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La Serie 3 E21
Inserito il 17 novembre 2003 alle 19:29:41 da atae21.

E21 fuoriserie: la 320 Asso di Quadri

Al Salone di Torino del 1976, nello stand della Karmann è esposta un argentea coupé 2 + 2 denominata Asso di Quadri ed equipaggiata con la meccanica della 320.
Non si tratta di un semplice prototipo di stile: è infatti completamente funzionante ed è frutto della collaborazione tra la BMW, che ha fornito la meccanica, la Italdesign di Giorgetto Giugiaro che ne ha curato lo stile, e, appunto, la carrozzeria Karmann che ha seguito la costruzione.
Per Giugiaro è la continuazione del discorso sul tema coupé - due volumi iniziato con la Audi Asso Di Picche del 1973 (realizzata anch'essa in collaborazione con Karmann), proseguito con la Hyundai Asso di Fiori del 1974, e conclusosi nel 1979 con la Isuzu Asso Di Fiori (curiosamente porta lo stesso nome della vettura di cinque anni prima).
La linea è molto diversa dalla Serie 3 di produzione e dalle contemporanee BMW: è una coupé due volumi tre porte dalle linee piuttosto tese e squadrate. Una novità per quei tempi è il paraurti anteriore di plastica che ingloba tutto il frontale: i quattro fari rettangolari con gli indicatori di direzione ai lati e il classico scudetto BMW sono incassati al suo interno.
Nel taglio del cofano anteriore e in alcuni tratti del padiglione e della coda ricorda la Volkswagen Scirocco, l’Alfasud Sprint e la Lotus Esprit, tutte e tre opera di Giugiaro, ma ha una sua personalità e conserva alcuni elementi stilistici tipici delle BMW di quel periodo, come la nervatura che attraversa la fiancata, in questo caso collocata poco sotto le maniglie delle porte, e le nervature sul cofano motore in corrispondenza dello scudetto. In sintesi, una linea riuscita, elegante e sportiva allo stesso tempo.
Le dimensioni generali sono molto simili alla E21 di serie; variano sensibilmente le misure dell'altezza, inferiore di ben 14 cm, e del passo, più lungo di 9 cm.
L'interno è completamente diverso da quello di serie: la plancia è costituita da una mensola a tutta larghezza nella quale sono inserite la strumentazione e i comandi della climatizzazione della Serie 3 di serie, alloggiate in una cornice molto lineare che assume una forma a "L", prolungandosi in una console centrale per l'alloggiamento della radio. I sedili, più sportivi, hanno una forma che ricorda quelli dell'Alfetta GT.
L’Asso di Quadri serve per testare il gradimento del pubblico per le linee che saranno trasferite nella BMW M1 e nella DeLorean, entrambe in corso di gestazione e con il motore centrale, e rimane un esemplare unico. Peccato, perché è ben riuscita stilisticamente, più della E21 Touring (della quale appena qualche mese prima era stato deciso l’annullamento della produzione), e avrebbe potuto rappresentare una valida concorrente di vetture tipo Alfetta GTV e Porsche 924. Logicamente i motivi di convenienza economica che avevano portato alla decisione di non produrre la tre porte Touring sono valsi anche per l’Asso di Quadri. Viste con gli occhi di oggi, queste scelte possono sembrare all’appassionato piuttosto riduttive, ma se inquadrate nel contesto industriale dell’epoca, fatto di tempi assai grami per le auto in generale e più ancora per quelle di intonazione sportiva, risultano pienamente logiche e giustificate.
Attualmente, la vettura e il modello di stile in scala 1:1 di colore rosso utilizzato per la sua costruzione sono custoditi presso la Italdesign. Per saperne di più basta consultare il sito www.italdesign.com.


I PRINCIPALI DATI TECNICI

- Carrozzeria: scocca autoportante; coupé tre porte, 2+2 posti.
- Dimensioni e peso: lunghezza 432,5 cm; larghezza 165 cm; altezza 124 cm; passo 265,3 cm; carreggiata ant. 139,6 cm; carreggiata post. 140,9 cm; massa a vuoto kg 980
- Meccanica: BMW 320 a carburatore da 109 CV
- Prestazioni: velocità massima: 175 km/h; accelerazione 0-100 km/h: 11,5 sec.



La 320 Asso di Quadri esposta al Salone di Torino del 1976 e vista anteriormente di tre quarti, in una foto pubblicata su Quattroruote di dicembre 1976



La vista di coda. In questo caso non si tratta della vettura funzionante, ma del modello di stile statico in scala 1:1 (foto ufficiale Italdesign)




La vettura fotografata oggi, nel servizio pubblicato da Automobilismo d'Epoca nel fascicolo di novembre 2012. Qui due primi piani dell'anteriore, che mettono in evidenza il grande scudo - paraurti in plastica



Giugiaro ha conservato il taglio del finestrino posteriore "a zampa di cane", tipico delle BMW. Interessante la collocazione dello sportello del tappo del carburante. La 320 Asso di Quadri ricorda molto la Scirocco II, disegnata qualche anno più tardi dal Centro Stile interno della Volkswagen



Il vano motore non differisce molto da quello della 320 di serie




Due viste dell'interno. Lo stile è ricercato, con rivestimenti in pelle e velluto, come si conviene ad una granturismo di classe



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