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La Serie 3 E21
Inserito il 17 novembre 2003 alle 19:29:41 da atae21.

Acquistare una Serie 3 E21 oggi


Un'immagine del 1975 diffusa dalla stessa BMW: per acquistare una Serie 3 E21 basta recarsi dal concessionario, scegliere versione, colore e accessori, e pagare il salato prezzo...


Benché sia stato un modello costruito in un numero molto alto di esemplari, oggi la Serie 3 E21 è un’auto piuttosto rara. La sua robustezza meccanica ha fatto sì che la stragrande maggioranza degli esemplari fosse sfruttata a fondo e poi demolita. Nella stessa Germania, dove sono state vendute oltre 700.000 vetture, alla data del 1 gennaio 2013 ne risultavano immatricolate solo 3631, di cui poco più della metà registrate come auto storiche.
Nel nostro Paese non si hanno dati ufficiali al riguardo, ma si stima che delle circa 98.000 unità vendute ne restino ad oggi non più del 2%: la maggior parte di esse è stata demolita tra la seconda metà degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta. Poi, le campagne di incentivi alla rottamazione e le restrizioni alla circolazione per le vetture prive di catalizzatore, susseguitesi a partire dalla fine degli anni Novanta, hanno dato il colpo di grazia anche ad esemplari in buono stato, mandati alla rottamazione per incassare il contributo statale.
Le quotazioni delle Serie 3 E21 si attestano su valori relativamente contenuti, anche se negli ultimi tempi stanno segnando un costante rialzo. L’offerta in Italia è relativamente abbondante, con un discreto numero di vetture in buone condizioni; tuttavia, va detto che in tempi recenti parecchi esemplari belli (soprattutto 323i, ma non solo) hanno preso la via dell’estero, grazie a offerte economiche difficili da rifiutare. Quindi è bene indirizzare la propria attenzione verso esemplari ben conservati, ed è di norma sconsigliabile l’acquisto di esemplari sfruttati a fondo e/o pasticciati, anche se offerti a prezzi invitanti, perché il costo di un ripristino di media entità può facilmente superare il valore della vettura e, in caso di vendita, sarà impossibile recuperare i soldi spesi.
Poco conveniente anche un acquisto all’estero; unica eccezione per le rarissime Alpina, autentici pezzi da collezione, per le quali in Germania e in Svizzera vi è una qualche speranza di reperimento. Attenzione ai falsi, però: un indizio importante (anche se non decisivo) è la presenza delle targhetta sul cruscotto e nel vano motore con il numero dell’esemplare, sfoggiate dalle vetture originali “made in Buchloe”, ma solo una verifica del numero di telaio con gli archivi della Casa potrà togliere ogni dubbio.
All’epoca la BMW Serie 3 è stata spesso sottoposta a personalizzazioni ed elaborazioni. Nella maggior parte dei casi, le modifiche (spesso caserecce) non hanno fatto altro che peggiorare la vettura; tuttavia alcuni kit estetici (ad esempio quelli di BBS, Hella, Kamei e Zender) sono realizzati con materiali di ottima qualità e validi dal punto di vista tecnico ed aerodinamico. L’acquisto di una vettura così equipaggiata non deve essere quindi scartato a priori, ma diventa una questione di gusto personale. A patto però che gli accessori siano correttamente montati ed in buono stato, perché le componenti di ricambio non sempre sono reperibili con facilità e mai a poco prezzo. Le elaborazioni di Romeo Ferraris, Hartge e Schnitzer, invece, sono da considerarsi un valore aggiunto vero e proprio, anche qui a patto che l’elaborazione sia veramente “doc”.
Gli esemplari da competizione fanno storia a sé; quelli con un palmares di alto livello sono da tempo ben accasati presso la stessa BMW o importanti collezioni, e da lì ben difficilmente si muoveranno; più facile che passino di mano esemplari con un passato sportivo non di primo piano. Trattandosi di auto da competizione, lo stato della meccanica va valutato ancor più attentamente; fondamentale che il venditore sia in grado di dimostrare la storia sportiva, i lavori eseguiti nel corso del tempo e l’originalità delle specifiche. Attenzione agli esemplari che hanno gareggiato negli slalom e nelle gare in salita: i regolamenti di queste discipline sono molto permissivi e consentono elaborazioni, modifiche e persino trapianti meccanici di rilevante entità.


