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La Serie 3 E21
Inserito il 17 novembre 2003 alle 19:29:41 da atae21.

Forse non tutti sanno che...

Bertone e la BMW Serie 3


Già nel 1968 Nuccio Bertone disegna per conto della BMW una proposta di stile per l'erede della Neue Klasse da cui gli stilisti della Casa traggono alcuni spunti per disegnare la linea della Serie 5 E12. Nel 1969 è la volta della 2800 Spicup, una coupé a due posti nella quale si possono vedere diverse anticipazioni della linea della Fiat X1/9, presentata tre anni più tardi. L'anno seguente, poi, il designer italiano realizza un prototipo con la meccanica della 2002 ti, battezzato 2002 ti Garmisch, in cui è possibile riconoscere alcune anticipazioni dei tratti della Serie 3 E21.
In seguito, sembra che Bertone collabori in via riservata con gli stilisti BMW nella definizione della linea della Serie 3. Sua sarebbe anche l'idea della placca in plastica rigata applicata a partire dall'inizio del 1976 per snellire la linea della coda.


La 2002 ti Garmisch del 1970, disegnata da Bertone



“Trecentoventi” o “Tre e venti”?


Al momento della presentazione della Serie 3, la BMW tiene a precisare che le sigle si sarebbero dovute leggere tenendo separata la prima cifra, per sottolineare l’appartenenza alla serie: “Tre e venti”, quindi. Tuttavia, sia il materiale informativo della Casa , sia le scritte sulle vetture riportano le tre cifre unite e con la medesima grandezza. Perciò il pubblico le identifica in questo modo, e “Trecentoventi” rimane.
Già pochi mesi dopo, quando viene presentata la Serie 6, la Casa stessa parla di “Seicentotrenta” e “Seicentotrentatre”.


Una macchina di precisione


La rivista tedesca Auto Motor und Sport, sul numero 18 del 30 agosto 1975, conduce un’inchiesta sul grado di precisione dei tachimetri montati sulle auto. Prendendo come riferimento una trentina di vetture appartenenti a tutte le fasce di mercato, emerge che uno dei tachimetri con il minor margine di errore è quello della BMW 320, con solo il 2,5% di scarto in eccesso, a fronte di imprecisioni di oltre il 15%.


Vice auto dell'anno


La Serie 3 E21 si classifica seconda al concorso "Auto dell'anno 1976". Prima clessificata è la Simca 1307-1308, con 192 punti; seconda, appunto, la Serie 3 con 144 punti; terza le Renault 30 TS, che totalizza 107 punti.
Comunque, se non è l’auto dell’anno, la Serie 3 E21 è votata dai lettori di Auto Motor und Sport come la miglior macchina del 1976 con cilindrata tra i 1000 e i 2000 cm3.


Uno scherzo poco gradito


Sul numero di giugno 1976 di Gente Motori appare il seguente annuncio di vendita: “BMW 320i - 1976 - Km 11.000 - Come nuova - Mai urtata - £ 2.000.000”. In quel mese, il listino della Casa prevedeva un prezzo di £ 6.500.000! Facile immaginare che il numero telefonico riportato nell’annuncio venga preso d’assalto da aspiranti acquirenti, anche se il prezzo incredibilmente basso dovrebbe mettere sull’avviso… Infatti, sul numero successivo della rivista è pubblicato un trafiletto nel quale l’intestatario del numero telefonico comunica, tramite avvocato, di non avere mai avuto intenzione di vendere la sua vettura, e men che meno a quel prezzo. Insomma, si tratta dello scherzo di qualche burlone…


A sinistra, il finto annuncio di vendita pubblicato su Gente Motori di giugno 1976; a destra il comunicato apparso sul numero successivo della rivista.



Una macchina da star


Silvia Dionisio, popolare attrice degli anni Settanta (tra le sue più note interpretazioni vi è la ragazzina amante di Ugo Tognazzi in "Amici miei") e grande appassionata di motori, in un intervista pubblicata su Autosprint (n. 3 del 18 gennaio 1977), dichiara che l'auto che le piacerebbe acquistare è la BMW 316.
Diversi altri personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport acquistano una Serie 3 E21. Tra essi possiamo citare il cantante Sandro Giacobbe, in quegli anni ai vertici della notorietà: affezionato cliente BMW, è tra i primi ad acquistare nel 1975 la nuova 320. Molti, poi, sono i calciatori dell'epoca che viaggiano con una BMW Serie 3. Antonio Cabrini ne ha acquistate addirittura tre (316, 320 e 323i); "eventunisti" pure i "gemelli del gol" dell'Inter, Alessandro Altobelli (320) e Evaristo Beccalossi (316); Beppe Bergomi (316); i fratelli Franco e Giuseppe Baresi (entrambi 320); Sergio Magistrelli (320), Adelio Moro (320), Gaetano Legnaro (320) e diversi altri.


