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Inserito il 09 settembre 2004 alle 15:42:20 da blackboxes66.

Paul Rosche

Paul Rosche nasce a Monaco di Baviera nel 1934. Laureatosi in ingegneria, è assunto alla BMW nel 1957, a soli 23 anni. Inizialmente viene destinato al settore Ricerca e Sviluppo, guidato dal leggendario ingegnere motorista Alexander von Falkenhausen del quale diviene ben presto il braccio destro. Inizia ad occuparsi delle evoluzioni del V8 e del piccolo bicilindrico della 700, poi affianca Von Falkenhausen nella progettazione del quattro cilindri M10, destinato ad equipaggiare la Neue Klasse e poi tutti i successivi modelli piccoli e medi fino alla Serie 3 E30.
Circa alla metà degli anni Sessanta, allorché la BMW inizia a partecipare in veste ufficiale alle gare automobilistiche, si occupa dell’elaborazione del quattro cilindri M10, gettando le basi per l’attività sportiva della BMW per molti anni. Rosche gioca un ruolo importante nello sviluppo del motore bialbero da competizione M12 di 2000 cm3, direttamente derivato dal motore M10 ed impiegato inizialmente sulle Lola Sport pilotate tra gli altri da Jo Siffert e Hubert Hahne, e poi ulteriormente sviluppato per essere montato sulle Formula 2.
Tuttavia, nel 1970, dopo la morte del pilota Gerhard Mitter (ma anche per motivi economici), la BMW improvvisamente decide il suo ritiro da tutte le competizioni.
Tale decisione è ovviamente accolta con disappunto dalla Squadra Corse, che si vede annullare tutti i programmi futuri proprio nel momento in cui stavano arrivando importanti risultati. Per non vanificare tutta l’opera svolta, un piccolo gruppo di irriducibili appassionati, col supporto di Alexander Von Falkenhausen, che fornisce loro i fondi necessari dissimulandoli tra quelli destinati al progetto di un’auto di serie, continua in gran segreto il lavoro attorno al motore M12. Tra essi vi sono Paul Rosche ed il pilota Dieter Quester, figlio adottivo di Von Falkenhausen.
Detto lavoro viene svolto nel tempo libero in un garage affittato a Monaco di Baviera e porta i suoi frutti: nel 1971 Quester si classifica terzo nel Campionato Europeo di Formula 2 con una March 712 e l’anno successivo si piazza al secondo posto nel Campionato Europeo della Montagna con una Chevron. Entrambe le vetture montano il motore BMW M12: Von Falkenhausen coglie al volo l’occasione per convincere, alla fine del 1972, i vertici della Casa a ritornare nelle competizioni e fare uscire la Squadra Corse dalla clandestinità.
In questi anni, Rosche lavora ad importanti progetti destinati alla normale produzione, come il “piccolo” sei cilindri M60 per le Serie 3 E21 e Serie 5 E12, poi ereditato dalle Serie 3 E30 e Serie 5 E28 ed E34.
La decisione di rientrare nelle competizioni porta alla creazione della divisione sportiva BMW Motorsport GmbH: Paul Rosche ne diviene subito una figura centrale. Nel 1973 è siglato un accordo con la March per la fornitura di motori di Formula 2: l’anno seguente la March BMW vince il Campionato Europeo di Formula 2. Rosche aveva seguito in prima persona lo sviluppo del motore, utilizzato anche per le 2002 che partecipavano con successo ai Campionati Turismo.
Contemporaneamente lavorò al progetto della leggendaria 3.0 CSL, che sbaragliò per anni le concorrenti nelle gare di Gruppo 2 e Gruppo 5.
Dopo il ritiro di Von Falkenhausen, avvenuto nel 1975, Rosche diviene il responsabile tecnico della BMW Motorsport. Lo stesso anno inizia a dedicarsi all’allestimento delle 320i E21 da competizione, equipaggiate con il motore M12 derivato dalle Formula 2. Nel 1977 la BMW schiera nelle gare di Gruppo 5 una squadra ufficiale, battezzata BMW Junior Team, con Eddie Cheever, Marc Surer e Manfred Winkelhock, tre piloti che approderanno in Formula 1 negli anni successivi. Le 320i conseguono diverse vittorie di classe 2 litri nelle gare di Gruppo 5 ed uno splendido nono posto assoluto e primo di classe alla 24 Ore di le Mans del 1977. Anche la Serie 6 E24 ha le sue versioni da competizione curate dalla BMW Motorsport di Paul Rosche. Queste vetture colgono significativi successi in varie categorie nel corso di una carriera protrattasi fino alla fine degli anni Ottanta.