Alcune semplici precauzioni per evitare sgradite sorprese



La stessa scena trasposta a quasi quarant'anni di distanza: Fabio esamina una 320 del 1976 in vendita. L'atmosfera non è esattamente la stessa... ma per fortuna anche i prezzi sono ben diversi!


L'acquisto di un'auto "classica" quasi sempre costituisce per l'appassionato il coronamento di un sogno accarezzato per anni. Il mercato, però offre di tutto: vi sono venditori seri ed altri pronti a rifilare ad incauti acquirenti automobili spacciate (e anche truccate) per buone, ma in realtà in condizioni precarie, così come vi sono vetture da acquistare al volo ed altre dalle quali è meglio stare alla larga. Qualche semplice precauzione ci aiuterà ad effettuare un acquisto oculato, precauzioni valide ovviamente per tutte le auto, di ogni modello ed età. Un ringraziamento a Daniele "banfman" e al sito Audiclassiche, dal quale sono stati tratti i consigli che seguono.

Documentiamoci
Prima di iniziare la ricerca, è bene documentarsi il più possibile sul modello che ci interessa e sulle effettive quotazioni di mercato. Internet è di grande aiuto per questo tipo di ricerche: senza spendere soldi mette a disposizione un grande quantità di informazioni, che ci consentiranno di distinguere al volo un'auto in condizioni originali da una pasticciata o modificata. Naturalmente un'ottima fonte è costituita anche dai libri dedicati al modello che interessa, dai cataloghi e dalle riviste specializzate. Acquisita una buona conoscenza del modello che interessa, si può passare ad approfondire la situazione del mercato tenendo presente che le quotazioni delle riviste spesso e volentieri non corrispondono alla realtà. Meglio effettuare un'"indagine di mercato" visionando gli annunci di vendita su riviste e siti specializzati. Da qui si può capire quali sono le richieste medie per vetture in vari livelli di conservazione, e farsi un'idea dell'andamento del mercato osservando se gli annunci continuano ad essere ripetuti e capire se ciò dipende dal prezzo troppo alto o dalla scarsa richiesta. A questo punto si può partire con la ricerca vera e propria, selezionando sulla base delle conoscenze accumulate le vetture il cui prezzo appare congruo in relazione alle condizioni che traspaiono dall'annuncio e recarsi a visionarle di persona.

Manteniamoci freddi
Se possibile, non lasciamoci accecare dalla libidine del possesso immediato dell'oggetto tanto desiderato, ma cerchiamo di agire con calma, circospezione e freddezza. Lo stato d'animo "passionale" è sempre nemico del buon acquisto. Non va mai dimenticato che l'esemplare che sembra un'occasione unica e irripetibile è molto spesso superato in bellezza e convenienza da un'altra automobile dello stesso tipo che l'acquirente incontra se ha la pazienza di attendere qualche mese.