Evaristo Beccalossi ritratto nel 1979 accanto alla sua 316 (foto "Il Monello")



Al servizio della legge


Tradizionalmente, una delle Case preferite dalla polizia tedesca è la BMW. La Serie 3 E21, a causa della carrozzeria a due sole porte, non può svolgere il ruolo di auto di pattuglia, per il quale sono impiegate le Serie 5, ma ha grande diffusione (di solito nelle versioni 316 e 320) come auto civetta e come vettura di servizio per i funzionari di medio livello.


Negli anni Settanta la Polizia tedesca tiene i corsi di guida per gli agenti delle squadre speciali sull'impegnativo Nurburgring. Targa e volti degli agenti sono stati oscurati già nella foto originale. Si possono anche notare le lunghe antennone montate sul tetto delle vetture. (foto tratta dal fascicolo 23/76 di Mot)



“E’ meglio l’Alfa!” “No, è meglio la BMW!”


Negli anni Settanta e Ottanta, fra gli appassionati di automobili tengono banco le interminabili discussioni tra i sostenitori dell’Alfa Romeo e quelli della BMW. Gli alfisti rimproverano la discutibile tenuta di strada delle auto di Monaco, specie sul bagnato; i fan BMW minimizzano e fanno notare la qualità costruttiva tutt’altro che impeccabile delle Alfa Romeo, spesso facile preda della ruggine e dalle finiture approssimative.
A distanza di tanti anni, al di là delle chiacchiere da bar, si può affermare obiettivamente che entrambe le “fazioni” hanno le loro ragioni: una BMW progettata negli anni Settanta, se portata al limite o su strade bagnate, può diventare impegnativa, specialmente per un guidatore poco esperto, a causa delle sue reazioni innescate da un assetto troppo votato al confort e da pneumatici talvolta inadeguati.
Viceversa, una contemporanea Alfa Romeo ha ottime doti stradali, ma le finiture lasciano parecchio a desiderare sia per i materiali usati di qualità mediocre, sia per la scarsa cura costruttiva; inoltre la resistenza alla ruggine è davvero modesta. Insomma, la berlina sportiva ideale degli anni Settanta/Ottanta avrebbe dovuto avere telaio Alfa Romeo e carrozzeria ed interni BMW.


Negli anni Settanta e Ottanta, Alfa Romeo e BMW si disputano il mercato delle sportive attorno ai due litri di cilindrata. E anche il mercato delle vetture per le forze dell'ordine!



Una macchina da “Playmate”


Nel periodo a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, l’edizione tedesca di Playboy premia la “Playmate dell’anno” con una vettura, rigorosamente full optional, di colore nero e con un piccolo coniglietto, simbolo della rivista, sui cofani. Per l’annata 1977 il premio è costituito da uno dei primissimi esemplari di 323i, consegnato nella primavera del 1978 alla vincitrice Christina Egger.


Christina Egger con la sua 323i (foto ufficiale BMW)



Velocità massima: Topcabriolet batte berlina 2-0


Grazie alla migliore aerodinamica, nelle prove su strada delle riviste specializzate, le Topcabriolet di Baur fanno registrare una velocità massima superiore a quella della corrispondente versione berlina. Auto Motor und Sport rileva per la 323i TC 203,4 km/h contro 196 km/h della berlina. Quattroruote prova le 320 M60: equipaggiate con il cambio a 5 marce - overdrive, fanno registrare 191 km/h per la convertibile e 189,2 per la berlina.


“Hai la BMW? Allora sei di destra!” Ma che c'entrava la politica con le (belle) macchine?!


Una “leggenda metropolitana” dipinge le Serie 3 E21 e le Golf GTI, specialmente se di colore nero, come le auto - simbolo dei giovani ritenuti “di destra”. Allo stesso modo di come all’epoca sono considerati "di destra" certi locali, certi abbigliamenti (ricordate i "paninari"?), eccetera, secondo un’abitudine piuttosto diffusa di classificare tutto secondo tre categorie, elencate in ordine decrescente: “contestazione”, “qualunquista” o “di destra”. Poiché per prezzo e personalità la BMW Serie 3 e la Golf GTI non possono fare “contestazione” e neppure essere auto “qualunquiste”, vengono etichettate come “di destra”.
Ovviamente, alla fin fine la politica non c'entra nulla, vi è solo chi aveva la fortuna di potersi togliere qualche sfizio in più, scatenando l'invidia di altre persone pronte a bollare oggetti e possessori con nomee ritenute "scomode". Tutto qui.