Nell’inverno 1976/77, la direzione della Casa affida alla divisione Motorsport l’intera progettazione della granturismo E26, la futura M1. Rosche imposta la vettura soprattutto in funzione dell’impiego sportivo e progetta il motore M88 di 3500 cm3, evoluzione con testata a quattro valvole per cilindro del sei cilindri M30. Le M1 danno vita al Campionato Procar, svoltosi nel 1979 e 1980, nel quale i piloti di Formula 1 si sfidano prima dei Gran Premi al volante delle M1. Questo campionato, ideato dalla BMW Motorsport, serve per promuovere il marchio nel mondo della F1, in vista di un eventuale impegno diretto della Casa bavarese nella massima formula.
Infatti, Rosche e Jochen Neerpasch, direttore della Squadra Corse, si stanno adoperando per convincere la direzione della BMW ad entrare in Formula 1 con un quattro cilindri turbocompresso derivato dal motore M12. Tuttavia il tentativo non va in porto; Neerpasch nel 1979 lascia la BMW e viene sostituito da Dieter Stappert.
Nel 1980 Rosche e Stappert ritornano alla carica col progetto Formula 1 ottenendo finalmente l’assenso della direzione. Rosche se ne occupa in prima persona: il quattro cilindri di 1500 cm3 è testato al banco per la prima volta già alla fine del 1980; montato sulla Brabham BT50, debutta in gara nel 1982, e nel giugno dello stesso anno Nelson Piquet vince il Gran Premio del Canada. Nel 1983 le Brabham BMW BT52 guidate da Piquet e da Riccardo Patrese vincono otto Gran Premi; al termine di quella stagione trionfale Piquet si aggiudica il Titolo iridato Piloti. Negli anni seguenti, il quattro cilindri BMW giunge ae erogare 1500 CV, la potenza più alta mai sviluppata nella storia della F1. Alla fine del 1986, anche a seguito della morte di Elio De Angelis avvenuta in un incidente durante una sessione di prove, la BMW lascia la massima formula e cede progetti e materiali alla Megatron.
Rosche lavora anche a vetture di produzione: è responsabile dei progetti M 635CSi E24 e M5 E28, equipaggiate col sei cilindri M88 derivato da quello della M1. Progetta inoltre il quattro cilindri a sedici valvole della M3 E30 (presentata nel 1986), che diviene la vettura che ottiene il maggior numero di vittorie nelle gare Turismo; sua anche la parte motoristica delle successive M5 E34; 850CSi E31; M3, M Roadster e M Coupé E36 e M5 E38.
Dal 1989 segue direttamente il progetto del V12 di 6,1 litri con testata a quattro valvole per cilindro per la McLaren F1 stradale (presentata nel 1993), concepita dall’ingegner Gordon Murray, già in forza alla Brabham negli anni Ottanta e grande amico di Rosche. La McLaren F1 GT1 vince la 24 Ore di Le Mans nel 1995, pilotata da Yannick Dalmas, J.J Lehto e F Masanori Sekiya; in seguito il suo V12 passa nel cofano delle BMW-Williams V12 LMR che sfiorano la vittoria assoluta a Le Mans nel 1998 e la centrano nel 1999 con l’equipaggio formato da Yannick Dalmas, Pierluigi Martini e Joachim Winkelhock.
Nel frattempo la BMW aveva deciso il suo rientro in Formula 1 con il Team Williams: Rosche si occupa della progettazione del nuovo V10 di 3500 cm3, che esordisce in gara nel 2000.
Ma alla fine del 1999 Paul Rosche decide di ritirarsi e lascia la poltrona di direttore tecnico della BMW Motorsport a Werner Laurenz. Gli ultimi motori “M” di serie cui lavora sono il V8 di 5 litri da 400 CV della M5 E39 del 1998 e il sei in linea di 3400 cm3 da 340 CV della M3 E46 presentata nel 2000. Scompare nel 2016, all'età di 82 anni.
La vita, i progetti e le vittorie di Paul Rosche sono trattate in un libro della collana BMW Portraits, edita direttamente dalla Casa bavarese: Paul Rosche: Behind the curtains. The history of a legendary engine constructor - autore Karl H. Hufstadt – testi in inglese o tedesco.




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