Il prezzo è giusto?
Accertiamoci innanzitutto che il prezzo richiesto sia in linea (in funzione dello stato della vettura) con le quotazioni riportate dalle riviste internazionali e dalle guide on-line. Se l'auto viene spacciata dal venditore come non necessitante di alcun intervento di meccanica, carrozzeria e interni, o se tale appare ai nostri (accecati) occhi, ricordiamoci che nel 99,99% dei casi, ciò non corrisponde a verità: la batteria con un elemento difettoso; una cuffia crepata della testina dello sterzo; un difetto della chiusura centralizzata; il termostato rotto, ecc., sono solo alcuni degli infiniti vizi occulti minori pronti a palesarsi non appena si è firmato il passaggio di proprietà (sempre che non ci siano vizi occulti importanti)! E' comunque pressoché impossibile trovare un'auto assolutamente perfetta, anche se è appena uscita dall'atelier del restauratore. Se invece l'auto che intendiamo acquistare è palesemente da restaurare, è meglio non prestare mai fede ai preventivi (sempre ottimistici) del venditore, e ricordare bene che anche il restauratore più serio pecca non di rado per difetto nella stima del preventivo complessivo delle spese da sostenere. Aggiungiamo quindi sempre un buon 20% ai preventivi più pessimistici.
Se la richiesta del venditore ci appaire eccessiva o fuori mercato, non lasciamoci scoraggiare: il venditore spara quasi sempre un prezzo "trattabile". Il modo migliore per spuntare il prezzo più basso è sempre un pagamento totale immediato e in banconote fruscianti. Non abbiamo mai timore di fare un'offerta che sembra troppo bassa (fino al 20-25% inferiore alla richiesta iniziale)! Infine, attenzione ai venditori che parlano troppo e sorridono sempre entusiasticamente...

Documenti, prego
Un aspetto da valutare con grande attenzione prima dell'acquisto è la regolarità dei documenti; mettere in regola un'auto dal punto di vista burocratico - fiscale può essere molto costoso e, a volte, può risultare addirittura impossibile. Occorre diffidare dai venditori che con varie scuse non mostrano i documenti dell'auto: esaminarli è un diritto e anche un dovere del potenziale acquirente che, una volta effettuata la vendita, diventa responsabile ad ogni effetto di qualsiasi irregolarità. Bisogna poi tenere presente che la probabilità di incappare in situazioni problematiche aumenta in modo direttamente proporzionale con il livello di rarità, valore e valenza collezionistica della vettura.
Ecco un elenco di semplici domande: se anche ad una sola (con la parziale eccezione della n. 7) la risposta è negativa, è meglio cercare un'altra macchina.
1) Sono presenti tutti i documenti (libretto di circolazione e foglio complementare o certificato di proprietà)?
2) Se si tratta di un privato, la persona con la quale stiamo trattando è l'intestatario della macchina? Oppure l'auto proviene da un'eredità senza che gli eredi abbiano provveduto a regolarizzare l’intestazione al PRA? Se invece abbiamo a che fare con un operatore commerciale, ha effettuato il mini passaggio di proprietà a favore della sua azienda? Oppure dispone di procura a vendere?
3) Il numero di telaio coincide con quello riportato sul libretto di circolazione?
4) Le eventuali modifiche (ad esempio, l'installazione e la eventuale rimozione del gancio di traino e/o di impianti a gas, pneumatici non di serie, ecc.) sono state riportate sul libretto di circolazione?
5) Eventuali ipoteche sono state cancellate dal foglio complementare/certificato di proprietà?
6) I pagamenti dei bolli sono regolari? il venditore è in grado di esibire le ricevute dell'ultimo triennio?
7) La vettura è in regola con la revisione? Nel caso non lo fosse, bisogna esigere che il proprietario sottoponga la vettura all'esame prima della vendita.

Una visura al PRA
Infine, prima di concludere l'acquisto, è bene effettuare una visura al Pubblico Registro Automobilistico, in modo da essere certi che la vettura non sia stata radiata d'ufficio e che i dati del proprietario e di eventuali ipoteche coincidano con quelli riportati dai documenti. Per risparmiare tempo e denaro, è possibile eseguire le visure on line, collegandosi con il sito del PRA ed effettuando il pagamento del corrispettivo tramite carta di credito.
In pochi minuti e con una spesa più che contenuta ci si mette al riparo da sgradite sorprese.

