica della traversa stessa, del paraurti e del lamierato inferiore, che avrebbe dovuto essere reso liscio e privo della sede della targa; la serratura del bagagliaio sarebbe rimasta al suo posto, mentre le luci per l’illuminazione della targa avrebbero trovato collocazione ai fianchi della serratura, sul bordo della nicchia.



Come si può vedere, il risultato è certamente meno riuscito dell'originale: il nuovo disegno perde in personalità (ricorda un po’ la Mercedes W123 berlina) e non è del tutto adatto alle proporzioni della coda della Serie 3 (la targa appare troppo grande in relazione agli altri elementi, come i fari).
Per risolvere quest’ultimo problema, non resta che ingrandire i fari, sul modello della soluzione adottata per la successiva Serie 3 E30, una modifica che avrebbe comportato la variazione anche dei lamierati dei parafanghi posteriori.



Il risultato è decisamente migliore del precedente, e non male in assoluto: la semplicità del disegno ben si adatta anche alle forme piuttosto tondeggianti della coda della Serie 3 E21. Come contraltare, questa soluzione è senz’altro meno personale dell'originale, che, nell'edizione definitiva con la fascia nera, resta un classico del design degli anni Settanta. E che, a dispetto delle critiche, ha ricevuto vasti consensi di pubblico: a distanza di tempo possiamo tranquillamente affermare che bene ha fatto la BMW a mantenere il disegno invariato per l'intera durata della produzione.


Ipotesi della versione a quattro porte


A dispetto delle dimensioni piuttosto generose per l’epoca, il corpo vettura della Serie 3 E21 offre un abitacolo non molto spazioso per i passeggeri del sedile posteriore, che oltretutto devono fare i conti con un’accessibilità piuttosto difficoltosa. Una carrozzeria a quattro porte avrebbe risolto almeno il secondo problema, accontentando quei clienti che ritengono la Serie 5 troppo impegnativa per dimensioni e prezzo d’acquisto. Inoltre avrebbe potuto costituire un’arma in più nei confronti di concorrenti quali l’Alfa Romeo Giulietta e l’Audi 80 (disponibile sia a due porte che a quattro porte, ma venduta soprattutto in quest’ultima configurazione).
Più volte la stampa del tempo azzarda l’indiscrezione secondo la quale sarebbe allo studio una carrozzeria con due sportelli in più per la piccola BMW (qualcuno la identifica persino come Serie 4). Non sappiamo con esattezza quanto queste voci fossero fondate; di sicuro c’è il comunicato stampa diffuso dalla Casa nella primavera del 1979, con il quale si smentiscono definitivamente le voci su nuove versioni della Serie 3, Touring 3 porte e berlina 4 porte (potete leggere il testo del comunicato nella pagina "Pubblicità E21" di questa stessa sezione).

È probabile che alla BMW si siano interrogati sulle opportunità commerciali che un ampliamento della gamma avrebbe aperto e che si sia deciso di destinare le risorse finanziarie allo sviluppo della nuova generazione di vetture e all’aumento della produzione per fare fronte ad una domanda in continua crescita. L’idea ha però la sua validità, tanto che viene attuata con la Serie 3 E30, presto disponibile sia a due che a quattro porte.
Per gioco abbiamo provato a ricostruire l’aspetto di un’ipotetica Serie 3 E21 a quattro porte. Anche in questo caso abbiamo ipotizzato due soluzioni: la prima è ispirata dalla Serie 5 E12 e prevede le cornici dei vetri completamente cromate.



Questa soluzione, valida sulla vettura più grande, toglie un po’ di slancio alla snella fiancata della Serie 3 e, probabilmente, risulterebbe un po’ “pesante” con i colori scuri. Abbiamo allora provato ad “annerire” il montante centrale e il profilo divisorio dei vetri delle porta posteriore, come sulle Serie 7 E23, Serie 5 E28 e Serie 3 E30.



Il risultato è più soddisfacente, perché snellisce un po’ la vettura, che tuttavia continua a sembrare più lunga del modello originale. Che alla fine risulta sempre il migliore: un esempio di design anni Settanta e di un grande successo commerciale conseguito con un solo tipo di carrozzeria!


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