Al servizio della “mala”


Un'altra “leggenda metropolitana” vuole che la Serie 3, e la 323i in particolare, sia una delle auto favorite dai malfattori degli anni Ottanta. Non come vettura da utilizzare per furti e rapine: la carrozzeria a due porte mal si presta alle “necessità” legate a questi crimini; ma come auto "privata". In effetti, questa poco edificante nomea viene alimentata da alcuni clamorosi fatti di cronaca.
Per esempio, diverse E21 (insieme a diverse altre vetture di pregio, di varie Case) fanno parte del parco auto della "Banda della Magliana", che imperversa a Roma negli anni Settanta e Ottanta. Del resto, i componenti della banda amano ostentare la loro disponibilità economica e dare "prove di forza": per "festeggiare" la scarcerazione di un "collega" organizzano addirittura un carosello di auto sotto la questura (episodio ricordato anche nello sceneggiato "Romanzo Criminale", ispirato alla storia della banda). E pare che di quel corteo facciano parte quattro o cinque E21...
Anche a Milano si ricordano episodi di cronaca nera che videro protagoniste, loro malgrado, alcune E21.
Nel corso del 1979 vi sono due sparatorie notturne che lasciano sul campo morti e feriti, e due 320 sforacchiate dai proiettili. Alla fine del 1981, un regolamento di conti tra bande dedite allo spaccio di droga causa la morte di quattro persone (tra cui un benzinaio che non c'entrava nulla). Sul piazzale dello scontro a fuoco rimangono due BMW 320. Nel 1982, uno spacciatore è trovato morto nel bagagliaio della sua 320 nera appena acquistata. Infine, nel 1985, un altro spacciatore viene crivellato di colpi in un piazzale di periferia, appena sceso dalla sua 320 bianca.
Una diceria molto diffusa classifica la 323i come auto prediletta da contrabbandieri e spacciatori, che disattivano uno dei due scarichi per utilizzarlo come nascondiglio per le loro "mercanzie". Tale diceria trova terreno fertile proprio tra i doganieri: molti proprietari di 323i ricordano minuziosi ed estenuanti controlli alle frontiere, soprattutto italo – svizzere.
In realtà, come tutte le macchine alla moda di ogni epoca, la Serie 3 piace a molti e parecchi la acquistano. Quasi tutti la pagano col denaro guadagnato onestamente, ma qualcuno (purtroppo) con i frutti di attività illecite.


Una delle Serie 3 E21 coinvolte nelle vicende legate alla "Banda della Magliana". E' stata mostrata durante il documentario "La Banda della Magliana - la vera storia", trasmesso nel 2010 da Sky. (foto Ata)



Il libretto mente...


Talora i libretti di circolazione italiani riportano dati errati. Ad esempio, è il caso di alcune 316 immatricolate nell'inverno 1978/79, il cui libretto indica una potenza di 93 CV anziché 90. La stessa cosa per alcune 318, la cui potenza riportata è di 102 CV anziché 98.
La serie di errori prosegue con le vetture anno modello 1980: molti esemplari con il cambio a cinque marce risultano sul libretto a quattro marce.
Ben più grave l'errore che coinvolge alcune 320 M60 del 1982: i pneumatici risultano della misura 185/70 HR 14. In questo caso la BMW Italia interviene inviando ai proprietari delle vetture interessate una lettera da produrre alla Motorizzazione per la rettifica dei dati errati.


La pagina con i dati tecnici del libretto di una 316 anno modello 1979: come si può notare, la potenza riportata è di 93 CV



Una vera sportiva


Nell’estate del 1980, la rivista tedesca Sport Auto promuove un referendum tra i lettori, invitati ad indicare le migliori auto sportive presenti sul mercato, suddivise in sei categorie di prezzo.
I risultati sono pubblicati sul numero di ottobre 1980: nella categoria C (fino a 30.000 marchi), l’auto più votata è la BMW 323i, con il 28,3% di preferenze, seguita dalla Porsche 924 (26,6%) e dalla Datsun 280Z (12,2%). Ma i risultati più sorprendenti si hanno nelle categorie D (fino a 45.000 marchi) ed E (fino a 60.000), nelle quali due E21 “speciali” ottengono il secondo posto. Si tratta dell’Alpina C1 2.3, piazzatasi con il 26,4% di voti subito alle spalle della vincitrice Alpine Renault A310 V6i (29,3%) e davanti alla Ford Capri 3.0 S (14,8%), e dell’Alpina B6 2.8, seconda con il 14,5% di preferenze, dietro un “mostro sacro” come la Porsche 911 SC (20%) e precedendo un’altra Porsche, la 924 Turbo, terza con l’11,2% delle preferenze.
Dunque, un grande risultato per la Serie 3 E21, che nelle tre categorie in cui è in gara totalizza una vittoria e due piazze d’onore: la migliore prestazione in assoluto!
Lo stesso referendum è riproposto due anni più tardi con modalità quasi invariate. Nonostante la Serie 3 E21 sia orami prossima alla fine della produzione, e nonostante la comparsa di nuove concorrenti, la 323i si conferma la più votata nella categoria con prezzo fino a 26.000 marchi, con il 26% delle preferenze. Al secondo posto la Ford Escort RS 1600i (15,6%) e la Volkswagen Golf GTI (10,8%). Nella categoria con prezzo sino a 46.000 marchi, terzo posto per l'Alpina C1 2.3 (14,1%), preceduta dalla Porsche 944 (28,3%) e dalla Alpine Renault A 310 V6 (14,6&). Infine, nella categoria sino a 60.000 marchi, ancora un podio per la Serie 3 E21: l'Alpina B6 2.8 si piazza al terzo posto, con il 14,3% delle preferenze, dietro alla Porsche 911 SC (31,1%) e all'Audi Quattro (18,1%).
Ancora la migliore prestazione in assoluto: scusate se è poco!