Il parere di un esperto
Trattandosi di auto che hanno parecchi anni di vita, non è sempre facile ricostruirne la storia e capire se sono state sottoposte ad una manutenzione più o meno regolare. D'altra parte, anche le automobili meglio costruite, se trascurate, subiscono un rapido degrado e la loro affidabilità ne risulta compromessa. La cosa migliore è farsi aiutare nella scelta dal proprio meccanico di fiducia: ogni difetto riscontrato comporterà la rinuncia all'acquisto, od un'inevitabile diminuzione del prezzo richiesto. Un venditore in buona fede non si opporrà ad un esame da parte di un esperto e, se dovesse farlo, sarà un campanello di allarme che faremo bene ad ascoltare.


Quale modello scegliere


Parlare di scelta per automobili la cui produzione è terminata da una trentina d'anni e sopravvissute in poche migliaia di unità può sembrare fuori luogo; tuttavia ogni modello ha una sua personalità ben definita per accontentare diverse esigenze: da chi chiede prestazioni sportive a chi cerca una macchina divertente e poco impegnativa.
Oggi i costi di gestione sono equivalenti per tutte le versioni, tutti gli esemplari di Serie 3 E21 possono beneficiare di bollo ed assicurazione ridotti, mentre le quotazioni, 323i esclusa, non presentano “salti” eccessivi e sono abbastanza omogenee tra loro: è quindi naturale pensare subito alle versioni più potenti.
Tuttavia anche la scelta di un modello “piccolo” ha la sua validità e non va scartata a priori: in primo luogo per chi in passato ha posseduto una di queste vetture, ma anche per gli altri appassionati, che con una spesa contenuta si possono portare a casa una testimonianza del passato sempre più difficile da incontrare sulle strade. Certo, non offrono la grinta delle versioni più potenti, ma le prestazioni sono comunque più che sufficienti ed in linea con l’uso tipico di un’auto del passato, le tranquille passeggiate.
Indipendentemente dal modello, occorre fare una distinzione tra gli esemplari costruiti fino all’agosto del 1979 e quelli prodotti dopo tale data. In quell’occasione, infatti sono apportate numerose modifiche che hanno mutato sensibilmente il carattere della vettura, nonostante l’aspetto sia rimasto quasi invariato.
Le vetture più recenti dispongono di un corpo vettura un po’ più leggero e aerodinamico che consente, a parità di motore, prestazioni migliori. Inoltre, tutta la meccanica è stata rivista ed affinata ed era disponibile a richiesta il cambio a cinque marce, del quale molti esemplari venduti in Italia sono equipaggiati. Anche l’interno è più moderno e funzionale. Come contropartita, hanno meno cromature e non offrono l’estetica tipicamente anni Settanta delle vetture costruite nei primi anni di produzione. Inoltre, alcune finiture sono di qualità inferiore.
Prima di passare all’analisi dei singoli modelli, qualche considerazione di carattere generale sulla loro reperibilità in Italia. Come si vedrà leggendo più sotto, non sempre vale l’equazione “maggiori vendite all’epoca della produzione = maggiore reperibilità odierna”. Certamente le auto dei primi anni di produzione, seppure vendute in un buon numero di esemplari, sono oggi vere rarità, in particolare le 320 e 320i a 4 cilindri. Invece, è sopravvissuto un discreto numero di 323i e la maggior parte delle Topcabriolet Baur.
In ogni caso, a fronte di esemplari capitati nelle mani di un pubblico attento ed appassionato, che le ha utilizzate con riguardo e non ha lesinato sulla manutenzione, ve ne sono molti altri che hanno alle spalle una storia travagliata, fatta di parecchi proprietari che sovente non hanno loro dedicato appropriate cure. Inoltre le richieste dei venditori (in particolare per le versioni aperte) sono spesso ingiustificatamente elevate in relazione alle reali condizioni dell'auto.
Le versioni “a tiratura limitata” (ad esempio le Edition e le 320 Procar) sono assimilabili in tutto ai corrispondenti modelli di derivazione, differenziandosi da essi solo per l’equipaggiamento, mentre la produzione limitata ad un numero esiguo di esemplari rende la loro disponibilità odierna legata al classico “colpo di fortuna”.
Lo stesso discorso vale a maggior ragione per i modelli da competizione e quelli non importati ufficialmente in Italia, come le Topcabriolet Baur con motori a quattro cilindri, le versioni USA, eccetera, così come per le versioni di Alpina, Hartge, Schnitzer: gli esemplari venduti nuovi tramite gli importatori paralleli si contano sulle dita di una mano e la probabilità di imbattersi oggi in uno di essi sono talmente basse da essere statisticamente insignificanti. Anche le italianissime E21 di Romeo Ferraris, che pure ebbero una qualche diffusione all’epoca, sembrano essersi praticamente estinte.


Analisi dei singoli modelli


* = scarso; ** = sufficiente; *** = discreto; **** = buono; ***** = ottimo.

315
Reperibilità sul mercato: ****
Modello di accesso molto diffuso all’epoca; gli esemplari sopravvissuti sono abbastanza numerosi.
Su strada: ***
Chi cerca prestazioni sportive farà bene a puntare su altri modelli; tuttavia il motore, pur sottodimensionato, è regolare e la coppia motrice è ben distribuita anche ai bassi regimi: la ripresa è ottima. Il consumo è discreto; molti esemplari sono sprovvisti del cambio a cinque marce: oltre al consumo, ne risente il confort acustico alle velocità autostradali. Equipaggiamento ridotto all'osso.
Prospettive di rivalutazione futura: **
La Serie 3 E21 è uno dei modelli più rappresentativi del periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta; nel caso delle versioni più “piccole” è però difficile prevedere sostanziosi aumenti, anche nel lungo periodo.

316
Reperibilità sul mercato: ***
Ha avuto un grande successo da nuova, e ancora oggi è relativamente diffusa.
Su strada: ***
Sulla carta, i valori di potenza e di coppia sono buoni. Tuttavia, il motore è vuoto sotto i 3000 giri: le capacità di ripresa sono modeste. Il consumo è elevato: risente del fatto che, per farla "andare", il guidatore è portato a mantenere il motore agli alti regimi; inoltre quasi tutte hanno il cambio a quattro marce: il motore si fa sentire parecchio, specie in autostrada. Equipaggiamento quasi sempre spartano.
Prospettive di rivalutazione futura: **
Come per la 315.

316 1.8
Reperibilità sul mercato: ***
Non ha avuto una grande diffusione all’epoca, ma il tasso di sopravvivenza è sorprendentemente elevato.
Su strada: ***
Pur avendo prestazioni tranquille in rapporto alla cilindrata, la guida è gradevole in quanto potenza e coppia motrice sono ben distribuite nell’arco dei regimi di utilizzo del motore. Molti esemplari montano il cambio a cinque marce, con benefici effetti su consumo e confort.
Prospettive di rivalutazione futura: **
Come per la 315.

318
Reperibilità sul mercato: *
Nei dati di vendita è sempre stata il fanalino di coda delle Serie 3: dei pochi esemplari venduti in Italia ne sono sopravvissuti un numero esiguo.
Su strada: ***
Le prestazioni sono nella norma per una 1800; c’è di buono che il motore si dimostra elastico a tutti i regimi. Quasi nessuna è equipaggiata con il cambio a cinque marce. Il consumo è più basso rispetto alla 316 con motore 1600.
Prospettive di rivalutazione futura: **
Come per la 315.


Una delle versioni più rare: la 318, qui in un'immagine tratta dal catalogo dell'anno modello 1980.


318i
Reperibilità sul mercato: ***
Non è impossibile da trovare.
Su strada: *****
Un modello molto riuscito: l’ottimo motore, pronto nella risposta anche ai bassi regimi, consente prestazioni quasi sportive e consumi relativamente ridotti, specialmente con il cambio a cinque marce che equipaggia molti esemplari.
Prospettive di rivalutazione futura: ***
Le doti della meccanica la collocano già oggi tra le E21 più appetibili.