323i e piloti di Formula 1


Per l’edizione 1980 del Campionato Procar, che vede i piloti di Formula 1 sfidarsi prima dei Gran Premi al volante di una batteria di M1, la BMW mette in palio tre automobili: una 635CSi per il vincitore; una 528i per il secondo classificato, ed una 323i per il terzo in classifica. A portarsi a casa la 323i è Hans-Joachim Stuck . Per la cronaca, sul gradino più alto del podio sale Nelson Piquet, allora astro emergente della Formula 1, che precede il Campione del Mondo 1980 Alan Jones.
Ma la 323i viene scelta come auto di tutti i giorni anche da altri piloti di Formula 1: per esempio lo svizzero Mark Surer, pilota della ATS, che conosce bene la E21, avendo pilotato la 320i di Gruppo 5 del BMW Junior Team, ne acquista un esemplare in quello stesso 1980.
Anche Johnny Cecotto tra il 1981 e il 1982 guida una 323i, con la quale percorre parecchi chilometri: sicuramente tutti di gran carriera. Dopo l'incidente di Long Beach, Clay Regazzoni guida per anni una 323i automatica e con i comandi modificati Guidosimplex.
Chissà se quelle auto sono state conservate dai piloti stessi o da qualche appassionato...


Clay Regazzoni al volante della sua 323i (foto Quattroruote)



Un'auto razionale


Un altro importante riconoscimento alla Serie 3 E21 è attribuito dai lettori di Mot, chiamati a pronunciarsi sulle "Auto più razionali" del 1981. Le auto sono state divise in quattro classi di prezzo (fino a 10.000 marchi; fino a 15.000; fino a 20.000 e oltre 20.000): i risultati, pubblicati sul numero 6 del 18 marzo 1981, vedono, nella classe oltre 20.000 marchi, al primo posto la Mercedes 280 SE, seguita dall'Audi 200 Turbo e dalla 320 M60, prima auto della sua categoria.
Pochi mesi più tardi, nel febbraio 1982, Auto Motor und Sport pubblica i risultati di un analogo referendum, che vede la 323i premiata come "miglior berlina fino a 2500 cm3" (34% delle preferenze), e la 316 quarta classificata nella categoria inferiore (13% dei voti).


Un motore da Formula 1


La progettazione del 4 cilindri turbo, montato a partire dalla stagione 1982 sulle Brabham BMW di Formula 1, parte nel 1980 dal blocco motore del 4 cilindri da competizione M12, a sua volta strettamente derivato dal motore M10 che equipaggiava le 316/318 e 518.
Nel 1983 Nelson Piquet vince il Titolo Mondiale Piloti con la Brabham BMW BT52, e la Casa, per sfruttare al massimo il ritorno pubblicitario, pone grande enfasi sul fatto che il suo motore di Formula 1 sia “derivato dalla serie”.




La Brabham BMW BT52, Campione del Mondo di Formula 1 1983 con Nelson Piquet, esposta nel Museo BMW (foto "blackboxes66")



Il motore M12 turbocompresso, il primo ad aggiudicarsi il Campionato del Mondo di Formula 1, nel Museo BMW. Nella configurazione da qualifica, il quattro cilindri di 1500 cm3 arriva ad erogare 1000 CV! (foto "blackboxes66")



A volte ritornano…


Le soluzioni estetiche della coda delle prime Serie 3 del 1975, che destano qualche perplessità al punto di convincere la BMW ad intervenire introducendo la placca in plastica rigata tra i gruppi ottici, si rivedono riproposte in maniera abbastanza simile 22 anni dopo, nella coda dell’Alfa Romeo 156, il modello che segna il rilancio commerciale della Casa del Biscione riprendendo la formula della berlina compatta dallo spiccato carattere sportivo.


La coda delle E21 del 1975 a confronto con quella dell'Alfa Romeo 156 del 1997



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