320
Reperibilità sul mercato: *
La produzione è cessata nel lontano 1977 e la maggior parte degli esemplari sono stati sfruttati a fondo e demoliti in anni in cui erano semplicemente delle auto vecchie.
Su strada: ****
La potenza è normale in rapporto alla cilindrata, mentre la coppia è abbondante anche ai bassi regimi. Il motore è quindi molto pronto ed elastico e rende la guida piacevole.
Prospettive di rivalutazione futura: **
Come per la 315.

320i
Reperibilità sul mercato: *
Valgono le stesse considerazioni fatte per la 320.
Su strada: *****
Il motore è eccellente per prontezza ed ha una notevole grinta; le prestazioni e i consumi sono molto buoni e migliori della 320 M60 a sei cilindri. Una scelta controcorrente ma valida: si tratta di uno dei modelli meglio riusciti dell’intera gamma, secondo solo alla 323i.
Prospettive di rivalutazione futura: ****
All’estero è già apprezzata ed è tra le E21 più quotate. Invece da noi non è finora riuscita ad attirare i favori degli appassionati, che le preferiscono i modelli a sei cilindri. È però presumibile che in futuro il trend favorevole si estenda anche al nostro Paese. Palmares sportivo di tutto rispetto.

320 M60
Reperibilità sul mercato: ***
Ai suoi tempi è stata il cavallo di battaglia della BMW: non è difficile da trovare.
Su strada: ****
Nel complesso offre buone prestazioni unite al fascino del sei cilindri, tuttavia, ai bassi regimi il motore è un po’ vuoto e lento nel prendere i giri; in compenso la silenziosità è eccellente in tutto il campo di utilizzo del motore. Consumi elevati, particolarmente sui primi esemplari prodotti. La maggior parte delle vetture prodotte dal settembre 1979 montano il cambio a cinque marce.
Prospettive di rivalutazione futura: ***
In Italia più che altrove uno status symbol della sua epoca: non è quindi improbabile che in futuro le quotazioni abbiano una certa crescita.

323i
Reperibilità sul mercato: **
In rapporto alla quantità di vetture vendute nuove in Italia, ne sono sopravvissuti un buon numero di esemplari. Molte però hanno preso la via dell’estero.
Su strada: *****
La più potente delle Serie 3 offre ancora oggi ottime prestazioni. Il consumo è più contenuto di quanto si possa ritenere ed è inferiore di quello della 320 M60. La maggior parte delle vetture prodotte dal settembre 1979 montano il cambio a cinque marce; su questa versione top sono relativamente diffusi anche altri accessori di pregio come l’aria condizionata, il servosterzo e il tetto apribile.
Prospettive di rivalutazione futura: ****
Molto buone: è il modello più rappresentativo della gamma delle Serie 3 E21.

Topcabriolet Baur
Reperibilità sul mercato: ** (320 M60); * (323i)
Gli esemplari venduti in Italia hanno avuto un indice di sopravvivenza molto elevato, ma si sta pur sempre parlando di volumi di vendita limitati a poche centinaia di unità per la 320 M60 e a qualche decina per la 323i.
Su strada: **** (320 M60); ***** (323i)
Valgono le stesse considerazioni fatte per le corrispondenti versioni berlina: la carrozzeria aperta mantiene una rigidità torsionale pressoché invariata rispetto a quella della berlina e quindi non si avvertono fenomeni di flessione della scocca in curva.
Prospettive di rivalutazione futura: ***
Le versioni scoperte finiscono sempre per suscitare l’interesse degli appassionati. Tuttavia, la particolare formula costruttiva rende le Topcabriolete Baur delle auto “di nicchia”; è comunque ipotizzabile che le quotazioni odierne, superiori a quelle delle corrispondenti berline, avranno una certa crescita.



La più ambita, la 323i. Qui un'immagine ufficiale del 1978.



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